Pensioni anticipate, chi spera di arrivarci grazie alla riforma e chi, invece, fa di tutto per andarci già oggi. E le richieste fioccano ogni giorno di più, se è vero che le domande di pensionamento prima dei requisiti sono raddoppiate dal primo semestre 2014 al periodo analogo dell’anno in corso.

Si tratta dell’ennesima conferma su una classe lavorativa, quella degli over 60, ormai spossata e a secco di motivazioni, si di avanzamento che di miglioramento della propria condizione.

Ormai, è solo la legge Fornero a tenere incollati alla scrivania i tantissimi lavoratori che lascerebbero ben volentieri il posto a tanti giovani sicuramente più entusiasti e pieni di stimoli per iniziare un nuovo percorso lavorativo, invece di dover rimanere mesi o anni ancora al proprio posto, prima di ottenere il via libera dall’Inps per l’assegno tanto atteso.


Le pensioni anticipate, oggi

Secondo i dati divulgati nei giorni scorsi dall’Inps, le domande di pensione anticipata sono ammontate a quasi 70mila unità, per l’esattezza 69343, un aumento del 108% rispetto al periodo primo gennaio-30 giugno 2014.

Questo dato risente di un aspetto, ossia la previsione di requisito minimo di anzianità, a norma della legge Fornero, fissato ad almeno 66 anni compiuti per la pensione di vecchiaia. C’è, però, un’altra strada per andare in pensione, ed è quella degli anni di contribuzione.

Avendo, infatti, molti lavoratori intorno ai 65 anni, conseguito il minimo di anni di versamenti per ottenere il trattamento previdenzial, ecco che molti under 66 non si sono fatti pregare per inoltrare all’Inps la propria domanda di ammissione alla prestazione pentionistica.

Trend simile per la nota “opzione donna”, ossia la possibilità concessa entro il 31 dicembre di quest’anno, alle lavoratrici di lasciare il proprio mestiere con il calcolo contributivo ad almeno 35 anni di contributi e un minimo di 57 anni e 3 mesi di età (lavoratrici dipendenti), oppure 58 anni e 3 mesi, con 35 anni di contributi per le autonome.

Va tenuto presente infatti, che per gli uomini sono in vigore i termini minimi di 42 anni e 6 mesi entro la fine di quest’anno, che passerano a 42 anni e 10 mesi dal 2016. Per le donne, invece, vige il principio contributivo minimo di 41 anni e 6 msi, mentre dall’anno prossimo anche per loro scatterà l’incremento di un ulteriore quadrimestre, in relazione ai dati sulla speranza media di vita e all’invecchiamento della popolazione.

 

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4 COMMENTI

  1. Vivo in un paese del terzo mondo perche’i licenziamenti di massa sono legali,
    perche’ ogni governo puo’ modificare l’eta’ pensionabile,
    perche’a 59 anni per colpa di industriali e riforma Fornero mi trovo senza lavoro e pensione,
    perche’ vogliono ritoccare al ribasso le pensioni dei miseri
    perche’l’eta’ pensionabile non e’ uguale per tutti
    perche’devo vivere con zero euro al giorno
    perche’ sono meno tutelato di un migrante
    perche’il contributivo non e’uguale per tutti
    perche’ le istituzioni non mi danno riscontro
    perche’ pur appartenendo a categoria protetta non mi danno lavoro
    perche’ chi si lamenta e’ un gufo
    Vivo in un paese del terzo mondo che si chiama Italia e ha toccato il fondo.

  2. È arrivato il momento che i nostri governanti sfruttino le risorse che tanto decantano, quelle risorse che sarebbero i clandestini, ci riempiono la testa che sono una risorsa, ebbene la smettano di dissanguare gli italiani fino a 70 anni. Altro capitolo da attingere l’evasione fiscale , che purtroppo per i lavoratori Dipendenti ,. Và a braccetto con Renzi e compagni.

  3. Non capisco la meraviglia dell’ aumento delle domande di pensionamento, è ovvio anzi è una conseguenza oggettiva al blocco della fornero, oltre allo smantellamento dei diritti del lavoratore, non portano certo ad innamorarsi del lavoro. Se a questo si aggiunge che le nostre tasse che si pagano ,in gran parte vanno a finire Fra ruberie e clandestini e i nostri figli sono disoccupati a vita , passa la fantasia.

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