Mentre si discute di tutele dei lavoratori e dell’articolo 18, che potrebbe essere congelato nel Jobs Act per i primi tre anni di contratto, rimane in sospesa la questione delle pensioni. Al suo interno, non solo il tema dei requisiti sempre più ardui da raggiungere, ma anche l’irrisolto nodo dei Quota 96 e gli esodati ancora in attesa di salvaguardia.

Nonostante la parte attualmente in discussione del Jobs Act si concentri in particolare sul welfare, così come programmato già in primavera, sembra che il tema delle pensioni sia stato ancora rinviato a data  da destinarsi. Il disegno di legge attualmente in discussione in Senato, infatti, prevede deleghe importanti per il governo in fatto di ammortizzatori sociali e misure per il contrasto alle marginalità, ma non si parla di ridurre l’età pensionabile, né di rivedere ik requisiti attualmente in vigore.

Del resto, lo aveva confermato nelle settimane scorse il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, affermando che nessuna revisione della legge Fornero sulle pensioni sarebbe in programma nel breve periodo. Restano, però, due incognite. Da una parte, infatti, lo stesso successore di Enrico Giovannini aveva confermato come la materia pensionistica sarebbe stata al centro dell’azione di governo nella seconda parte dell’anno; dall’altra, la vertenza aperta dei Quota 96, i quali erano arrivati a un passo dal pensionamento in deroga alla riforma entrata in vigore a inizio 2012.

Quota 96 rassegnati?

Mentre sono ricominciate le scuole, i docenti Quota 96, nel frattempo diventati Quota 101 o 103, hanno ripreso le lezioni, per l’ennesimo anno di lavoro in aula, dopo un’estate di vane speranze alimentate dall’emendamento in riforma della Pubblica amministrazione che avrebbe dovuto assicurare a 4mila insegnanti e dipendenti Ata il ritiro dal primo settembre.

Ora ad alimentare nuove speranze in seno ai Quota 96 è la senatrice del Partito democratico Laura Puppato che riconosce come “La pagina dei Quota 96 sia molto brutta nella storia dei rapporti governo-Parlamento. Onestamente non so quando lo risolveremo, vorrei dire presto ma pensavamo allo stesso modo di farcela questa estate e non è stato possibile”.

Il dilemma, come noto, è sempre quello delle coperture: per mandare in pensione i Quota 96 servono 400 milioni di euro in 4 anni che, però, dal prossimo anno potrebbero scendere sensibilmente: forse, allora, la previsione dell’addio alla cattedra arriverà in legge di stabilità 2015? La risposta non tarderà ad arrivare, anche se i Quota 96 hanno ormai esaurito le speranze.

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6 COMMENTI

  1. Ogni giorno che passa la fatica si fa sentire sempre piu’……..parlamentari uomini di governo ecc. ma lo volete capire che facendo i furbi, aggirando le leggi, inventandovene di nuove, salvate solo voi stessi e non l’ITALIA…. che non e’ fatta da persone come voi, ma da tutto il resto degli italiani che ogni giorno devono fare i conti con i quattro spiccioli che rimangono in tasca e con la salute che via via peggiora sempre di piu’, con una sanita’ che pensa solo a chi puo’ pagare,e con i servizi sempre piu’ scadenti.
    Ma e’ questa l’ITALIA che voi volete lasciare ai vostri figli???????
    Eliminate la casta sovrana che non molla neanche un centesimo per il bene comune……perche’ nel mondo c’e’ tutto per tutti anche in abbondanza…..e se qualcuno e’ senza e’ perche’ qualcuno ne ha troppo!!!!!!
    Perche’ un parlamentare o semplicemente chi ha ricoperto cariche di questo livello oltre a percepire piu’ pensioni( a seconda di cosa ha ricoperto) deve anche prendere un vitalizio????Io che ricopro un ruolo pubblico (insegnante di scuola materna quota 96) a malapena mi danno la mia pensione e devo aspettare anche 41/42 anni di servizio…ed anche il mio e’ un ruolo di responsabilita’, forse piu’ rischioso!!!!!!
    Con la coscienza prima o poi ci dobbiamo fare i conti tutti!!!!!!!

  2. Bravo Gianluigi che hai spiegato bene che non è prevista nessuna deroga, noi semplicemente facciamo parte a tutti gli effetti di quelle centinaia di migliaia di persone che sono andate in pensione con le norme ante fornero. Non si deve derogare niente, ma rispettare la legge. Noi avevamo presentato domanda di pensionamento in quanto in quell’anno allora in corso 2011-2012, raggiungevamo la Quota96, che è stata considerata valida per tutti i lavoratori di tutti i settori. Vogliono far credere che 4.000 persone in più sulle centinaia di migliaia (solo nel settore privato sono andati in pensione 245.000 lavoratori) sarebbero diventate quella goccia che fa traboccare il vaso e quindi mandare a fondo l’Italia. Come diceva Totò ….. ma fi facciano il piacere!!!!!!!!!!!!!
    L’Italia sta affondando per l’incapacità di coloro che ci hanno governato e hanno sottratto tante risorse con le ruberie, i privilegi incredibili, gli stipendi d’oro, le pensioni d’oro, le auto blu, i vitalizi, ecc. ecc. ecc. ecc. Non mi dilungo perché le persone intelligenti hanno capito di chi è la colpa se abbiamo più di 2100 MILIARDI di debito.

  3. Concordo in pieno con Gianluigi, che ha chiarito i termini della questione Quota 96 nel modo piu’ efficace, e condivido la sua indignazione.

  4. Si continua a parlare di 4000 insegnanti ! in effetti quest’anno sono andati in pensione circa 850 unità per vari motivi, quindi la rimanenza è già ridotta del 25% circa, ed anche le spese previste sino ad ora. Forse è il caso di prendere in considerazione questa nuova realtà.

  5. Che rabbia, che disgusto, non sono dei politici sono dei sanguisuga.
    Mi rivolgo alla signora Giannini che mi ha preso in giro con tanta superficialita” e che mi infastidisce saperla al governo, dove dovrebbe svolgere un compito rivolto alla scuola come e’ strutturata e rivolto alle insegnanti come salvaguardia del buon andamento della scuola stessa.
    E invece mi promette PIANI B per imbrogliarmi e tenermi calma…vergogna non e’ questo il modo di essere professionali. Preferisco che mi si dica in faccia la verita.
    Ho sempre insegnato a rispettare le regole e non ad aggirare le persone per tenerle buone Vergogna!
    Io non chiedo privilegi..chiedo giustizia e mi rispondono: stai zitta e aspetta.
    Lo stesso Renzi mi dice stai tranquilla che risolviamo a fine mese il problema dei quota 96 e poi….quando e’ passata la buriana mi dice stai zitta e aspetta.
    I poliziotti che in massa minacciano di scendere in piazza sono ascoltati (per forza sono loro che li proteggono quando escono fuori allo scoperto, se fossero nel giusto non ne avrebbero bisogno): e’ questo il modo di agire per essere ascoltati?
    Non ne posso piu’, ho sulle spalle 40 anni di lavoro nella scuola materna, il fisico non ce la fa, la mente e’ stanca, le idee scarseggiano, mentre aumentano le responsabilità, i compiti, gli impegni,i doveri e le ansie che fanno palpitare sempre piu’ il cuore….e intanto la vita scorre ed io me la vedo passare senza esserne partecipe.
    Forse non ho capito bene il senso della vita: devi lavorare fino alla morte!!!!!!

  6. …la vertenza aperta dei Quota 96, i quali erano arrivati a un passo dal pensionamento in deroga alla riforma entrata in vigore a inizio 2012…

    Questo scrivete pensando magari di dare sostegno alla causa ormai grottesca dei Quota 96. IN DEROGA UN BEL NIENTE. Fin che date informazioni di questo tipo, che poi sono quelle che vogliono far passare all’opinione pubblica i signori del Governo, non fate altro che del danno. I Quota 96 della Scuola (sottolineo solo quelli della Scuola) non entrano affatto nella legge Fornero, come lei stessa ha ammesso confessando l’errore tecnico. All’ingresso nell’anno scolastico 2011-2012, essendo costretti ad arrivare a settembre per continuità didattica, hanno maturato a tutti gli effetti il diritto alla quiescenza, quindi tre mesi prima della famigerata legge Fornero. Non si chiede quindi alcuna deroga ma il rispetto della legge. Ma questa è un’altra questione e chi siede in Parlamento sappiamo benissimo che delle leggi se ne fa un baffo. Chiamatela modernità, chiamatelo riformismo, provate pure a cambiare verso, per me rimane solo disonestà.

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