Tra le varie pieghe del Jobs Act, sponda privata e pubblica, merita un approfondimento a parte il contratto di collaborazione coordinata e continuativa, conosciuta ai più come co.co.co. Ma è vero che questa forma contrattuale non esiste più?

Non proprio: quel che non può più esistere è il co.co.pro, contratto a progetto che aveva caratterizzato il mondo del lavoro degli ultimi 12 anni. Il Jobs Act ha cancellato in toto tre tipologie contrattuali:

  • Co.Co.Pro, la collaborazione a progetto (in tuti i settori)
  • Jobsharing, o lavoro ripartito (tipologia assai poco utilizzata)
  • l’associazione in partecipazione (utilizzata per i commessi nei punti vendita in franchising)

Il Jobs Act precisa anche che le collaborazioni coordinate e continuative o co.co.co, rimangono:

  • nella pubblica amministrazione fino al 31 dicembre 2016
  • per le professioni intellettuali che prevedono l’iscrizione a un albo (avvocati, architetti…)
  • nei settori in cui queste collaborazioni sono state o saranno regolamentate da accordi collettivi (ad esempio, nei call center)

Quindi, ricapitolando, nella pubblica amministrazione le co.co.co rimangono. La pubblica amministrazione, che di collaborazioni vive, potrà avvalersi delle co.co.co per tutto il 2015 e il 2016. Se ne riparla nel 2017.

Un interessante e completo approfondimento di queste e altre questioni, in particolare anche in riferimento alla gestione delle assenze e dei rapporti di lavoro nel pubblico impiego dopo i Decreti attuativi del Jobs Act, avverrà il 21 luglio a Rimini, in un corso di formazione dedicato a responsabili e loro collaboratori, degli Uffici personale di Regioni, Enti Locali, Camere di Commercio e Aziende sanitarie.

La gestione delle assenze e dei rapporti di lavoro nel pubblico impiego dopo i Decreti attuativi del Jobs Act: leggi il programma e iscriviti!


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