Tasi 2014, a meno di due settimane dalla scadenza, impazzano le richieste a Caf e centri di assistenza disseminati in uno degli oltre 5mila Comuni in cui si pagherà la rata di ottobre.

Una volta scaduto il termine per le pubblicazioni online sul sito del ministero dell’Economia delle delibere approvate dai singoli comuni, è infatti partito il conteggio delle normative vigenti in materia di tassazione immobiliare. Il conto è schizzato alle stesse, migliaia e migliaia di atti e regole stanno letteralmente facendo impazzire commercialisti e contribuenti, impegnati nella serie di complicatissimi calcoli.

Come si ricorderà, infatti, dopo la proroga stabilita per la prima rata di giugno ai Comuni ritardatari, la legge consentiva alle amministrazioni di definire un’aliquota compresa tra l’1 e il 2,5 per mille. A questo range, si poteva aggiungere un margine extra di 0,8 per mille, purché si prevedessero delle corrispondenti detrazioni, che per la Tasi non sono previste come, invece, in fatto di Imu.

Il risultato è stata quella che molti osservatori hanno ribattezzato “la tassa più complicata del mondo” con ogni singola situazione, praticamente, diversa dall’altra e una vera e propria giungla di rendite catastali, aliquote, delibere tale da generare un caos mai visto prima nei già sfiancati centri fiscali (si pensi alla faccenda mini Imu, preludio alla situazione attuale).

Per consentire la risoluzione dei casi più intricati e, insieme, fornire assistenza a professionisti e contribuenti, l’esperto e blogger di Leggioggi Nicola Forte dedicherà una sessione di video consulenza ad hoc il prossimo 7 ottobre, dedicata completamente alla Tasi e ai conteggi degli importi che stanno provando la capacità del sistema fiscale come mai prima d’ora.

Sarà possibile prenotare un consulto privato con il dott. Forte cliccando su questo indirizzo.

 

Qui è possibile leggere l’ultimo commento dell’esperto Nicola Forte al tema della Tasi


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  1. Esiste un principio di diritto che tutela il cittadino. Quando la norma è di interpretazioni e di applicazioni complicate, non valgono né le sanzioni e né le richieste di interessi. Va applicato il principio più favorevole al contribuente. Sorge invece un altro problema: il danno. Chi risponde di questo? Il legislatore di una epoca seria procedeva a formulare direttive e circolari di corretta applicazione della norma, tenendo presente che nei Comuni non sempre vi erano responsabili capaci e preparati. Inoltre i bilanci erano controllati da funzionari dello Stato che verificavano la conformità e la esatta applicazione delle norme. Oggi invece è affidato tutto alla politica locale e alla responsabilità della burocrazia . L’una e l’altra si preoccupa di assicurare le entrate a qualsia costo, per coprire le magagne della politica clientelare e le voragini dei debiti fuori bilancio, divenuti una regola . Nei piccoli comuni, specialmente in quelli in cui mancano le opposizioni, accade di tutto. Basta leggere i resoconti della Corte dei Conti e l’enorme contenzioso pendente per responsabilità amministrativa di politici e funzionari. L’autonomia amministrativa è principio di importanza fondamentale, quando la P.A opera e agisce entro parametri di legge e non discrezionali.

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