Il Jobs Act è pronto a entrare in vigore. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato i primi due decreti legislativi di attuazione della riforma del lavoro e, già oggi, è attesa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Siamo dunque alle battute finali, almeno di una parte dell’intervento del governo sulla legislazione relativa ai contratti e agli ammortizzatori sociali. Sono questi, infatti, gli unici due provvedimenti che il Quirinale ha deciso di emanare, riservandosi, dunque, più tempo per l’esame degli altri due testi.

Sono quattro, si ricorderà, i decreti attuativi approvati nel Consiglio dei ministri dello scorso 20 febbraio, che sarebbero dovuti entrare in vigore lo scorso primo marzo, ma sono in ritardo sulla tabella di marcia.


I quattro testi riguardavano: la riforma dei contratti di lavoro, l’introduzione della Naspi e della Dis-Coll per i lavoratori precari, le novità su maternità e congedo parentale e abolizione del precariato nelle forme delle collaborazioni coordinate e continuative.

Per questi ultimi due provvedimenti, dunque, ci sarà da attendere qualche giorno in più. Ma ciò che conta, è l’imminente entrata in vigore del contratto a tutele crescenti e delle relative modalità di licenziamento, che vanno a rivedere l’articolo 18, quantomeno sul fronte dei licenziamenti disciplinari ed economici.

Vai al testo del decreto sugli ammortizzatori sociali

In proposito, gli esperti stanno stilando alcune simulazioni sugli effetti concreti della riforma per le casse delle aziende, le quali, a una prima occhiata, dovrebbero risultare le maggiori beneficiarie delle innovazioni, ma in realtà potrebbero pagare dei costi molto elevati per interrompere un rapporto di lavoro in presenza di giustificato motivo oggettivo.

Chi ci guadagna. A ottenere i maggiori vantaggi delle novità contenute nel Jobs Act saranno certamente le imprese di grosse dimensioni, le quali potranno evitare il reintegro del dipendente ritenuto non più all’altezza di svolgere le mansioni assegnate. IN aggiunta, le compagnie più estese vedono ridotta la misura delle indennità riconosciute ai licenziati.

Per chi si applica. Coinvolti nelle misure del Jobs Act, come noto, saranno tutti i lavoratori dipendenti assunti a partire dall’entrata in vigore del provvedimento e in particolare impiegati, operai e quadri. Esclusi i lavoratori domestici, gli sportivi, i lavoratori in prova, quelli in età pensionabile e, naturalmente, i dipendenti pubblici, per i quali il Jobs Act non ha efficacia.

Quando c’è reintegra. Esclusi i casi di licenziamento discriminatorio, il cui regime è rimasto immutato, viene stabilito come sia il lavoratore a dover dimostrare in giudizio l’errata valutazione del datore di lavoro nell’attribuzione del fatto materiale alla base dell’allontanamento. Se l’operazione riesce, allora il giudice dovrà decretare la reintegra immediata con attribuzione di indennità basata sull’ultima retribuzione, senza superare le 12 mensilità.

Quando c’è indennizzo. Per tutti gli altri casi, stante il limite minimo di tre anni di lavoro per l’ottenimento delle tutele crescenti, il lavoratore si vedrà corrispondere, in luogo del reintegro, un’indennità esente da contributi previdenziali che corrisponde a 2 mensilità dell’ultimo stipendio per anno di servizio, dal minimo di 4 al massimo di 24.

Vai al testo del decreto sui contratti e i licenziamenti

Vai allo speciale Jobs Act

Vai alla circolare sulla riforma

 

Jobs Act  e le nuove regole  del licenziamento

Jobs Act e le nuove regole del licenziamento

Rocchina Staiano, 2015, Maggioli Editore

Il presente volume, aggiornato al D.Lgs. 4 marzo 2015 n.23 (G.U. del 06/03/2015 n. 54 – in vigore dal 7 marzo 2015), esamina in maniera approfondita, gli aspetti più problematici del LICENZIAMENTO INDIVIDUALE e COLLETTIVO nel settore privato e nel settore pubblico.Con un pratico...




CONDIVIDI
Articolo precedenteINPS: istruzioni ai datori di lavoro
Articolo successivoDecreto Ilva 2015: il testo della legge pubblicato in Gazzetta

2 COMMENTI

  1. …so solo che verro’ licenziato ..anzi tutta l’associazione verra’ chiusa per poi riaprire come societa’ assumendo nuovo personale con gli sgravi. Dopo ventanni mi ritrovero’ senza lavoro dopo aver dedicato i migliori anni della mia giovinezza per far crescere l’azienda e senza diritti. la nuova societa’ assumera’ altri disperati giovani lasciado gli anziani da parte d’altronde hanno gia’ dato ed ora serve nuova manodopera da sfruttare!!! questo e’ anche il Jobs act: difronte al Jobs act siamo carne da macello e nn persone individuali…interessano i grandi numeri nn le richieste giuste di ognuno di noi.

  2. Si tutelano ( si fa per dire si cambia la modalità di fare tournover di lavoratori ) e si dimenticano i tanti milioni di lavoratori con molti anni di servizio che hanno ancora il contratto tutelato dall articolo 18. Si prospetta in molti casi specie in quelle aziende che partecipano a gare di appalto un conflitto di costi tra il VECCHIO ed il Nuovo assunto. E siccome siamo in Italia non vi nascondo la mia preoccupazione che un bel di i vecchi TUTTi i Mobilita in attesa di essere assunti dalla stessa azienda che ha cambiato semplicemente ragione sociale o peggio ancora messi sul mercato dopo 10-20-30 anni di servizio, come apprendisti con quelle tutele che fanno vedere sempre piu lontana la possibilità di vedere tranquilli gli ultimi anni della propia esistenza. Mi sembra un po tutto calcolato ( appena finiscono gli sgravi sara piu facile licenziare ) non ho ancora visto o sentito di decreti attuativi su eventuali penalizzazioni in tal senso se dovesse accadere. Ci dovrebbe essere un norma che renderebbe IMPOSSIBILE almeno per 5 anni e forse piu, un reintegro di una forza lavoro appena licenziata. Si sta guardando al futuro ma non si guarda il presente. TROPPE MACERIE CREATE ed Accumulate che nessuno vuole toglie prendendosi le responsabilità che nessuno a mai preso. Si vuole creare uno stato sociale molto povero con un eta media di 38 anni al quale non si da la possibilita di vedere un futuro con le rughe sempre se non muori prima di freddo o di crepacuore.

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here