Dei 60mila alla carica solo uno su sei potrà sperare di indossare il camice bianco e diventare un futuro medico o un futuro odontoiatra. Saranno poco più di 10mila, infatti, gli studenti che potranno immatricolarsi, dopo aver superato il test (unico) che si è svolto martedì mattina in diverse sedi in tutta Italia. Attendendo la pubblicazione delle soluzioni ufficiali da parte del Miur sul portale Universitaly.it, lo stesso, raccogliendo le iscrizioni, rivela come, rispetto allo scorso anno in cui se ne contavano 64.197, siano diminuiti i candidati. A giocare un ruolo, anche la sforbiciata ai posti disponibili, 500 in meno, dovuta anche alle immissioni in sovrannumero avvenute durante l’anno, in conseguenza dei ricorsi presentati dagli studenti per irregolarità del concorso. Un calo che il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha giudicato positivo. Sono inoltre diversi  gli elementi che possono scoraggiare i ragazzi: le difficoltà del test, l’imbuto delle scuole di specializzazione (5mila posti con 12mila aspiranti), la lunghezza del percorso di studi, nonostante le statistiche continuino ad incoraggiare a tentare la sorte con il 95% dei laureati già occupato a cinque anni dalla laurea.

Ad aver inaugurato la giornata sono state le polemiche contro il numero chiuso. Il blitz delle associazioni degli studenti al Miur, stamane all’alba, ha rivendicato «il diritto all’accesso libero» per difendere l’università pubblica: un centinaio di studenti medi e universitari hanno inscenato sulle scalinate del ministero una vera e propria lotteria per manifestare il loro disaccordo contro un sistema che di anno in anno mette sempre più paletti allo studio universitario (secondo l’Unione degli Universitari il 44% di corsi è ormai a numero programmato, il 5 % in più rispetto allo scorso anno). Le associazioni degli studenti chiedono dunque di allargare le maglie della selezione in vista anche delle proiezioni che, a partire dai prossimi anni, indicano un’acutizzazione della «carenza di personale medico a causa dell’alto numero di pensionamenti».

Anche la somministrazione del test non è esente da polemiche. Per  superarlo servirà un punteggio di 33,70: questo, scrivono i responsabili del sito degli studenti Skuola.net, «è stato il punteggio realizzato nel 2014 dal meno bravo, che è riuscito comunque a passare il test accaparrandosi l’ultimo posto disponibile, il 10.551esimo». Nonostante, infatti, l’asticella della sufficienza sia fissata a 20 punti, raggiungerla  non assicura il posto ad un aspirante medico. Il punteggio massimo teorico è di 90 punti, ma il più bravo del 2014 ha ottenuto 80,50. Per gli esclusi, la partita non è comunque chiusa: potranno infatti tentare il test l’anno prossimo e nel frattempo iscriversi a corsi di laurea senza prova d’ammissione che garantiscono esami compatibili con i corsi di Medicina (quali Biotecnologie, Chimica, Scienze Biologiche).


CONDIVIDI
Articolo precedenteDocenti precari: chi non deve andare a scegliere la sede
Articolo successivoAdria concluso il settimo ACI Racing weekend stagionale

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here