Ormai è certo: il 2015 sarà l’anno della contro riforma Fornero. Lo hanno ribadito, negli ultimi giorni, esponenti di primissimo piano del governo, con in prima linea il ministro dell’Economia Padoan e, da ultimo, anche il responsabile Welfare Giuliano Poletti.

Ora, dunque, rimangono da chiarire due aspetti: da una parte, quali saranno i tempi per al realizzazione di questo programma di rinnovamento dell’ambito pensionistico e, dall’altra, in che modo il governo sceglierà di ritoccare la normativa vigente che tante proteste, in appena tre anni di vita, è riuscita a suscitare.

Ricorsi in sede giudiziaria, pronunce della Corte costituzionale, manifestazioni di piazza e decine di migliaia tra esodati, Quota 96 e non reintegrati che si sono ritrovati abbandonati da un sistema di protezione che hanno contribuito a costruire: il ciclone Fornero si è abbattuto con una forza inaudita sul quadro economico e sociale e non stupisce che ora quasi all’unanimità lavoratori più o meno anziani ne chiedano un cambiamento urgente e radicale.


I tempi. Come ha ribadito il ministro del Lavoro nei giorni scorsi, sembra ormai probabile che l’intervento più corposo venga riservato alla legge di stabilità 2016, che vedrà la luce alla fine dell’estate. Nel frattempo, entreranno a pieno regime alcune innovazioni già in corso sperimentale, come la busta arancione e i pagamenti al primo del mese per tutti gli utenti Inps, di qualsiasi provenienza.

Come si interverrà sulle pensioni. E’ Il Sole 24 Ore a riprendere le diverse ipotesi di revisione dell’impianto di welfare emerse negli ultimi due anni, a  partire da un cambio dei requisiti minimi per la pensione, con l’introduzione di alcuni meccanismi in grado di rendere le maglie del pensionamento più larghe possibile, compatibilmente agli obiettivi di finanza pubblica. Come noto, esistono già da svariati mesi alcune proposte di legge ferme in Parlamento, che potrebbero essere ripescate e reintegrate nel nuovo piano di riforma.

Ipotesi 1: si valuta la possibilità di lasciare il lavoro con un minimo di 35 anni di contributi e un’età anagrafica compresa tra 62 e 70 anni. Si tratta di quanto previsto dal ddl Damiano, che prevede una decurtazione nell’assegno mensile entro i 66 anni di età, con conseguente maggiorazione fino ai 70, in base all’età in cui il lavoratore decide di lasciare l’occupazione.

Ipotesi 2: si tratta di quanto auspicato nei giorni scorsi dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti al Festival dell’Economia di Trento 2015. La possibilità, cioè, di inaugurare una proficua staffetta generazionale tra anziani ancora occupati e giovani in cerca di lavoro. L’avvicinamento alla pensione dovrebbe essere favorito mediante il ricorso ai Lavori socialmente utili, in riduzione progressiva fino al momento della pensione maturata. L’assegno erogato sarà ridotto in maniera proporzionale al lavoro part time svolto entro questi termini, per poi essere ricalcolato una volta che verrà effettivamente chiuso il percorso lavorativo.

Ipotesi 3: si tratta di un piano di ripristino delle Quote, in particolare Quota 100 per i dipendenti (62 anni + 35 di contributi) e 101 per gli autonomi (almeno 63 anni di vecchiaia). Si tratta di un meccanismo che potrebbe ridurre l’impatto dell’aumento di speranza di vita con cui vengono a modificarsi i requisiti contributivi e anagrafici.

Ipotesi 4: contributivo per tutti. Si tratta di una strada che potrebbe penalizzare molti lavoratori vicini al ritiro, che si troverebbero a subire tagli all’assegno anche del 30%. Naturalmente, questa ipotesi aprirebbe a ulteriori complicanze sul fronte dei contratti, specie nel pubblico impiego, per ricostruire l’intera storia contributiva del soggetto.

Ipotesi 5: opzione donna. Si tratta di un regime già in vigore che consente alle donne di andare in pensione con 35 anni di contributi e 57 anagrafici o 58 per le autonome, con un assegno completamente contributivo e le decurtazioni di cui si diceva sopra. Si tratta di una possibilità concessa fino al 2015, ma allo studio attualmente c’è una proposta di legge per estendere questa eccezione fino al 2018.

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43 COMMENTI

  1. per quanto riguarda Scavella Alberto scritto il 28 settembre c’è un errore. i contributi versati sono 31 2 non 35. altri non mi sono stati versati in etàgiovanile quando nessuno ci disse che si poteva fare.

  2. incidenti sul lavoro. uno piu grave nel 2007. dipendente pubblico in ospedale fisioterapista. capitato prma della riforma monti e …brunetta. Ricevuto equo indennizzo e inscritto a tab b dalla commissione del tesoro e dal <ministero come fatti dovuta ad usura dell'articolazione per traumi ripetuti causali e concausali efficienti e determinanti. ho 63 anni e 31 mi correggo di contributi
    1 anni di contributi di cui alcuni in atri posti mai versati dall'aziend Invalidita del 13 per cento piu altri incidenti sul lavoro. Ma isomma mi devo continuare a spezzare la colonna e le altre articolazioni per proseguire questo lavoro che col tempo ti usura nel corpo e nella mente?
    Poi vorrei sapere se ho tutti i diritti acquisiti poiche successso nel 2007 e se vi è conferma di potermi mettere in malattia per 36 mesi visto che i i periodi di comporto sono due. grazie

  3. II contributi che si versano al fondo pensioni si devono intendere a titolo sociale, non personale. Chi più versa e perché ha guadagnato di più e ha guadagnato di più perché ha doti superiori alla massa dei diseredati di tali doti, ( avute in dono servite pronte all’uso, non autoprodotte. ). Il tessuto sociale nel quale trovano modo di esplicare tutte le attività si ottiene soltanto con la collaborazione di tutti. I dotati per la qualità, gli altri per la forza occorrente all’esecuzione di quanto progettato dai primi. Senza il sudore della massa la qualità dovrebbe lavorare di zappa per mangiare.. I primi non si sono creato diritti acquisiti perché hanno versato molto, si sono creato un debito verso la massa che, col suo sudore ha permesso loro di realizzarsi. Bisogna buttare al macero la legge Dini anche se Amato alla Corte Costituzionale ha sentenziato intoccabili i diritti acquisiti,,Sono tutti molto interessati al mantenimento in essere di quella legge. Si riparte da zero con minimo dignitoso e un tetto massimo 3 volte il minimo. Se 1 vale dignità 2 vale agiatezza 3 quasi opulenza.
    Rimane tutto cOme adesso, anche il metodo di calcolo anni e importo versamenti.
    C’ è solo da legiferare che I cintributi sono versati a titolo sociale e non personale..
    Il tetto massimo vale per tutti, anche magistrati, manager e politici,.
    Se non si può toccare queste categorie l’eccedente il tetto massimo andrà tassato fino al 70% da aggiungere al cumulo del fondo a favore del ramo assistenza. Anche gli altri Fondi
    e specialmente chi vive di rendita devono versare il loro contributo.
    Si rende all’ INPS il suo carattere di socialita e in piu buona parte del denaro va inelle mani di chi ha bisogno di spenderli e alimentano subito il commercio.

    ,

  4. Salve, volevo gentilmente una informazione sul mio caso : Ero un dipendente della Polizia di Stato, nel 2009 ho avuto un infarto a bordo della Motovedetta in cui facevo servizio, portato in ospedale mi hanno diagnosticato una ipertenzione, infarto, ed anemia emolitica autoimmune. Presentato alla commissione medica dell’ospedale militare di padova , mi hanno dispensato per il servizio di Polizia e mandato in pensione. Preciso che avevo 50 anni di età e quasi 34 anni di servizio effettivo. Dopo 5 anni ancora aspetto la risposta di Roma per il riconoscimento della Causa di Servizio, L’inps mi ha inviato una lettera via posta che sembrerebbe che non mi viene riconosciuta la causa di servizio, inoltre non mi è stata ne anche notificata dall’Ufficio della Questura di Trieste. Cosa posso fare ??????? Grazie.

  5. A parte tutto aborrisco la violenza, ma se c’e’ un movimento, nominate qualcuno in grado di gestire ed andiamo a roma. Quanti sindacalisti , politici di dx e di sx verdi , ecc etc hanno sbandierato il loro senso di difesa dei diritti civili. Oggi li trovate seduti negli scranni o in commissioni parlamentari come premio di aver gabbato il popolo in difesa di quelli che li hanno poi favoriti. Sono così perplesso che avendo intrapreso la mia attività dal basso,
    in giro per 15 anni sotto il CFS, di cui me ne vanto, e poi , fatto due concorsi in seno alla mia regione sono stato ‘premiato’!!! Fatto l’escursus mi chiedo perché devo tirare ancora la carretta, con 61 anni suonati e 39,6 mesi di servizio, quando poi vediamo che anche i postali , e li ammiro per questo, sono riusciti a venirne fuori e far assumere i loro figli, lasciando il TFR. Mettiamoci in testa che in questo Stato c’e’ molto che non funziona. Iniquità, ingiustizie, categorie silenti che bruciano molto piu’ di quanto producono e questo è dovuto a chi mettiamo lassu’. L’ultimo dei ns. difensori vedo il meridionale Esimio Presidente Mattarella. Anche se non so come, rivolgiamoci a lui, non è né sordo né cieco, forse parla pochissimo questo si, ma agisce. Proponiamo con fiducia e legittimità si intende. Chissà a chi potrà strizzare dall’alto della sua carica istituzionale.

  6. Gentilmente a settembre 2015 entro nel mio trentottesimo anno di servizio e ho 59 anni.Quando potrò andare in pensione? Saluti

  7. non ne capisco piu niente ……fatemi un po di chiarezza
    ho 60 anni anagrafici ho 42 anni e sei mesi di contribuzione fatemi un po sapere quando potro finalmente andare in pensione .La mia vita lavorativa vorrei fosse della Fornero e compagnia sua per vedere cosa farebbe,secondo il mio punto di vista e una vera vergogna per il nostro bel paese italia ,e una grossa presa in giro per tutrta la gente che ha lavorato una vita .Una parola sui lavori usuranti,manderei fornero e compagnia sui tetti d,estate e sulla strada per un paio d,anni forse capirebbero la parola LAVORO USURANTE
    Ne avrei altre cose da dire mi soffermo su una sola parola ….VERGOGNA…….

  8. Scusate io che ho 53 anni di età. E 38 anni di contributi. Quando ci vado in pensione. ?

  9. Sarebbe bello chiedere ai nostri politici come intendono gestire i lavoratori che al 01/01/1996 non avevano più di 18 anni di contributi e pertanto vanno IN PENSIONE con il sistema di calcolo ” misto ” a far data dal 1/96 e per i quali il datore di lavoro (STATO) non ha dato loro la possibilità di attivare il FONDO PENSIONE che era previsto come ” STAMPELLA ” dalla stessa legge di riforma pensionistica denominata RIFORMA DINI .
    Questi lavoratori oltre ad andare tardivamente in pensione, si parla ad oggi di 65 anni , percepiranno una pensione che sarà la metà dell’ultimo stipendio percepito .
    Doppia fregatura !!!!!
    L’operazione da fare sarebbe quella che : considerato che il “fondo Pensione ” non è stato attivato per colpe proprie dello Stato che non poteva mettere a disposizione del lavoratore i soldi del TFR in quanto datore di lavoro, facessero almeno coincidere il sistema di calcolo contributivo a partire dal 01/01/2012 cosi come previsto per tutti dalla Legge Fornero e non dal 01/01/96 .

  10. PROMEMORIA per gli elettori che ne hanno poca.

    L’età pensionabile nell’ultimo decennio è stata innalzata fondamentalmente per salvaguardare le pensioni di:
    -dirigenti ed ex dirigenti (anno 2004 – legge maroni – “inglobamento” INPDAI nell’INPS)
    -statali (anno 2011 – legge fornero – “inglobamento” INPDAP nell’INPS).

    Da ricordarsi alle prossime elezioni. Grazie.

  11. salve .. Ma vi rendete conto che questi incompetenti continuano a rivendicare età anagrafica .. Quando le generazioni future per arrivare a 40 /41 anni di contributi minimo avranno 65 70 anni ma non per colpa dei precoci.. che non per fortuna loro Anno iniziato a 15. 16 anni sempre più lavoratori anziani staranno al lavoro sempre più giovani non avranno la possibilità di accumulare contributi.. Ma che cavolo di gente ci governa

  12. Pienamente d’accordo con 4Black.
    Per suffragare il valore dei conteggi, vorrei aggiungere che all’epoca, con i contributi delle ns. 200 mila lire i conti dell’INPS viaggiavano a mille, il rapporto debito PIL era inferiore al 60% tanto da consentire addirittura la sciagurata scelta delle baby pensioni (esclusivamente per gli statali) da parte dei ns. bravi legislatori che, dopo aver sperperato a destra e a manca le ns. risorse, ora si gratificano con rendite milionarie.
    Quindi i maggiori penalizzati dal contributivo sarebbero i precoci che hanno iniziato a lavorare agli albori dei ’70 e che adesso prossimi alla pensione dopo aver tirato la carretta per oltre 40 anni verrebbero defraudati da conteggi ignobili (inferiori a quelli con gli stipendi totalmente in euro che hanno appena iniziato a lavorare) mentre hanno mantenuto per tutti questi anni tutto il sistema.
    È tutto ciò grazie alla furba e cinica teoria dello scontro generazionale messo in atto dalla Fornero che sostiene falsamente che chi ha il retributivo ha un privilegio pagato dalle future generazioni.
    Che dio la stramaledica unitamente ai milioni di italiani che quotidianamente già lo fanno.

  13. Da oggi contributivo per tutti (dove per tutti si intende anche i c.d. diritti acquisiti). Possibilità di andare in pensione dopo 35 anni di contributi a qualsiasi età (la rendita proporzionata all’aspettativa di vita). Minima a 65 anni (uomini donne).

    Solo così si instaura un’equità. Il sistema retributivo è palesemente ingiusto.
    Gli attuali pensionati, se fossero loro a pagare le rendite, mai accetterebbero di restituire al lavoratore più di quanto questi gli ha versato. Tuttavia pretendono che l stato paghi in nome dei c.d diritti acquisiti.
    Chi usufruisce del calcoloretributivo sa che una parte della sua pensione (piccola o grande che sia) è gratis e quindi una regalia che grava sugli attuali e futuri lavoratori. E questo vale per l’operaio come per il politico.

    Prima si da una regola certa e duratura negli anni e prima si schiva la rivolta dei lavoratori iscritti alla gestione separata dell’INPS.

    Conclusione: questa è l’unica soluzione che può prendere un paese civile. il resto è fuffa.

  14. COSA SUCEDE CON LA GENTE CHE HA 25 ANNI DI CONTRIBUTI,61 ANNO DI ETA,IMPOSSIBILITA’DI LAVORARE A CAUSA DI UN INFARTO?NIANCHE L’INVALIDITA NON DANNO,POCHI PUNTI,DICONO,GRAZIE

  15. Purtroppo …, pur nel massimo rispetto per l’INPS, sino a quando i nostri soldi rimarranno in un “multiforme calderone”, per noi sara’ sempre piu’ oneroso e arduo andare in pensione …:
    Abbiamo la certezza di “quando” e “quanto” denaro (al netto) lasciamo cadere nel calderone ma (di riforma in riforma) non sapremo piu’ “quando” e “quanto” denaro ci verra’ restituito (lordo, da tassare …!!)
    Una gestione privata, a partecipazione statale (come in America ed in Australia) con regole stabilite e blindate, probabilmente andrebbe a risolvere gli attuali nostri problemi…: nero su bianco, andremmo a stabilire “QUANDO” io devo iniziare ad “affidarti” i miei contributi e “QUANDO” mi verra’ restituito quello che mi devi …, senza SE e senza MA ..!!
    Solo una gestione retta da REGOLE UNIVOCHE E CONDIVISE (svincolata dalle dinamiche della politica e del bilancio nazionale) ci potra’ restituire FIDUCIA e SERENITA’ …!!

  16. Questi economisti non hanno ancora capito niente, perchè con tutte le riforme delle pensioni ed in particolare la Fornero, se nel breve periodo produranno un risparmio di alcune decine di miliardi, nel lungo periodo produrranno un danno decisamente superiore al risparmio, distruggendo un intera generazione di giovani e di anziani.
    Infatti se invece di pensare solo ai voti ed ai privilegi forse non saremo arrivati a questo punto, e poi penso che matematicamente ed anche socialmente, non è pensabile lavorare più di 38-40 anni, anche perchè chi pagherà le nostre misere pensioni se la metà e anche più di giovani è senza lavoro?

  17. Ho 57 anni e 40 di contributi. stavo pregando perché potessero passare i 41 anni , ma so che non sarà così.
    Ma poi ho letto che per loro la quota 100 sono i 62 anni + 35 di contributi. Sono anche ignoranti come delle merde (62+35 fa 97 e non 100) .
    ci stanno dissanguando dall’alto delle loro poltrone d’oro. Cosa ne sanno di cosa vuol dire lavorare? noi abbiamo trascorso la nostra adolescenza e la nostra gioventù fra turni di lavoro, pasti consumati in modo precario e, avendo fatto risparmiare allo Stato costi scolastici, poiché la scuola non l’abbiamo frequentata. Adesso ci scippano anche questo : siamo tanti, anche su Facebook e parecchio incazzati. dateci quello che ci spetta subito, altrimenti, se veniamo a Roma saranno per voi cazzi amari, ma molto amari. rimanete rintanati nelle vostre stanze, non uscite, ve lo consiglio, potreste entrare in una lavatrice di schiaffi che per uscirne……….

  18. Scusate … Mi spiego meglio:
    Ad Ottobre compio 41 anni di lavoro e 56 anni anagrafici.
    Nei miei commenti precedenti significavo che faccio parte della schiera dei PRECOCI, MA QUELLI DI inizio lavoro 15 anni e dei quali sempre nominati dai politici ma come inizio lavoro 20 anni (sicuramente molti ancora non erano nati per poter definire questo concetto !!!).
    Dopo varie riforme, dove il mio raggiungimento è sempre vicino al traguardo, c’è sempre uno spostamento da inseguire.
    Alla luce di oggi le varie proposte di modifiche delle quali sento parlare, mi portano a non capire esattamente dove sarà il mio arrivo.
    Parlano di pensione anticipata a 62 anni; parlano di quota 100 (che per me significa una ulteriore “pestata”; alitano la famosa uscita a 41 (o quota 96) per la quale sto pregando tutti i giorni.
    Credo fermamente e lo sottoscrivo, di essere veramente una perseguitata dallo stato, il quale continua, di mese in mese, di anno in anno, di riforma in riforma, a procrastinare il mio raggiungimento dei diritti acquisiti.
    Nel ’95, come avevo già spiegato, i sindacati presentatisi a farci firmare l’accordo dei 40 anni e assicurandoci che dopo tali anni sarebbe stato incostituzionale continuare, hanno permesso lo scempio di quanto sta accadendo.
    Chiaramente non devo sentirmi in colpa per avere “investito” sul mio futuro: LAVORARE SEMPRE CON I LIBRI PAGANDO TUTTE LE TASSE CONSEGUENTI.
    Sono passata dai 35 anni, ai 40, poi a 41, poi a 41 e 4 mesi, poi a 41 e 10 mesi, poi?????
    Poi basta !!!
    I PRECOCI SONO DA TUTELARE IN QUANTO RAGAZZINI CHE HANNO DATO ALL’ITALIA UN SERVIZIO LAVORATIVO PIU’ CHE ONOREVOLE.
    BASTA, NESSUNO MI DEVE PIU’ TOCCARE CIO’ CHE HO PRODOTTO CON SUDORE!
    (Teniamo conto che a fine anno smetto l’ASPI, dopo sono a zonzo e senza stipendio, con l’obbligo di pagarmi i contributi, altrimenti perdo il mio raggiungimento.
    Quando mi offro mi viene detto: non posso investire con una persona, per quanto qualificata, che tra qualche mese andrà in pensione !!!! ).
    Prova a spiegare loro che potrebbe non essere così !!!

  19. 58 anni tra pochi mesi quasi 38 anni di contribuzione…perso lavoro per colpa della crisi…naturalmente troppo vecvhia per un nuovo lavoro troppo giovane per la pensione…
    non ho nulla ne casa ne altro……mi dicano come pensano
    che io debba vivere.
    Loro che dopo una legislatura anche incompleta sono a posto per una vita………siamo nelle mani di incompetenti e ladri

  20. @Saby,
    Ma quale età anagrafica?
    Se, come affermi, hai 41 anni e qualche mese di contributi, tu entro l’anno te ne vai tranquillamente in pensione, e senza alcuna penalizzazione.
    Ti consiglio vivamente di non perdere altro tempo e di recarti quanto prima alla tua sede INPS provinciale.

  21. Per Lucia….
    Forse capisco male io, ma non credo…
    Stanno discutendo x i 62 anni..
    Parlano di pensione anticipata a 62 anni…
    RENZI prima delle elezioni aveva detto che vuole rivedere la legge fornero… Quanti di voi hanno capito cosa intendeva?
    Per LuciaPortare tutti a 43 anni come minimo di uscita…
    Ha alitato l’uscita a 41 ma subito ingoiata…
    Ci sta prendendo x i fondelli….
    Fino a fine anno sono in aspi… Poi il nulla…
    X dieci mesi non avrò lavoro ma dovrò pagarmi i contributi… Con quali soldi? Sarà automatico dover aspettare fino ai 62 anni per poi chiamarla pensione anticipata, ma anticipata di cosa????
    Capito cosa mi aspetta?
    Per gregor…
    Egregio signore di 62 anni e 40 di contributi… Forse non hai inteso che io ne ho 41 di lavoro, ma x disgrazia sono più giovane cosa che mi impedisce di accedere… Poi un’altra cosa della quale noto che nessuno menziona…I diritti acquisiti ce li stiamo facendo fottere, che fine hanno fatto?
    Egregio signore parli di egoismo??? A me??? Ma stai scherzando spero!!!!!!!!!! Mi devo sentire in colpa x avere lavorato 41anni???? Ma qui si rasenta il ridicolo!!!!!!!!!

  22. Premesso quanto sotto, ad oggi, il fondo previdenziale italiano e’ comunque abbondantemente in attivo .., le “variazioni” della Monti-Fornero avevano e hanno un altro obbiettivo … (come i meedia hanno gia’ abbondantemente spiegato ..)

  23. Il ” PATTO SOCIALE/GENERAZIONALE ” e’ una delle tipiche incongrue “invenzioni” della nostra Italia .. un telaio bidimensionale (assurdo, per non dire altro) che poteva reggere … forse, in un robusto sistema social capitalista che l’Italia per vari motivi .., non è riuscita ad avere ..!!
    Peraltro .. , il sistema ibrido della previdenza italiana e’ aperto alle dinamiche nazionali e internazionali dell’euro ( e ci sarebbe da dire tanto …ma tanto ..)
    Per farla breve, un sistema che garantisca una pensione congrua nei tempi fisiologici della biologia e fisiologia dell’essere umano (la vita si allunghera,’ quando riusciremo a controllare la genetica e il crescente inquinamento) deve guardare al programma previdenziale americano e australiano con gli opportuni correttivi ..!!

  24. Sapete l’ironia della sorte?????
    Che nonostante i miei anni di lavoro non ho l’età anagrafica x potervi accedere!!!
    Dobbiamo lottare x i 40 anni di lavoro… Anche se oggi tutto dice 41 !!!!!!!

  25. Vedo che commentano tanti signori che prenderanno la pensione a breve. 41 anni basteranno? Ho lavorato una vita… Ho 62 anni di età e ho lavorato 40 anni.

    Vorrei ricordare che il sistema pensionistico si basa su un patto sociale, io che lavoro pago la pensione a chi no è più a lavoro, tutto qua.

    Se le pesone in pensione, ora costano tanto, allora molti più lavoratori dovranno restare a lavoro e non andare in pensione.

    Tutto questo varrà anche per noi giovani che dovremo pagare, per molto più tempo, le pensioni a chi oggi si lamenta di avere 62 anni.

    Cosa dovrebbero dire i igovani che resteranno a lavoro fino a 70 anni??? Invece di essere egoisti, pensate anche ai vostri figli e nipoti!

  26. Per Franz1218 e Saby:
    scusate, ma trovandomi pressoché nella vostra stessa situazione mi permetto di dirvi che con gli anni di contributi che vi ritrovate, fra qualche mese potrete andare tranquillamente in pensione, senza penalizzazioni,con l’attuale legge Fornero. Vi siete informati?

  27. Già, probabilmente, stanno prendendo tempo in attesa della nuova carta costituzionale dettata dalla Merkel .. ( e’ incredibile come il popolo italiano a volte non impara niente dalla storia ..)

  28. Ho 58 anni e 42 di contributi. .il prossimo anno ne avrò 43 ..mi chiedo? Non sono sufficienti? Quanto dovrò aspettare ancora. .? Senza considerare che nn si può scegliere un sistema assicurativo. Tutto questo.sembra essere incostituzionale.

  29. “Sono una precoce!!!
    PER CHI ANCORA NON NE HA CAPITO IL SIGNIFICATO: PRECOCE VUOL DIRE AVERE INIZIATO A LAVORARE A 15 ANNI IN REGOLA CON I CONTRIBUTI!!!
    Ho già dato 41 anni di onorati contributi !!!
    Quando nel 1995 i sindacati si presentarono nelle aziende x far cambiare il sistema pensionistico dai 35 ai 40 anni, dietro le nostre perplessità, assicurarono che sarebbe stato anticostituzionale lavorare oltre quella soglia.
    Faró querela a loro per non avere difeso me dai cambi Monti/Fornero… Denuncerò lo stato per persecuzione alla mia persona che continua a procastinare il mio raggiungimento oramai più che acquisito!!!”

  30. Ancora credete a questi ladri 62 anni 42 anni di contributi (privati e non statali) gia’ dal 2016 renzino abbassa l’aliquota di calcolo poi ci sara’ la decurtazione, io non vado piu’ a votare fatelo anche voi

  31. Io non credo di essere molto bravo in matematica, ma riesco a far di conto fino a 100. In questo articolo tra le varie ipotesi viene indicata quella cosiddetta “Quota 100”, dove si dice che la pensione si può avere con 62 anni d’età e 35 anni di servizio, ma questa è la Quota 97 perché 62+35 fanno 97, quindi a 100 non ci siamo. Invece la Quota 100 dovrebbe essere conseguita con 60 anni d’età +40 di servizio o lavoro che dir si voglia; poi si può andare con 61 d’età e 39 di lavoro (61+39=100) e ultima ipotesi (62 d’età+38=100). Quindi il giornalista dovrebbe spiegare come si può andare in pensione con 62+35; con DECURTAZIONI? DI QUANTO? Io sono a quota 102 quindi per me la Q.100 va bene; ho 63 anni d’età e 39 anni di servizio, (63+39= 102) ed appartengo a quelli sfigati cosiddetti Q.96 della scuola che la fornero ha bloccato sull’uscio quando mancavano 8 mesi alla fine dell’anno scolastico 2011/12 che terminava per noi il 31 Agosto del 2012. Ma monti-fornero in spregio a qualsiasi regola o diritto hanno inserito le nuove regole con la partita ancora in corso (leggi anno scolastico), quando è risaputo che in tutto il mondo si cambiano le regole (salvo paesi sotto dittatura), quando finisce la partita in corso e questo per chi non lo avesse capito non rappresentava un privilegio per i lavoratori della scuola, ma solo il rispetto delle regole che ci impongono di andare in pensione alla fine dell’anno scolastico anche se i requisiti vengono raggiunti prima; noi abbiamo una sola finestra d’uscita che coincide con l’inizio dell’anno scolastico successivo. Quindi la fornero doveva solo scrivere che per i lavoratori della scuola le nuove regole avrebbero iniziato ad essere vigenti per l’anno scolastico 2012/2013 e cioè regole nuove nell’anno successivo a quello ormai iniziato. Spero di aver chiarito che i 4.000 sequestrati al lavoro appartenenti al mondo della scuola non chiedevano ne favoritismi ne qualsiasi altra cosa, se non il riconoscimento che la nuova norma doveva essere introdotta all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013 e cioè il 1° SETTEMBRE 2012 e non in quelli già iniziato da 4 mesi (Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre 2011). Ecco da che cosa è nata l’ingiustizia nei nostri confronti. In questo paese di 60.000.000 di abitanti non si è riusciti (io direi non si è voluto trovare 400 Milioni di euro) che ci avrebbero consentito di andare in pensione insieme agli altri 200.000 e più che sono andati a riposo nel 2011.

  32. Sono una precoce!!!
    Ho già dato 41 anni di onorati contributi !!!
    Quando nel 1995 i sindacati si presentarono nelle aziende x far cambiare il sistema pensionistico dai 35 ai 40 anni, dietro le nostre perplessità, assicurarono che sarebbe stato anticostituzionale lavorare oltre quella soglia.
    Faró querela a loro per non avere difeso me dai cambi Monti/Fornero… Denuncerò lo stato per persecuzione alla mia persona che continua a procastinare il mio raggiungimento oramai più che acquisito!!!

  33. Invece di decurtare le pensioni e di alzare l’età pensionabile che diminuiscano gli sprechi del denaro pubblico e tutti i privilegi della classe politica dal capo di governo al consigliere comunale.

  34. Io chiedo alle persone competenti, io ho lasciato il lavoro con 40 anni e quattro mesi il lavoro, in base alla legge Fornero per avere la pensione sto versando i contributi volontari per raggiungere i 42 anni e nove mesi. Come dovrò comportarmi in caso di modifiche io che adesso ho 41 anni di contributi e 60 anni di età. Qualcuno può rispondermi grazie.

  35. Un’altra riforma senza logica, fatta da chi non vive le vere difficoltà della vita.
    Un esempio: se una persona ha perso il lavoro a circa 55 con 35 anni di contributi e adesso non riesce a trovare lavoro cosa deve fare? aspettare 10 anni per fare quota 100?.. e cosa mangia per 10 anni?.roba da matti..SOMARI anche in matematica!! compreso Damiano

  36. Sono entrata nella 4 salvaguardia (congedo legge 104) sto ancora aspettando una risposta .Ho 40 anni di servizio nella scuola e 62 anni. Forse andrò in pensione presto? Il problema è che ne avrei avuto bisogno da settembre prossimo per aiutare mia figlia …LORO CON una legislatura possono già orendere una oensione e non certo come la mia che sarà di poco più di mille euro e … scusate lo sfogo

  37. Ho 62 anni e 38 di contributi, una invalita’ non rivedibile 80% (problemi molto seri che mi limitano il lavoro che svolgo) non c’e la faccio più, ma devo provvedere alla famiglia. Basta o devo ancora enunciare altri disagi? Vergognatevi !

  38. Domanda: a 62 anni faccio 43 anni di lavoro, posso andarmene anchi’ io con i 35 gia’ superati? Questi ladri non pensano a chi ha cominciato a lavorare prima dei 20 anni, a noi solo lavoro, lavoro, lavoro? Schifosi…
    Sparita la proposta dei 41 anni senza penalizzazioni , schifosi, schifosi, schifosi…

  39. Sicuramente sceglieranno l’ipotesi più scellerata – staffetta generazionale – oppure hanno nella manica qualche altra ipotesi ancora più balorda.
    Ma come fanno a prendere decisioni in merito ad un argomento che non conoscono??
    Non sono capaci di risolvere nulla, incapaci, se dovessero lavorare per dei privati sarebbero stati già tutti licenziati ( per giusta causa).

  40. AMERICA : 62 anni uomini e donne (90% del reddito)
    FRANCIA : 62 anni uomuni e donne anticipabile… (riforma del 2010)
    AUSTRIA : 62 anni uomini e donne (anticipabile a 60 anni per i lavori usuranti)
    UNGHERIA : 62 anni uomini e donne
    SLOVACCHIA : 62 anni uomini e donne (almeno 15 anni di contributi)
    SVEZIA : minimo 61 anni – max 67 sia uomini che donne
    GERMANIA : minimo 60 anni – max 65 sia uomini che donne (almeno 15 anni di contributi)
    RUSSIA : 60 anni gli uomini – 55 le donne
    TURCHIA : 60 anni gli uomini – 55 le donne ; nessuna soglia di eta’ per chi ha 25 anni di contributi
    CINA : 55 anni gli uomini – 50 le donne (classe operaia e contadina )
    60 anni gli uomini – 55 le donne (professionisti e uomini del governo)

  41. QUESTI POLITICI MI FANNO SCHIFO.
    LA PENSIONE E’ UN DIRITTO SACROSANTO
    SE TE NE VAI PRIMA DAL LAVORO TE LA DECURTARNO, CHE SI DECURTASSERO I LORO VITALIZI CHE NON HANNO SUDATO PER AVERLI.

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