Domenica è stata una giornata intensa per il premier Matteo Renzi. Prima, ospite del meeting degli industriali a Cernobbio, poi atteso alla festa nazionale dell’Unità di Bologna per il comizio conclusivo.

Un’agenda piena nonostante il giorno festivo, insomma, che ha impegnato il premier fino a sera in una giornata in cui le temperature si sono riassestate finalmente a livelli più consoni al periodo, specialmente al centro nord dove il presidente teneva i suoi incontri.

Cosa sia successo dopo il suo comizio a Bologna, però, resta avvolto nel mistero. O meglio, nel mistero buffo di un selfie pubblicato dal premier sul suo profilo Twitter in tarda serata, poi immediatamente cancellato cinque minuti dopo per evitare bagarre.

Un autoritratto di quelli che, oggi, occupano le bacheche degli adolescenti nel weekend, dopo qualche notte brava in giro per i locali, oppure al termine di qualche festa in riva al mare. L’espressione del presidente del Consiglio nell’autoscatto, infatti, sembra piuttosto provata: non sappiamo se dai tortellini della festa bolognese, o dalla fatica dei vari appuntamenti, o dal caldo o da chissà cos’altro. A rendere ancora più indecifrabile il tweet fotografico del primo ministro, la lapidaria dicitura “Io” di accompagnamento alla foto, quasi come volesse presentarsi ai suoi follower.

Selfie_Renzi_Twitter

Certamente, quella foto con espressione piuttosto singolare, con occhi sbarrati e volto contratto, era ancora qualcosa da vedere nel panorama della politica italiana da parte di un presidente del Consiglio. Dal punto di vista degli obiettivi delle fotocamere, c’è da riconoscere, il governo Renzi non si sta risparmiando: resta negli annali, infatti, il topless del ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini, concesso nei giorni subito dopo ferragosto e finito di filata su riviste e siti web scandalistici.

Il selfie incriminato del premier, datato domenica 7 settembre alle 23:31, è stato rimosso pochi minuti dopo: probabilmente, un intervento a tempo di record dei suoi addetti alla comunicazione che, visto il selfie “particolare” hanno consigliato al premier di cancellarlo immediatamente.

Naturalmente, però, in rete nulla si cancella definitivamente e, per trovarne conferma, si potrebbe chiedere a Jennifer Lawrence, vittima, suo malgrado, delle foto hot, hackerate dal cloud della sua utenza mobile e diffuse online la scorsa settimana. Così, anche per il perplesso Renzi dell’autoscatto di domenica, non c’è stato scampo: pochi minuti sono stati sufficienti perché molti internauti salvassero la foto non appena pubblicata sul social network dell’uccellino azzurro.

Non appena il tweet è stato inserito nel profilo del premier, si sono scatenate le battute più feroci sulla ragione della faccia postata da Renzi in prima persona. Alcuni, hanno citato i mille giorni del suo orizzonte di governo, mentre altri hanno azzardato che il suo shock sia dovuto alla propria faccia incontrata nello schermo del telefonino.

E’ nota l’inclinazione del premier per i social, in particolare proprio per Twitter: anche nei giorni scorsi, infatti, di prima mattina si è intrattenuto su discussioni attorno alle prossime riforme, prima di mettersi al lavoro a palazzo Chigi. Ma questa volta, la sua disinvoltura nell’utilizzo di Twitter lo ha portato a un post imbarazzante, di cui non sono arrivate spiegazioni ufficiali a seguito della repentina cancellazione. Anche il presidente 2.0 rischia di farsi prendere la mano dallo smartphone.


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2 COMMENTI

  1. ecco la mia spiegazione:
    «Avete fatto un po’ un casino», diceva domenica Matteo Renzi a tre candidati del Pd alle primarie per la Regione. E forse non sapeva quanto fosse un eufemismo. Nella giornata delirante di ieri in sequenza e in questo ordine, una notizia a distanza di poche ore l’una dall’altra, si apprende: 1) che Richetti si ritira per il bene dell’unità del partito; 2) che Richetti è indagato (ma non è per questo che si ritira anche se c’è chi si spertica a lodare questa scelta collegandola al fatto che è indagato); 3) che anche Bonaccini è indagato. Lo scopriamo, par di capire, perché Richetti è andato a chiedere in procura se, come tutti immaginavano, fosse proprio davvero indagato in un’indagine di un anno fa. È da allora che si dice che mezzo consiglio regionale è sotto indagine e due dei tre contendenti (Balzani escluso) sono consigliere regionali del Pd. Però il Pd lo scopre ieri e c’è chi nel Pd parla pure di giustizia a orologeria. Per inciso vale la pena ricordare che è indagato anche il segretario regionale del partito, che è poi sempre Bonaccini. In un mondo diverso dal nostro, a questo punto dentro il Pd comincerebbero a temere di perdere le elezioni, quelle vere. Ma qui non ne hanno motivo, visto che non si capisce chi potrebbe o dovrebbe vincerle al loro posto. E questo, al netto di tutto, resta il problema più grosso. Anche per il Pd.clicca qua l’articolo

    ha fatto la foto la sera di ritorno dal suo comizio a Bologna: quando aveva scoperto da poco il casino e così per mandare un messaggio a chi sapeva e poteva capire, pubblica per 5 minuti questa selfie con la faccia stupida/stupita, forse il suo modo di rispondere (ironicamente? smaronato? disarmato?) al “casino” combinato da Bonaccini e Richetti…

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