La riforma della scuola 2015 è ufficialmente in vigore. Il testo definitivo è stato pubblicato nella Gazzetta della Repubblica di ieri, mercoledì 15 luglio, ed è già in corso di effettività secondo le disposizioni contenute nella legge approvata.

Parte così ufficialmente il maxi piano di assunzioni annunciato dal governo nei mesi scorsi, poi ritoccato in alcune definizioni ma comunque confermato nonostante i ritardi e le lungaggini della riforma.

Come si ricorderà, infatti, fino alla seconda metà di giugno del disegno di legge sulla scuola si erano perse le tracce ad alcuni mesi dalla presentazione in Consiglio dei ministri, salvo poi riemergere sotto la mole di circa 3mila emendamenti, che avrebbero potuto affossare definitivamente ogni proposito di riforma. Il governo, così, ha deciso di porre la questione di fiducia, presentando in Senato un maxiemendamento che ha ottenuto approvazione e conferma alla Camera dei deputati lo scorso venerdì 10 luglio.


Così, all’articolo 1 comma 95 della legge sulla scuola viene stabilito come per l’anno scolastico 2015/2016 il Miur sia stato autorizzato a realizzare un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni statali di ogni ordine e grado, “per la copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto, rimasti vacanti e disponibili all’esito delle operazioni di immissione in ruolo effettuate per il medesimo anno scolastico”.

A essere coinvolti nel processo di riorganizzazione scolastica e a trovare così posto in cattedra in forma definitiva, saranno, da una parte i vincitori del concorso di Francesco Profumo nel 2012 e, all’altra, coloro che risultino iscritti alle graduatorie a esaurimento. Si parte subito con 36627 assunzioni da agosto, di cui 22mila derivanti dal turnover e 14mila dalla riserva degli insegnanti di sostegno; a ruota, a settembre altri 11mila saliranno i cattedra. Tutti gli altri, invece, troveranno spazio nel corso dell’anno per poi avere il posto fisso solo dall’anno scolastico successivo.

Oltre a quelli d’ufficio, infatti, la legge sulla scuola ricorda che il Ministero della Pubblica Istruzione ha la facoltà di procedere alla copertura di ulteriori posizioni di insegnamento, elencati nella tabella allegata al testo in Gazzetta che riportiamo qui a fondo pagina.

La ripartizione dei posti viene definita in basi ai fabbisogni delle singole regioni tenendo conto delle aree speciali di cui possono essere costituite, e l’assegnazione in base alle classi di concorso avverrà tramite decreto del dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale. Dall’anno 2016/2017, poi, i posti elencati nella tabella allegata al testo saranno assimilati negli organici.

Presidi. La chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici viene, da na parte, rinviata al prossimo anno e, dall’altra, mitigata comunque dal piano triennale dell’offerta formativa a cui dovrà comunque ispirarsi nel conferimento degli incarichi.

 

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1 COOMENTO

  1. quante assunzioni nella scuola dell’infanzia?
    perchè alle riserviste spetta la metà dei posti?

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