L’abile industria orafa italiana, eccellenza del settore economico industriale nazionale, continua a registrare dati positivi nella produzione, ormai, destinata quasi esclusivamente ai mercati esteri. Ai tradizionali Paesi europei e americani, infatti, nell’ultimo periodo si sono affiancati Paesi asiatici come India e Cina la cui domanda di gioielleria cresce a percentuali a due cifre (+51 e +54% – dati I.C.E. Istituto Nazionale per il Commercio Estero); oltre ad alcuni fattori socio/economici come il maggior reddito procapite, popolazioni piuttosto giovani e la tradizionale dote in oro delle spose, che lasciano ben prevedere un trend in ascesa della domanda per il prossimo futuro.

Sul fronte interno, la grave crisi economico/finanziaria che ha interessato il nostro paese con conseguente ridimensionamento dei consumi ha provocato una caduta della vendita al dettaglio dei gioielli nuovi e di pregio ormai rimasti prerogativa delle famiglie più abbienti; mentre, le classe media dei consumatori, a caccia di risparmi, non rinunciano ai gioielli e si indirizzano sull’usato.

Nella fase più acuta della crisi economica e con le quotazioni dell’oro sui 40 euro per grammo, gli italiani sono ricorsi alla vendita degli oggetti di gioielleria obsoleta e fuori moda per sostenere il bilancio familiare, da cui il boom dei cc.dd. commercianti Compro Oro dediti esclusivamente al ritiro di oggetti di gioielleria dai privati e cessione a fonderie per il recupero del metallo prezioso ivi contenuto; al momento, invece, con il crollo della quotazione dell’oro, passato dai picchi di euro 44,00 (fino a marzo 2013) per grammo ai 32,00 ancora attuali, la tendenza è quella di valorizzare e ri-commercializzare la gioielleria usata molto più accessibile e apprezzata dai consumatori.


Conseguentemente, lo stallo della vendita di gioielleria nuova e la ricaduta della quotazione dell’oro hanno comportato modifiche nell’esercizio della classica attività del gioielliere e del “Compro Oro” che li sta conducendo reciprocamente ad una sorta di convergenza senza intaccare il numero di operatori che, invece, restano quasi gli stessi.

A dispetto, quindi, di inadeguate posizioni che vedono i Compro Oro in diminuzione si intuisce, da una analisi del fenomeno, che il numero di operatori (gioiellieri, compro oro) rimane stabile, al di là di una modifica configurativa propria dell’attività che si sta evolvendo verso le esigenze della domanda; infatti, vale l’affermazione che: “non sopravvive il più forte o il più intelligente, ma chi si adatta più velocemente al cambiamento”.

Da indagini condotte da diverse associazioni di categoria, tra cui A.N.T.I.C.O. (Associazione Nazionale Tutela Il Comparto dell’Oro), è emerso che il trend negativo delle vendite si è riscontrato anche nel 2013 con cali di compresi tra il 5 e il 20%. Con una successiva analisi del settembre 2014 nella bilancia di chiusure ed aperture di attività di gioiellerie, si è rilevato un decremento delle attività nel settore specifico.

Sino a gennaio 2015 il calo del numero di Partite Iva ha colpito trasversalmente tutte le attività economiche/commerciali non risparmiando il settore della gioielleria e dell’oro. Oltre al fatto, che eventi importanti, come la crisi di questi ultimi anni, provocano cambiamenti e trasformazioni all’interno di un settore economico che, del resto, andrebbe analizzato in modo approfondito e professionale, poiché valutazioni basate sulle dinamiche legate solo ai numeri sarebbero alquanto azzardate e superficiali.

Si registra, che gli imprenditori del settore più lungimiranti e dinamici stanno evolvendo le proprie attività integrando il commercio, oltre che nel modo suddetto, con il commercio di oro fino e oro monetato, favorito dalla riduzione del capitale sociale necessario per l’iscrizione all’Albo degli Operatori Professionali in Oro e dalla maggior chiarezza delle disposizioni di prassi normativa sulla  liberalizzazione del commercio dell’oro da investimento.

La concezione che l’oro, sottoforma di gioiello o di oro fino, costituisca una dote e un bene rifugio è da sempre appartenuta anche nella tradizione e nella cultura degli Italiani i quali, aldilà degli apparecchi elettronici di vario genere che ne hanno sostituito di recente la funzione di “dono”, si spera, ricorrano nuovamente agli oggetti preziosi oltre che all’oro sotto forma di investimento (lingotti, sterline, ecc.).

L’affermazione “Compro Oro in calo” è irreale e anacronistica perché il Compro oro identifica ormai non più una “categoria” ma un’attività della categoria che con il commercio dell’oro fino viene esercitata dai gioiellieri 2.0; cioè commercianti provenienti sia dai classici “Compro Oro” che dalle tipiche gioiellerie di vario livello.

Trattasi, pertanto, di un settore in evoluzione che può essere ben compreso solo esaminando elementi e fenomeni con senso critico, professionale e competente, da parte di chi ne possa carpire il profondo manifestarsi, legato a circostanze oggettive che ne identificano i tratti salienti.


CONDIVIDI
Articolo precedenteJobs Act: tutte le novità su contenzioso, sanzioni e riscossione
Articolo successivoInsidie stradali, la responsabilità della P.A.: la parola all’esperto

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here