Anche se ancora mancano più di due settimane al suo inizio, una cosa è certa: il prossimo mese di settembre non verrà ricordato come “il mese della salute”. E’ infatti in arrivo anche il nuovo decreto sugli inceneritori, con il coinvolgimento di varie regioni.

No bastava, infatti, il provvedimento a cui sta lavorando il ministero della Salute, a ruota dal decreto enti locali che ha tagliato 2,3 miliardi di euro dai fondi della sanità pubblica. Secondo il testo in preparazione nel dicastero guidato da Beatrice Lorenzin, si prevede una riduzione nel numero di esami, cure o terapie come Tac, dialisi, odontoiatria e vaccinazioni.

Sul fronte ambientale, poi, pare proprio che il prossimo sarà il mese giusto per la presentazione del decreto legislativo ancora mancante, dopo l’approvazione del decreto Sblocca Italia.


Anche se avrebbe dovuto essere presentato entro i 100 giorni dalla conversione del dl, il governo ha deciso di prendersela comoda, o forse, di ragionare meglio sulla distribuzione dei nuovi inceneritori. Anzi, su questo punto il governo pare diventato improvvisamente inflessibile: vuole portare a ogni costo il documento in Consiglio dei ministri, alla seduta del 9 settembre, cioè la prima in calendario dopo la – lunga – pausa estiva.

Questa volta, il ministero coinvolto è quello dell’Ambiente, sotto la guida di Gian Luca Galletti, che starebbe mettendo a punto il decreto legislativo con le destinazioni di altri 12 impianti di incenerimento rifiuti, che vanno ad aggiungersi ai 42 già presente sulla penisola.

Ecco dove saranno ospitati i nuovi inceneritori

Piemonte (1), Liguria (1), Veneto (1), Toscana (2), Marche (1), Umbria (1), Abruzzo (1), Puglia (1),  Campania (1), Sicilia (2)

Perché proprio lo Sblocca Italia? Secondo quanto scritto nel testo del contestato decreto – che già all’epoca delal discussione in aula su questo punto scatenò accese reazioni – gli inceneritori vengono definiti come “infrastrutture e insediamenti strategici di interesse nazionale”. Ciò significa che l’iter di realizzazione è di fatto molto più leggero che in passato, con minore possibilità per gli enti locali di mettersi di traverso e la previsione di cordoni protettivi come quelli per il Tav Torino-Lione.

In generale, i nuovi inceneritori dovrebbero cominciare a bruciare nel 2020.

VAI AL TESTO DELLO SBLOCCA ITALIA

 


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