Il Mercato elettronico della Pubblica amministrazione continua a ricevere un’accoglienza tiepida dagli enti e dagli uffici pubblici, in primo luogo per i continui problemi che ritardi negli aggiornamenti e disservizi tecnici si generano.

Normative e regolamenti hanno subito ulteriori modifiche anche nelle settimane recenti, per effetto delle novità inserite nella legge di stabilità 2015 in materia di economato e provveditorato.

Il tradizionale sistema di acquisto in economia ha subito una profonda trasformazione sino dall’entrata in vigore della legge 95/2012, una legge che ha imposto alle stazioni appaltanti di realizzare gli acquisti tramite il ricorso al Mercato elettronico, limitatamente ai beni ritenuti sotto soglia.

Le funzioni economali negli enti locali

Le funzioni economali negli enti locali

Salvio Biancardi, 2015, Maggioli Editore

La disamina e la risoluzione, mediante approccio operativo, delle principali problematiche dell'ente locale in questa Guida operativa che costituisce strumento di riferimento per gestire compiti, adempimenti e responsabilità afferenti le funzioni economali e per avere il pieno controllo...



Dopo l’avvento di questa legge, il ricorso alle procedure in economia con il tradizionale sistema cartaceo – cioè al di fuori del MePA – deve essere preso in considerazione in maniera del tutto eccezionale: in breve, va destinato solo nel caso in cui i beni o i servizi da acquisire non siano compresi nel catalogo del Mercato elettronico.

Gli attori che operano nell’alveo del Mercato elettronico della Pubblica amministrazione sono tre: le pubbliche amministrazioni registrate nel sistema, fornitori registrati e Consip, che svolge il ruolo di gestore dell’intero sistema.

Sono i fornitori, per mezzo del sito Consip, che ha ricevuto mandato da parte del governo di formare il MePA, a stilare l’elenco dei beni presenti sul mercato elettronico online cui poi le pubbliche amministrazioni rivolgeranno le loro procedure di compravendita.

L’acquisto può avvenire tramite due modalità:

ordini di acquisto diretto, il caso in cui i beni presenti in catalogo costituiscono offerte pubbliche irrevocabili di vendita da parte dei fornitori e possono essere acquistati direttamente mediante emissione telematica di ordini senza confronto concorrenziale, in base ai regolamenti vigenti;

richieste di offerta, che devono essere inoltrate ai fornitori selezionati tra quelli abilitati in relazione a prodotti con particolari caratteristiche o per condizioni di fornitura diverse da quelle standard. Alla richiesta, i fornitori potranno rispondere solo con offerte che riguardino i beni nel catalogo, se sempre entro la soglia prevista dalla normativa vigente in ogni ente.

Una guida passo passo alla creazione di richieste d’offerta è inclusa nel corso online di formaizone a distanza “Gli acquisti di beni e servizi sul mercato elettronico”. QUI LE INFO

 


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6 COMMENTI

  1. Riformulo la domanda precedente,
    La Pubblica Amministrazione può acquistare fuori dal MePA lo stesso bene/servizio o un bene/servizio con tecnologia superiore ad un prezzo inferiore?
    Quali sono le leggi che lo consentono?
    In attesa di Vostro cortese riscontro,
    Cordiali saluti.

  2. Buongiorno,
    Si può acquistare fuori dal MePA lo stesso bene/servizio o un bene/servizio con tecnologia superiore a quella presente, ad un prezzo inferiore?
    Quali sono le leggi che lo consentono?
    In attesa di Vostro cortese riscontro,
    Cordiali saluti.

  3. Ritengo che il volume dia la possibilità di orientarsi nella complessa normativa in materia, offrendo delle valide linee guida per gli adempimenti di legge.
    È un testo pensato non solo per chi è già esperto e vuole trovare conferme, ma anche per chi si approccia ai problemi dell’economato e e ha bisogno di una guida completa e di facile utilizzo.
    Salvio Biancardi

  4. Buona Giornata, sono Lorella Bravi , responsabile del Servizio Economato del Comune di Bagno di Romagna (FC), (comune sopra ai 6.000 abitanti e sotto ai 10.000). Desideravo chiedere al Dr. Salvio Biancardi se acquistando il suo libro: ( Le funzioni economali negli enti locali Guida operativa alla gestione del Servizio economato-provveditorato – Spese con fondo economale – Split Payment e Reverse Chargé , Con schema di Regolamento di Economato, Aggiornato con: Legge di Stabilità 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n. 190)), riuscirò ad avere chiarimenti in merito….. essendo in un Comune piccolo … dobbiamo sapere tutto … specializzandoci poco in materie specifiche…. e sinceramente in questa giungla, io mi trovo abbastanza spiazzata… non so ad oggi come economo cosa e come posso fare gli acquisti…. Ringrazio anticipatamente
    Dr.ssa Lorella Bravi

  5. Purtroppo il legislatore non sembra aver voluto lasciare ulteriori alternative rispetto a quelle contemplate dal comma 3 bis del d.l. 66/2014 ( acquisto mediante centrali di committenza, unioni di comuni, province, ecc.), tanto è vero che viene puntualizzato che l’ANAC non rilascia il codice CIG ai comuni non capoluogo di provincia che procedano all’affidamento di appalti in violazione degli adempimenti previsti nel suddetto comma.
    In ogni caso, volevo rammentare che l’art. 23 ter della legge 114/2014 prevede che i comuni con più di 10.000 abitanti possono procedere autonomamente (senza sottostare, quindi a quanto previsto dal comma 3 bis art. 33) per l’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture di valore inferiore a 40.000 euro. Pertanto se ricorrono i parametri sopra illustrati, il comune di riferimento può redigere determina a contrarre senza servirsi delle modalità di acquisto fissate dal d.l. 66/2014, attivando apposita procedura selettiva tradizionale.

  6. Viene scritto : Dopo l’avvento di questa legge, il ricorso alle procedure in economia con il tradizionale sistema cartaceo – cioè al di fuori del MePA – deve essere preso in considerazione in maniera del tutto eccezionale: in breve, va destinato solo nel caso in cui i beni o i servizi da acquisire non siano compresi nel catalogo del Mercato elettronico.
    Chiedo cortesemente agli autori dell’ articolo di darmi info sul quesito che vi espongo qui sotto;
    E’ palese che se il servizio da acquistare non è presente sul Mepa , l’acquisto elettronico non può essere perfezionato, ne consegue che anche il venditore del servizio è impossibilitato ad accreditarsi sul sistema elettronico per gli acquisti. La normativa di riferimento prevede l’istituzione di centrali di committenza gestite localmente dalle Unioni dei Comuni o dalle provincie che dovrebbero in alternativa poter garantire l’acquisto di beni o servizi non presenti sulla piattaforma Mepa. Ma, localmente queste centrali di committenza non risultano ancora costituite; di conseguenza, gradirei sapere se allo stato attuale delle cose per non bloccare un servizio di primaria importanza (Mi occupo in qualità di autista del trasporto di disabili presso i centri di riabilitazione con automezzo in leasing messo a disposizione dalla PMG Italia) può il Comune redigere opportuna determina di impegno di spesa e ripristino del servizio precisando che l’acquisto viene effettuato al di fuori dei canali ufficiali (Mepa o locali centrali di committenza) ?
    In attesa di una vostra gradita risposta, vogliate gradire cordiali saluti.

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