Con l’arrivo alla Camera della legge di stabilità 2015, si riaccendono anche le speranze dei Quota 96 per poter finalmente andare in pensione a partire dal primo settembre dell’anno prossimo.

La presentazione del testo approvato in Consiglio dei ministri ha infatti eluso il tema della pensione dei dimenticati dalla legge Fornero, i lavoratori della scuola – insegnanti o dipendenti Ata – nati nei primi anni ’50 che ancora esercitano la professione nonostante abbiano maturato i requisiti per ritirarsi dal servizio.

Si tratta di circa 4mila lavoratori, colpevolmente tralasciati nella legge che ha modificato il sistema pensionistico all’inizio del 2012: per un errore imperdonabile, infatti, il testo non incluse i lavoratori che avrebbero maturato i requisiti al primo settembre anziché al solo primo gennaio. Ciò, ha provocato la valanga che ancora oggi non si è arrestata, causa di un ridotto numero di ingressi nelle cattedre, anche tra chi ha legittimamente vinto il concorso nazionale lo stesso anno del mancato pensionamento per i più anziani.

A distanza di quasi tre anni, non si è trovato il modo di porre rimedio a questo diritto negato a lavoratori e docenti, che tuttora continuano a svolgere il proprio mestiere, aspettando una deroga dal governo, oppure, nella peggiore delle ipotesi, la maturazione dei requisiti secondo le nuove indicazioni della legge Fornero.

L’ultima spiaggia

Eppure, in questi mesi di calvario prolungato, per i docenti e gli Ata Quota 96 si sono susseguite diverse proposte, nessuna, però, in grado di diventare legge. Dopo lo shock della scorsa estate, con la pensione ormai certa al primo settembre e la retromarcia nel decreto di riforma della pubblica amministrazione, a sbattere i pugni sul tavolo anche esponenti di prim’ordine dei partiti politici.

Tra questi, la senatrice Laura Puppato che, intervistata nelle scorse settimane in esclusiva dalla nostra testata, ha rimarcato il proprio impegno affinché la legge di stabilità 2015 sia il cantiere giusto per completare l’opera e assicurare la pensione dal settembre prossimo anche per i Quota 96.

L’ex candidata alle primarie Pd ha firmato in prima persona un’interrogazione urgente al ministro dell’Economia Padoan per risolvere il caso immediatamente, attingendo le risorse dal nuovo metodo di conteggio del Pil. Per il momento, nessun accorgimento è stato inserito nella legge di bilancio, ma tutto lascia presagire che la questione sia solo rinviata alle commissioni parlamentari, luogo più idoneo all’esame di certi nodi.

Forse, già questa settimana in commissione Bilancio alla Camera potrebbe arrivare la proposta risolutiva,destinata ovviamente a passare il vaglio di diversi esami, ma che tornerebbe ad avvicinare i Quota 96 all’attesa pensione.

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1 COOMENTO

  1. Si dovrebbe dare la possibilità a tutti coloro che hanno maturato la quota 96 di lasciare il lavoro , e a tutti coloro che raggiunti i 65 anni + venti di servizio la possibilità di poter restare ancora, oppure poter optare per una pensione di almeno mille euro mensili.

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