È bello leggere di una donna che racconta e vive una nuova storia d’altri tempi, dove i protagonisti sono, non solo una splendida Porsche ma anche una famiglia che vive il profumo e la passione per i motori tutti i giorni.

Leggendo e ammirando il video apparso in questi giorni sul famoso sito di auto d’epoca Petrolicious si può comprendere quanto è importante vivere nel mondo dei motori. Dal video si percepisce l’emozione della voce di Rosita per il suo grande “amore” e la musica che si ascolta della sua Porsche 356 è unica. Il rombo del motore, tramette serenità e gioia, la stessa che è cresciuta in Rosita Corato e in chi ha assaporato il profumo di questi gioielli.

In lei vi è il mito dell’auto d’epoca, sappiamo che è figlia d’arte in questo, infatti, fa parte di una famiglia il cui nome è legato da sempre a doppio nodo al mondo dell’automobilismo: figlia di uno dei maggiori carrozzieri del Veneto, Alonso Corato, Rosita vede crescere in lei la passione per i motori già in tenera età, quando, al contrario delle bambine sue coetanee, preferiva dilettarsi con le macchinine che il padre regalava a lei e al fratello piuttosto che con le bambole: ‘’Ci divertivamo a distruggere tutti i modellini di Porsche che ci capitavano per le mani’’, ricorda davanti alle telecamere di Petrolicious Rosita, ‘’perché ci dilettavamo immaginando di correre al volante delle nostre Porsche’’.


Già, perché nonostante il padre fosse il titolare di un’officina presso la quale si soleva prestare assistenza alle vetture Ferrari (a tal proposito Rosita ricorda dello stupore dei compagni di classe che, settimana dopo settimana, ammiravano quasi con incredulità le svariate e bellissime Ferrari, ovviamente quelle dei clienti, con le quali Alonso era solito andare a prendere la figlia a scuola), il cuore della famiglia Corato batte da sempre per lo storico marchio di Stoccarda. L’affidabilità, l’eleganza senza tempo e la linea inconfondibile delle creazioni del marchio tedesco rappresentano infatti, non solo per i Corato, un must praticamente irraggiungibile da qualsiasi altra Casa costruttrice al mondo.

Fu così, dunque, che quindici anni fa, quando si presentò l’occasione di portare a casa una vettura d’epoca, Rosita ed Alonso Corato non esitarono a scegliere di acquistare una splendida Porsche 356 del 1959, che ancor oggi viene utilizzata dalla famiglia con cadenza praticamente quotidiana. Già, perché come sostenuto da Rosita, l’auto d’epoca non può essere vista semplicemente come una reliquia, ma è un bene talmente prezioso da dover essere vissuto il più possibile, senza aver paura di trovarsi a dover far fronte alla riparazione di qualche graffio o di un’ammaccatura.

Quindici anni fa, dunque, Alonso Corato si trovò a mettere le mani su una splendida vettura d’epoca, non di un cliente, ma di proprietà della sua famiglia; anzi, secondo i Corato, la 356 sulla quale Rosita è solita muoversi ogni giorno è essa stessa meritevole di essere considerata parte integrante della famiglia!

La vettura in questione è stata ribattezzata ‘’Numero 1’’, come testimoniato anche dagli adesivi apposti su entrambe le fiancate, in relazione al fatto che la Speedster è stata la prima vettura sulla quale Alonso è intervenuto non per conto di un cliente ma di sé stesso. La Porsche 356 N1 è un esemplare caratterizzato dalla splendida livrea grigia argento metallizzata e da alcuni sapienti tocchi in stile ‘’Racing’’ che, pur con la dovuta discrezione, accentuano lo spirito sportivo del modello.

Al tempo dell’acquisto, l’automobile versava in condizioni deplorevoli, a causa del lungo periodo di abbandono al quale era stata sottoposta. La necessità di intervenire in maniera radicale per provvedere al ripristino totale della vettura fu l’occasione per personalizzarla in funzione dello spirito corsaiolo di Alonso (il suo sogno, racconta Rosita, era quello di diventare fondatore e proprietario di una Scuderia). Furono pertanto installati cofani e portiere in alluminio per contenere i pesi, fu potenziato il motore e si scelse di installare un impianto frenante di tipo sportivo.

Tra le modifiche peculiari di questa Porsche figura inoltre anche lo spostamento del serbatoio, il cui bocchettone è stato collocato sul cofano per agevolare, un po’ come sulle vetture da corsa degli anni ’50 e ’60, le operazioni di rabbocco del carburante, rendendole più pratiche e veloci. Per accrescere le doti di accelerazione della vettura, si è scelto di installare un cambio dotato di rapporti ravvicinati.

Irretita da una forma di timore quasi reverenziale, Rosita riuscì a mettersi al volante della 356  restaurata dal padre solo dopo parecchi anni dall’acquisto della vettura. Fu lo stesso Alonso a darle gli input decisivi ad incoraggiarla ed evidentemente le sue parole furono abbastanza convincenti visto che oggi la ‘’Numero 1’’ è la vettura utilizzata quasi quotidianamente da Rosita.

Oggi la vettura partecipa a svariate gare di regolarità destinate ad auto storiche, a mostre e a raduni statici e dinamici, soprattutto nel Nord dell’Italia.

Una cosa è certa, la passione, la tenacia e la voglia di guidare un gioiello, come la Porsche 356 N1 non è da tutti e Rosita, ha condensato il tutto sinergicamente tra lei e la sua “amata” Porsche, che orgogliosamente mostra e porta nella varie competizioni italiane.


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