E’ stato pubblicato venerdì 12 settembre in Gazzetta Ufficiale, a distanza di due settimane esatte dal suo via libera in Consiglio dei ministri, il decreto di riforma del processo civile, numero 132/2014.

Alla fine, insomma, non ci sono state sorprese e, sebbene l’attesa si astata più lunga del previsto, la riforma della giustizia del governo Renzi è ufficialmente partita con la diffusione del primo testo ufficiale, sottoposto a ripetute limature nel corso degli ultimi quindici giorni fino all’agognata pubblicazione, che ne ha lanciato ufficialmente l’iter parlamentare.

QUI IL TESTO UFFICIALE


Si tratta, come noto, solo del primo tratto di un cammino che si annuncia lungo e irto di difficoltà, ma che dovrà essere completato, secondo le promesse del governo, entro i famosi mille giorni di governo che dovrebbero portare al termine della legislatura.

 

Le novità del decreto 132

Tra le misure più spinte dal governo, la riduzione delle ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni. In aggiunta, sono tagliati i termini di sospensione feriale nei quali le aule sono aperte a orario ridotto e l’esame delle cause procede più a rilento. In sostanza, il periodo interlocutorio che fino a ieri andava dal primo agosto al quindici settembre, ora durerà dal 3 al 31 agosto.

Mediazione o no? All’interno del decreto, Capo II, dall’articolo 2 all’articolo, 6, si riaffaccia un passaggio obbligatorio che è quello di cercare, tramite i legali designati a tutelare gli interessi delle parti in vertenza, a trovare un accordo antecedente il ricorso in aula. Non si tratta di una vera e propria mediazione tout court, ma di un passaggio preliminare all’avvio del processo, che può portare a un accordo senza il ricorso all’autorità giudiziaria.

Divorzio. Cambiano anche le norme sulla fine del matrimonio: d’ora in avanti i coniugi intenzionati a procedere a separazione consensuale potranno comunicare il proprio volere tramite dichiarazione scritta e personale all’ufficiale di stato civile, purché in essa non vi sia riferimento a trasferimenti patrimoniali.

Qui lo schema del decreto sul processo civile

Vai al testo completo della riforma della giustizia

 


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2 COMMENTI

  1. E’ da molti anni che vado scrivendo nei miei libri che la riforma del processo civile deve partire dall’abolizione delle udienze abolendo gli articoli 180-181-182-183-184. Il processo civile è documentale e le testimonianze possono avvenire per via telematica. In subordine una sola udienza per l’escussione dei testi. Poi basta. Se è necessaria una perizia questa deve essere richiesta con l’atto di citazione o con la comparsa di risposta avversaria. Al limite dovrebbero essere abolite anche la comparsa conclusione e quella di replica se non vi sono escussione dei testi e perizia di ufficio con relativa perizia di parte. Sono le udienze che allungano il processo. Inoltre bisogna rafforzare l’art. 96 per aumentare le spese a favore dello Stato (e non degli avvocati) per coloro che facciano una causa o resistano in giudizio senza avere nemmeno un fumus boni juris.

  2. Le solite misure demagogiche!
    Una sola considerazione: facendo della negoziazione assistita una condizione di procedibilità, si allungheranno ulteriormente i tempi del processo civile.
    Ma non si vuol capire che la sola misura “acceleratoria” consiste nell’eliminare la pluralità dei riti civili e fare del rito del lavoro l’unico modello processuale?
    Chi progetta queste riforme, ha mai frequentato un’aula giudiziaria?
    Siamo caduti dalla padella alla brace! Era forse meglio Berlusconi: almeno giocava a carte scoperte!

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