Mentre si continua a discutere di riforma della giustizia, forse, non ci si è accorti che molte novità dell’ordinamento giudiziario sono già in vigore. L’ultimo decreto 132, uscito in Gazzetta Ufficiale lo scorso venerdì 12 settembre, ha ampliato gli interventi già in corso d’opera al ramo civile e della magistratura. Il provvedimento, benché sia molto discusso per alcune misure come la riduzione delle ferie dei pubblici ministeri, dedica il suo intervento più corposo alla materia dell’arretrato civile, con nuovi istituti e allargamenti specifici previsti a determinate categorie.  Ne discutiamo con l’avvocato Antonio di Tullio D’Elisiis, autore del nuovissimo volume “Le novità del processo civile” (Maggioli, 2014).

Avvocato Di Tullio D’Elisiis, cosa ne pensa della recente riforma con cui il Governo ha inteso smaltire l’arretrato nel processo civile?

Il recente decreto legge rappresenta una significativa risposta per risolvere questo problema e quindi il giudizio è nel complesso positivo.


 

Quali sono, a suo dire, i punti di forza?

Sicuramente la possibilità di spostare il procedimento dal contenzioso civile a quello arbitrale nonché l’introduzione generalizzata della procedura negoziale assistita rappresentano i principali elementi positivi in quanto sicuramente volti a velocizzare la composizione dei conflitti tra privati.

Quali sono, invece, per lei, i profili di criticità?

A mio modesto avviso, la disciplina transitoria, che rimanda l’entrata in vigore di questo decreto legge dopo l’entrata in vigore della legge di conversione, appare non condivisibile con la natura della decretazione d’urgenza soprattutto, da un lato, per quelle misure normative che non richiedevano una copertura economica, dall’altro, per le modifiche processuali che potevano essere già attuate dopo l’entrata in vigore del decreto legge.

Secondo lei sono necessarie altre misure?

Sicuramente le previsioni normative previste nel disegno di legge, presentato dal Governo unitamente al decreto legge, potranno rappresentare il logico completamento di quanto previsto da questa legislazione emergenziale.

In conclusione, ritiene che questo atto avente forza di legge potrà effettivamente ridurre il carico contenzioso e per il futuro rappresentare una valida forma di risoluzione extragiudiziale delle controversie?

Si ma solo nella misura in cui i legali faranno un uso coscienzioso di questi strumenti conciliativi evitando di intraprendere la via giudiziale quando è evidente che la causa può essere definita già in questa fase.


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3 COMMENTI

  1. Perchè se va a vedere i singoli articoli, in molti di essi (e segnatamente: gli articoli 3, co. VIII, 12, co. VII, 13, co. II, 14, co. II, 17, co. II, 18, co. III, 19, co. VI, 21, co. II) troverà riportata la seguente disposizione legislativa: le disposizioni di cui al presente articolo acquistano efficacia decorsi novanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (e non del decreto legge stesso).

  2. Salve,
    atteso che l’art. 23 del Dl prevede quanto segue: “Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in Legge” perchè nel corso dell’intervista si fa riferimento ad una disciplina transitoria “, che rimanda l’entrata in vigore di questo decreto legge dopo l’entrata in vigore della legge di conversione” ?
    Ritengo, infatti, sperando di non sbagliarmi, che il decreto sia pienamente in vigore ad oggi
    Attendo cortese riscontro
    Grazie

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