Riforma pensioni, allarme rosso: è necessario riavvicinare governo e Parlamento per non scongiurare gli interventi sulle pensioni.

Il 2015 inizia sotto una stella poco positiva per lavoratori in procinto di andare in pensione, sia per quello che già percepiscono l’assegno INPS.

Il governo, attualmente, è concentrato su alcuni fronti molto caldi a livello politico ed economico: da una parte, il decreto fiscale con la contestata soglia del 3%, dall’altra il via ormai imminente all’attuazione del Jobs Act.


Proprio la riforma del lavoro è oggetto di un braccio di ferro tra esecutivo e commissioni parlamentari, che potrebbe compromettere anche le annunciate revisioni alla legge sulle pensioni.

Il ministro Poletti e il premier Renzi, da una parte, stanno infatti affrontando le rimostranze della commissione Lavoro di Montecitorio, guidata da Cesare Damiano, esponente PD che si è pronunciato a favore di qualchr ritocchino alla legge Fornero.

Ora, dunque, pensionati prossimi e attuali farebbero meglio ad augurarsi un ritorno del sereno, dal momento che eventuali modifiche alla normativa previdenziale saranno possibili se e solo se esecutivo e maggioranza parlamentare lavoreranno in sintonia.

Un ostacolo come quello del Jobs Act, però, potrebbe rendere più complicato il ricorso a un correttivo della riforma 2012, dal momento che sarà proprio la commissione guidata da Damiano a doversi esprimere in materia.

Lo scoglio che rischia di incrinare i rapporti tra l’ex ministro Damiano e palazzo Chigi è rappresentato dal decreto sul Jobs Act relativo a licenziamenti e reintegri. Scopo della commissione è quello di ottenere l’eliminazione dei licenziamenti collettivi dalla nuova disciplina di reintegro, come invece si augura di porre in essere il governo.

Un impasse di questo tipo, oltre a rendere difficoltosa l’applicazione del Jobs Act, rischia di porre in pericolo anche ogni possibilità di dialogo all’interno della maggioranza sulla materia delle pensioni.

Nei cassetti di Montecitorio,infatti, giace da mesi una proposta che ha ricevuto un plauso anche dalla stessa Elsa Fornero, cioè quella del prestito pensionistico. Ai lavoratori prossimi alla pensione, infatti, verrebbe concesso di ritirarsi dalla professione pur in mancanza dei minimi requisiti contributivi: il prestito, in tal caso, verrebbe accordatobal fine di consentire uscite anticipate, ma con una lieve decurtazione nel l’assegno.


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5 COMMENTI

  1. Sono un lavoratore precoce,ho iniziato dopo le medie facendo scuola e lavoro pensando che a 50 anni avrei smesso……….ma mancavano due anni al traguardo e Dalema in agosto disse :lavora altri 5 anni in più tanto sei giovane…mancavano due anni al traguardo venne Berlusconi e disse :lavora un altro anno e 1\2 tanto sei giovane..mancavano due anni al traguardo venne la Fornero..che piangendo (spero pianga ancora)disse :cari poveri lavoratori precoci visto che siete ormai abituati a lavorare per pagare a noi stipendi da nababbi e pensioni pure tali…lavorate ancora sei mesi in più poi fatene altri sei …..e cosi via….i giudici della consulta non hanno accettato il referendum sull’abrogazione della legge Fornero …ovvio chi paga la piangina (fornero),quello che và con la barchetta e fà i risotti al fu.fu (dalema)…loro stessi (i giudici)forse l’unico che non paghiamo è il berlusca…ma forse…..
    spero che questi coglioni che sono ora al governo non mi dicano :tanto sei giovane….ma aspettiamo tu muoia sul posto di lavoro coì risparmiamo….fortuna dovrebbero essere di sinistra!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Ci sentiamo abbandonati e non considerati.
    Sono stanca di continue promesse, chiacchere.
    Basta.
    Vorrei dei fatti..
    Giovani frustrati a casa a bigherellonare, noi 60enni costretti ai sacrifici per risanare le cattive gestioni.
    E’ semplice percorrere la strada raggiungendo i piu’ deboli.
    Sottometterci al sacrificio continuo.
    In questo momento diventa difficile credere in un’ideologia politica.
    Non esiste piu’.
    Ho una grande nostalgia dei grandi statisti: Berlinguer, Almirante, Moro……
    A prescindere dall’ideologia politica, ma davano sicurezza al Paese e ai cittadini.
    Il Parlamento oggi è formato da uno scenario che mi riconduce a Zelig…..
    Con una piccola differenza: i comuci di Zelig hanno battute spiritose.
    I politici sono irritanti.
    Che quadretto squallido.
    A volte mi chiedo: i nostri politici sono in grado di fare le somme dei piu’ e dei meno?
    Sono sommersi a cosi dire da cervelloni i quali non riescono a tirare le fila su nulla.
    Sono in grado di tassare ovviamente sempre i deboli, di rimandare le date delle pensioni, di tassare tra poco anche l’aria che respiriamo.
    BASTA…….
    Se fossi piu’ giovane me ne andrei dall’italia che tanto amo.
    Ma non stimo chi ci governa.
    Destra ,sinistra, centro.
    NESSUNO.

  3. Il Governo, se c’è, deve rendere giustizia a chi ha lavorato per una vita, tagliando mega stipendi e pensioni, come dice la Meloni da € 5 mila in giù. Se la crisi c’è non la devono pagare i soliti noti, che tutti facciano un sacrificio e con la risorse recuperate che vengano redistribuite ai bisognosi. Si tenga conto che io, modesto lavoratore dipendente, quando faccio la spesa compero sempre una scatoletta dio carne per i cani randagi, adesso aggiungo qualche alimento per le persone e sono tante.

  4. Il governo ha l’obbligo di non far schiattare i 60enni che ancora lavorano, che non vengono considerati per la conoscenza e la professionalità di cui dispongono, che si sono meritati l’agognato riposo tra problemi al lavoro e situazioni familiari che richiedono presenza.
    Il governo ha l’obbligo di tagliare tutte le pensioni al di sopra di 3.500 €, per trovare i fondi necessari a sostenere la situazione.
    Il governo ha l’obbligo di tagliare tutti quei stipendi ai politici che sono una VERGOGNA in un’Italia che fa molta FATICA ad andare avanti: stipendi che non esistono all’estero di pari entità!
    Il governo ha l’obbligo di dare pari dignità a tutti i cittadini dando loro la possibilità di una vita che sia vita e non un percorso di difficoltà impervie a molti, mantenendo i soliti privilegi agli abituali “pochi” (si fa per dire…)
    Il governo ha l’obbligo di essere credibile, dimostrandolo con i fatti e non le tante parole…!!!

  5. il governo ha l’obbligo di rivedere la legge fornero sopratutto per creare nuovi posti di lavoro

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