Partita ufficialmente l’operazione rimborsi alle pensioni dopo il decreto del governo Renzi, che ha cercato di sistemare la situazione dopo la sentenza della Consulta. Così, tra sabato e oggi, lunedì 3 agosto, sono in recapito le famose quote “una tantum” del chiacchierato bonus Poletti.

Il responso dei giudici era stato molto chiaro: il blocco dell’indicizzazione è illegale e, pertanto, ai pensionati spetta di diritto il rimborso dei mancati adeguamenti al costo della vita, negati dopo la decisione del governo Monti contenuta nella riforma Fornero, ora sconfessata dalla Consulta.

Così, il governo si è trovato di fronte all’ennesimo bivio: cercare di mantenere gli equilibri di bilancio, già illustrati nel Documento economico e finanziario per l’anno in corso senza stravolgere le già rilevante spesa previdenziale e, insieme, ristabilire questa prerogativa per milioni di pensionati.


Questo impasse, inizialmente causa di un certo imbarazzo nelle schiere dell’esecutivo, ha dato vita a quello che oggi viene chiamato “bonus Poletti” – dal nome del ministro del Lavoro – e che sta venendo erogato proprio in queste ore nei conti correnti e negli assegni delle pensioni accreditate.

Da subito, però, erano apparse evidenti due caratteristiche di questo saldo: si sarebbe trattato di una piccola parte delel risorse bloccate a partire dal 2012, e, dall’altra parte, no sarebbe valso per tutti, ma solo per le fasce che si erano trovate oggetto dello stop inflitto dalla Fornero.

Dunque, sono state tracciate diverse fasce in base alla mensilità ricevuta dall’Inps, partendo dalle pensioni pari a tre volte il minimo, destinatarie del bonus più corposo che sfiora gli 800 euro, fino a poco meno i 3mila euro lordi al mese, dove il rimborso finisce per azzerarsi. In generale, il ripristino dell’indicizzazione non consentirà ai pensionati di recuperare oltre il 20% delle manate rivalutazioni degli anni scorsi.

Inca, il patronato della Cgil, ha spiegato come ” i destinatari sono coloro che hanno percepito nel 2011 pensioni comprese tra 1.405,05 euro e 2.810,10 euro lordi e nel 2012 tra 1.443,00 euro e 2.886,00 euro lordi”.

Insomma, al di sotto di quella soglia, non si ha diritto ad alcun rimborso o bonus, dal momento che le pensioni più basse sono state regolarmente indicizzate anche negli anni del blocco ora dichiarato fuorilegge.

Il riconoscimento del bonus Poletti è, di fatto, il primo atto concreto che va contro la legge Fornero, approvata nel 2011 da questi parlamentari e mai mesa in discussione, almeno fino a oggi. Obiettivo dichiarato del governo è quello di modificarla definitivamente entro la fine del 2015.

TUTTE LE FASCE E I RIMBORSI NELLA CIRCOLARE INPS

 


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