Sblocca Italia, ci siamo, finalmente. E’ questione di ore la pubblicazione del testo definitivo del decreto proposto dal governo per rilanciare l’economia. A due settimana di distanza dal suo primo approccio in Consiglio dei ministri, il provvedimento è infatti all’attenzione del Quirinale.

Dunque, anche il gradino della bollinatura da parte della Ragioneria di Stato è alle spalle, ed è probabile che già in serata il presidente Napolitano possa apporre la sua firma al testo contenente le misure su edilizia, fisco e liberalizzazioni, benché in versione assai alleggerita rispetto a quanto annunciato in prima battuta.

Manca, infatti, solo la firma del Capo dello Stato per lanciare in Gazzetta un decreto dal travaglio faticosissimo, nato nella concordia apparente degli esponenti nel governo e poi rimasto impantanato tra i vari ministeri per continue limature che lo hanno reso uno dei decreti più a lungo attesi nella recente storia della Repubblica.

Solo oggi, insomma, si saprà se le perplessità di cui si è vociferato nei giorni scorsi da parte del Quirinale, si saranno concretizzate in osservazioni sul provvedimento, che costringeranno l’esecutivo a un nuovo intervento in extremis. Viceversa, il decreto potrebbe arrivare alla sospirata pubblicazione già nella giornata di oggi.

Ultime modifiche

Tra le novità del testo arrivate nella versione presentata a Napolitano, figura la cancellazione dell’articolo 31 in riferimento ai limiti della protezione al diritto d’autore, e lo stop al periodo di commissariamento sui progetti per la realizzazione delle nuove carceri.

Codice degli appalti. La novità più importante arrivata proprio a ridosso dell’invio al Colle del testo sullo sblocca Italia, riguarda però il nuovo Codice delle gare pubbliche per prestazioni e servizi: d’ora in avanti, fra le possibilità di inserire una variante alle opere già cantierate, si aggiunge quella inerente la bonifica e la messa in sicurezza di siti contaminati.

Ultimissime interessanti anche per il campo dell’edilizia in senso domestico con la novità del documento unico per l’avvio dei lavori che dovrebbe partire a breve: il promotore di un intervento privato, dovrà trasmettere all’amministrazione l’apposita Cil in cui si attesta la regolarità del progetto di modifica, che non dovrà riguardare le sezioni strutturali dell’edificio e le generalità dell’impresa coinvolta.

Pagamenti. Un intervento appena prima della bollinatura, poi, riguarderebbe anche la possibilità per gli enti locali di accedere al plafond di un miliardo – diviso in 850 milioni e 150 milioni – in deroga al patto di stabilità.

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