Approvato ieri al Senato il disegno di legge sull’omicidio stradale, ma per il governo è arrivato un nuovo, preoccupante stop in sede di votazione. Alla fine, il ddl è passato con 163 voti a favore, 2 astenuti e 65 contrari.

Dunque, nuovo passo in avanti verso l’adozione definitiva di una legge chiesta a gran voce dalle associazioni che si battono per la sicurezza sulle strade e dei familiari delle vittime che hanno perso la vita in incidenti.

Una proposta di legge su cui pareva esserci una concordia bipartisan, tanto che il governo aveva deciso di seguire il protocollo con il normale voto in aula degli emendamenti, senza porre questioni di fiducia o ultimatum agli alleati.


E invece, a poche ore di distanza dalle difficoltà in commissione sulla riforma della scuola – dove il governo è andato sotto per la defezione dell’ex sostenitore Mario Mauro – l’esecutivo ha dovuto arrendersi al voto dell’assemblea, che ha contraddetto la posizione della maggioranza a sostegno di Renzi.

In particolare, erano tre le proposte di modifica del disegno di legge su cui il governo aveva espresso parere negativo e le due votazioni che li hanno riguardati si sono concluse con segno opposto rispetto a quanto atteso dall’esecutivo: gli emendamenti, infatti, sono stati approvati.

Si tratta di due cambiamenti che specificano l’esclusione dell’estensione della pena da sette a dieci anni per chi provoca la morte di una persona in seguito all’attraversamento con il semaforo rosso, inversione del senso di marcia o sorpasso in prossimità di strisce pedonali.

 

Il testo degli emendamenti approvati contro il parere del governo

1.114

Al comma 1, capoverso «Art. 589-bis», quarto comma, sopprimere il numero 2).

1.115

Identico

1.117

Al comma 1, capoverso «Art. 589-bis», quarto comma, sopprimere il numero 3).

 

Sono stati gli esponenti del Partito democratico a essersi discostati dalla linea ufficiale della maggioranza, votando in 70 in direzione opposta a quella indicata dal governo.
Cosa cambia con la nuova legge

Il ritiro della patente può arrivare fino a 30 anni, viene introdotto l’arresto in flagranza di reato e c’è un generale inasprimento delle pene per chi si macchia di omissione di soccorso.

Sono cinque gli articoli che debuttano nel Codice penale. Il 586-bis riguarda la morte in conseguenza di ulteriore reato, il 589-ter invece stabilisce pene elevate per chi si macchia di omicidio colposo guidando mezzi a motore sotto effetto di alcool o droghe.

Queste le specifiche: da 8 a 12 anni di reclusione per chiunque guidi con un tasso alcolemico sopra 1,5 grammi/litro o sotto l’effetto di droghe e per i conducenti che svolgano attività di trasporto persone con tasso sopra 0,8 g/l o sotto l’effetto di sostanze; da 7 a 10 con il ‘solo’ tasso alcolemico superiore a 0,8 ma non a 1,5 g/l e non sotto l’effetto di droghe.

Viene prevista la revoca della patente da 15 a 30 anni, con pene generiche da 8 a 12 anni, che salgono a 18 per gli omicidi plurimi. Ai pirati della strada, invece, la pena aumenta della metà se il guidatore cerca di fuggire.

VAI AL TESTO DEL DDL OMICIDIO STRADALE

 

 


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