Prescrizione, passa col brivido alla Camera la nuova proposta di legge avanzata dalla maggioranza. Non già tutta la maggioranza, però, dal momento che l’ok è arrivato ma con lo strappo di Ncd, il partito guidato dal ministro degli Interni Angelino Alfano.

Il disegno di legge ha ottenuto luce verde alla Camera dei deputati con 274 voti a favore, 26 contrari e 121 astenuti, un numero molto alto segno di tutta l’insofferenza che l’area centrista dell’arco di governo ha provato verso il testo presentato in aula.

Così, Area popolare – raggruppamento che ingloba sia i deputati di Nuovo centrodestra che quelli riconducibili all’Udc o alla zona centrista dell’emiciclo – ha scelto di non esprimersi sul testo che modifica i tempi della prescrizione, aumentando i margini per i reati riconducibili alla sfera della corruzione.


A favore del ddl si sono espressi Partito democratico, Scelta civica, Fratelli d’Italia e gli ex MoVimento 5 Stelle che ora compongono il gruppo di Alternativa Libera. Contrari, invece, sia Lega Nord che Forza Italia, mentre Sinistra Ecologia e Libertà e MoVimento 5 Stelle hanno ingrossato le file dell’astensione.

Quali sono le modifiche alla prescrizione

In mattinata, nel corso della discussione a Montecitorio, era stato bocciato un emendamento soppressivo del testo relativo all’articolo 1 così come uscito dalle commissioni, a firma del deputato di Area Popolare Alessandro Pagano, capogruppo di Area popolare nell’organo di raccordo tra partiti e aula parlamentare.

Invece, il testo che ha ricevuto il via libera da parte della Camera in un clima di tensione all’interno della maggioranza stabilisce l’aumento della metà dei tempi attualmente previsti per i reati di corruzione, in riferimento agli articoli 318, 319 e 319 ter del codice penale.

Si è reso necessario l’intervento in aula del ministro della Giustizia Andrea Orlando, il quale ha voluto mettere in chiaro: “Il fatto che un numero consistente di reati si estingua durante le indagini non e’ una buona ragione per non affrontare il tema dei reati che si estinguono nel processo”.

Dunque, sembra che tutto sarà rinviato in Senato, dove il provvedimento verrà mandato per la nuova approvazione, che non dovrebbe essere però ancora definitiva, viste le probabili modifiche promesse dal titolare del dicastero con il governo Renzi.

E insomma, Nuovo centrodestra ha scelto di non votare contro al provvedimento, rimandando la decisione finale a palazzo Madama, dove i numeri per il governo sono ben più risicati e un’opposizione dei centristi potrebbe rivelarsi decisiva per l’affossamento del ddl.

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