L’odore c’era fin dalla prima analisi della nuova norma, i cui punti fondamentali mettevano in luce un’attenzione del tutto particolare al car pooling. Ora, arriva anche la conferma della presenza di espliciti riferimenti al testo di legge approvato ieri alla Camera in qualità di riforma del Codice della Strada.

Si ricorderanno, nei mesi scorsi, le polemiche infinite sulle querelle Uber-UberPop, che aveva coinvolto addirittura presidenti di regione e parlamentari, intervenuti a difesa della categoria dei taxisti che accusavano i nuovi sistemi di spostamento concordato online come una forma di concorrenza sleale.

Innanzitutto, viene introdotta nel nuovo codice la definizione di Car pooling, inteso come trasporto non remunerato basato sull’uso condiviso di veicoli privati tra due o più persone che debbano percorrere uno stesso itinerario. Una specifica non di poco conto, che pare introdurre, insomma, anche Uber Pop, ossia la modalità dell’applicazione di “passaggio” tra automobilisti e pedoni, cher comprenda qualsiasi automobilista nel raggio dell’utente.

A introdurre questa chiave di lettura, il MoVimento 5 Stelle, che si è fatto promotore dell’emendamento per conferire una rilevanza di legge alla pratica diffusissima all’estero, che sta prendendo piede anche in Italia, pur tra le mille difficoltà che distinguono questo genere di innovazioni.

Si ricorderà, nei mesi scorsi, anche l’intervento del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, che ha si era raccomandato con le forze di pubblica sicurezza di prevenire in tutti i modi questo fenomeno nelle città italiane, scatenando le rimostranze di Uber e avviando anche cause legali in merito.

Ora, ovviamente, bisognerà attendere almeno un altro passaggio parlamentare – quello al Senato – che dovrebbe dare via libera definitivo al nuovo Codice della Strada, e, poi, ai decreti delegati che andranno a riempire la cornice di quella che attualmente è essenzialmente una proposta di legge delega. Indubbiamente, però, l’emendamento inserito nel testo approvato a Montecitorio, dà nuova linfa al propagarsi di Uber e UberPop anche nel nostro Paese, arrivando a ipotizzarne la legittimità giuridica.

Vai al testo del nuovo Codice della Strada

 

 


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