Con il Dl 65/2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 maggio 2015, è entrato in vigore il Decreto pensioni.

Il decreto recepisce la sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale, che aveva bocciato il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo previsto dal Salva Italia (Dl 201/2011) per gli anni 2012 e 2013.

Il provvedimento riconosce per gli anni 2012-13 una rivalutazione del 40% per gli assegni tra 3 e 4 volte il minimo, del 20% per quelli tra 4 e 5 volte il minimo e del 10% per quelli tra 5 e 6 volte il minimo.


Per il 2014-15 sara’ rimborsato in più il 20% sulla rivalutazione automatica Istat.

Per il 2016 il coefficiente di rivalutazione sopra tre volte il minimo è del 50% con un rimborso previsto all’ anno di 180 euro per pensioni fino a 1700 euro.

Di recente, un pensionato dopo aver subito il blocco dell’ indicizzazione stabilito dalla Legge Fornero promuoveva per mezzo del legale decreto ingiuntivo contro l’ INPS.

In data 29 maggio, il Tribunale di Napoli, sezione lavoro accoglieva l’istanza.

Al riguardo il Ministro del lavoro ha ribadito che: “I cittadini che ritengano di vedere leso un proprio diritto hanno pieno titolo per fare ricorso, ma i ricorsi dovranno tenere conto del decreto del governo”.

Sul punto si è schierata in netta opposizione la Codacons la quale ha cosi commentato: “Il Decreto vale per il futuro, ma non cancella i diritti acquisiti dai pensionati nel passato e la sentenza della Consulta interessa proprio le pensioni pregresse, per le quali è ampiamente legittimo proporre il ricorso”.


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2 COMMENTI

  1. Sono un pensionato, ex inpdap che percepisce un’assegno di 849 euro al mese, vorrei sapere se mi apetti la rivalutazione. Grazie.(attendo risposta)

  2. Vorrei che mi restituissero tutto il mal tolto dato che alcuni politici, e nn guardo il colore si sono riempiti le loro tasche.

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