Riforma pensioni 2015: da settembre si farà sul serio. Mentre il governo sembra preso da altre questioni, come le unioni civili o la riforma della Rai, in realtà nei corridoi di Inps e ministero del Lavoro le carte sono già dispiegate sul tavolo.

Naturalmente, l’ultima parola spetterà alla politica, ma le ipotesi di riforma sono già state lanciare nelle scorse settimane, sia da parte del premier Renzi, che del ministro dell’Economia Padoan, così come dal collega responsabili del Welfare Giuliano Poletti e, da ultimo, ma forse per primo in quanto a insistenza, dal presidente Inps Tito Boeri.

Al momento, dopo molti tentativi vani di ritoccare la legge Fornero, sono essenzialmente due le strade più percorribili per la maggioranza, al fine di inserire in legge di stabilità 2016 l’agognata revisione della norma voluta dal governo Monti nel lontano 2011.


La prima proposta, ovviamente, è proprio quella lanciata dall’economista, editorialista e ora vertice della previdenza italiana, professor Tito Boeri, il quale sta effettuando un pressing senza respiro per l’introduzione di un meccanismo di ritiro dal lavoro ante 66 anni, con allargamento del regime contributivo.

La seconda proposta, di provenienza parlamentare, è invece quella caldeggiata dall’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano che introduce il sistema delle penalizzazioni per chi decide di abbandonare prima del previsto la carriera lavorativa, con bonus all’incentivo per restare in carica. Il minimo previsto è di 35 anni di contributi.

Secondo gli studi effettuati, però, delle due ipotesi quella che rischia di rivelarsi più cara sulle casse previdenziali – così attentamente protette dalla legge in vigore – è proprio quella avanzata dal presidente Inps. Sebbene, infatti, il taglio delle pensioni più basse potrebbe incidere in maniera pari a un 30%, secondo un calcolo della Uil rimane più conveniente la proposta di Damiano.

Quest’ultima prevede che ogni anno lavorato in meno finisca per pesare per un 2% sull’assegno previdenziale, con incentivo opposto per chi oltrepassa i 66 anni. Sia in negattivo che in positivo, il massimo sarà un + o -8%.

Esaminando tre casi di lavoratrici con 62 anni di età con differenti regimi di contribuzione, infatti, la simulazione del sindacato dimostra che la proposta delle penalizzazioni avanzata dall’ex ministro potrebbe risultare più conveniente per le casse Inps rispetto al calcolo contributivo (anche di svariate centinaia di euro per ogni caso), verso il quale pare stia spirando il vento.

Ora, resta da capire se la politica vorrà comunque tentare di portare dentro al contributivo quanti più lavoratori possibile e nel minor tempo, oppure se si lascerà convincvere dai numeri che per loro natura sono incontrovertibili.

 

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9 COMMENTI

  1. e una vergogna un governo di sinistra che approva la legge fornero .solo la plebe ma lepensioni dei privilegiati non si toccano vergognatevi sono uno del pd che non vivotero’ piu’ .-

  2. E inutile di convincerci e solo propaganda
    Politica del PD sono tutti nominati fate le cose serie date una mano ai giovani cercando di iserirlli nel mondo del lavoro abbiamo disoqupazione giovanile con tassi alti

  3. Sono veramente tutte chiacchiere e una grossa presa in giro per la povera gente che si e fatta un mazzo tanto.Anche io faccio un lavoro pesante infatti lavoro in un istituto con anziani e sollevo pesi e ho 61 anni e secondo loro alla mia eta che mi mancano ancora 3 anni dovrei sollevare ancora persone VERGOGNA VERGOGNA ASPETTANO SOLO CHE CEDIAMO O MORIAMO. QUESTO
    E IL LORO OBBIETTIVO .TANTO QUAL’È IL LORO PROBLEMA TANTO LORO STANNO BENE I BEI STIPENDI LI PRENDONO. COMUNQUE MODO DIDPIACE DIRLI MA LA COLPA E SOLO NOSTRA DI NOI ITALIANA CHE ACCETTIAMO TUTTO SIAMO SOLO DEI PECORONIIIIIII

  4. Vorrei solo dire che purtroppo l’ITALIA è tutta marcia ormai è una regola!!!!!! Gli intoccabili
    parlano e discuto su tutto ciò che non compete loro per il resto siamo costretti a sottostare
    ai loro comandi. Allora dico siamo un bel popolo di pecoroni ci lamentiamo ma non facciamo nulla come mai da noi il nazionalismo non c’è? Prendete altri Stati Europei e fate un raffronto!!!!!!

  5. Buongiorno, vi espongo il mio caso, io ho quasi 64 anni, ma purtroppo sono 30 anni di contributi, mi hanno fatto i calcoli per poter andare in pensione e devo raggiungere quasi i 67 anni!! credo sia una notevole ingiustizia, eseguo un lavoro che comporta il sollevamento di pesi, senza contare che dal 1980 sono priva di un rene ed ho una invalidità del 35%.
    non esistono alternative?
    grazie

    Danila

  6. Ma che settembre!
    Non avete ancora capito che menano il can per l’aia.
    Non faranno nulla di nulla, queste sono solo chiacchiere. Invero Renzi l’ha anche detto e ribadito che fino al 2018 (cioè fino a quando dura lui) la Fornero non si tocca.
    Perché illudete la gente con queste continue false indiscrezioni?

  7. È’ uno schifo con questa riforma formerò ne continuano a parlare senza concludere nulla . E intanto prendono tempo , e non pensano che gli italiani dopo 40 anni di lavoro possano anche essere stanchi di fare sacrifici facendo 14 ore di lavoro a 60 anni. Mandate in pensione le persone anziane e fate lavorare i giovani. Io credo che quota 100 sia la cosa migliore. Le risorse le trovate vi abbassate gli stipendi , abbattere l’evasione fiscale e ridurre gli sprechi che sono tanti. Quando ci sono famiglie che non sanno come arrivare a fine mese. Svegliatevi oramai è troppo tardi e siamo stufi.

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