Il governo ha pubblicato sul portale online passodopopasso.italia.it le linee guida della riforma della scuola, così come confermato da fonti governative nei giorni scorsi, a seguito del rinvio in extremis deciso per il Consiglio dei ministri.

Stavolta, le direttive per rinnovare l’offerta pubblica educativa, non sono passate per il voto dei singoli ministeri, ma sono direttamente uscite sul portale inaugurato dal premier Renzi per il piano dei “mille giorni”, quelli che, a suo dire, sarebbero necessari per cambiare il Paese.

E una delle leve attraverso cui il governo intende realizzare le sue riforme, è certamente la scuola, in questi giorni sotto attenzione da molte parti della società: sia coloro che ci lavorano da decenni, come i Quota 96, che però non possono accedere alla pensione, o, ancora, da coloro che potrebbero ma non riescono a lavorarci, come i giovani insegnanti precari, in attesa della chiamata definitiva.

Ora, dunque, la maggioranza si propone di varare un piano assunzioni imponente, che sale dai 100mila annunciati nei giorni scorsi ai 150mila del piano Renzi-Giannini, da portare in organico entro il 2015.

Dal 15 settembre al 15 novembre, sarà aperta una consultazione in tutte le scuole del Paese per conoscere critiche, osservazioni e bisogni di tutta la popolazione degli istituti educativi.

Sono dodici i punti entro cui si dipana la riforma della scuola: “mai più precari, dal 2016 solo concorsi, basta supplenze, la scuola fa carriera, la scuola si aggiorna, scuola di vetro, sblocca scuola, scuola digitale, cultura in corpore sano, le nuove alfabetizzazioni, fondata sul lavoro, la scuola per tutti tutti per la scuola”

Il testo completo delle linee guida


6 COMMENTI

  1. per quale motivo sono scaricabili dal sito ufficiale solo i 12 punti, che sono poco più che una raccolta di slogan? Il testo completo non si scarica e si deve stare attaccati ad un pc a leggerselo. A parte le questioni sui pensionamenti ed il ricambio, non affrontati in modo serio, vorrei sapere: se non ci sono soldi per sbloccare gli stipendi fermi da anni, le risorse per le assunzioni dei precari dove si trovano? infine, dare per ovvio che 2 insegnanti su 3 non avranno diritto a scatti significa riproporre l’aberrazione brunettiana secondo cui un quarto dei docenti è un fannullone per definizione. Cosa INGIUSTA ED ASSURDA. Per di più, si va a premiare, nelle intenzioni, chi fa mille cose fuori delle classi e si penalizza chi fa il lavoro duro, quotidiano, di didattica: avete mai provato a lavorare in istituti tecnici o professionali con situazioni da gestione di ordine pubblico? non è questo assolutamente il modo di motivare gli insegnanti. L’impressione è che tra Gelmini prima e Giannini ora, verrà su una generazione di ignoranti, pc dipendenti ed incapaci di ragionare sul serio.

  2. Sono un’insegnante della scuola secondaria di primo grado ed ho letto tutte le proposte del governo. Molte le condivido, altre meno, ma una mancanza, a mio parere grave, la devo segnalare: non c’è nemmeno un accenno al problema degli alunni stranieri (che vengono iscritti nelle nostre classi in qualsiasi mese dell’anno…) che non conoscono l’Italiano e devono essere alfabetizzati!!! Sono ragazzi e ragazze “costretti” ad assistere a lezioni di cui spesso non comprendono niente, aiutati solo dagli insegnanti disponibili a fare ore-extra (se ci sono i soldi per pagarli…) di prima alfabetizzazione, con mediatori culturali che a malapena si fanno vedere a scuola, alunni che purtroppo “sprecano” tanto tanto tempo inutilmente! Il governo avra’ pensato di assumere nuovi docenti in ogni Istituto per formare classi annuali con alunni stranieri a cui verra’ solo insegnata la nostra lingua??
    Io spero di sí….altrimenti….glielo consiglio vivamente!
    Francesca B.

  3. Sono un insegnante delle scuole superiori di II grado, con 27 anni di servizio ordinario ininterrotto. Mi sembra che aldilà delle affermazioni condivisibili ma generiche si dimentichino 3 cose essenziali:
    1) Non viene in ALCUN MODO recuperato il terreno perso sul fronte dell’educazione alla legalità: Infatti le DISCIPLINE GIURIDICHE non vengono nemmeno menzionate tra quelle da rilanciare, anzi, si continua a tagliare le cattedre anno dopo anno !!!!!!!!!!!!. Ciò vale anche per l’a.s. 2014/2015 rispetto a quello precedente.
    2) Non viene in ALCUN MODO recuperato il GAP rispetto alle retribuzioni dei docenti dell’UE che è considerevole. Però si parla sotto traccia di 24 ore settimanali o addirittura di 36 ore ufficiali ( visto che nella realtà vengono già svolte).
    3) Non viene IN ALCUN MODO fatto tesoro del modello Finlandia!!!! Vogliamo parlarne?

    Gabrio Onano
    Oristano

  4. Mi occupo di scuole paritarie da decenni, ed oggi cerco di coordinare una parte di scuole paritarie della mia città e vi dico che ancora una volta è aria fritta un bel programma teorico, ma sempre una brutta copie delle altre nazioni europee dove la scuola e l’ università sono al centro della p.a e dove i nostri giovani vanno a formarsi (quelli che economicamente possono farlo) per avere una speranza di impiego,la riforma della scuola va fatta da chi vive di questo sia P/A che privata e non da burocrati che parlano di teorie impossibili da mettere in pratica. Pon, por, fser soldi buttati al vento per pagare associazioni tudor ecc. ecc per corsi di tammorra o banalità simili. Investiamo queste risorse per la vera scuola , controlliamo le spese reali e l’utilità futura di tutti questi inestimenti, ma non basta un commento si dovrebbe discutere per giorni
    Mi auguro che il nostro ministro si ponga il problema anche della scuola paritaria ma non cattolica quella laica e ci possa interpellare per sapere i veri problemi.
    Saluto tutti e in bocca al lupo ai docenti presidi e personale ata per questo nuovo bluff.

  5. Insegnare e insegnare bene consuma molte energie perché non basta riempire di concetti la testa di un alunno ma verificare, dalla sua espressione e altro, di quanto ha fatto proprio gli argomenti discussi. Solo insegnanti che hanno lavorato molto e sempre in classe e con molta umiltà hanno questa potenza didattica. Chi ha molti incarichi e fa molti progetti (funzionanti solo sulla carta) diserta sempre la didattica proprio perché è difficile e faticosa. Correggere 500-600 compiti all’anno non è un lavoro semplice come la verifica di un esercizio di educazione fisica senza nulla togliere alla dignità della materia. Scatti di competenza così come sono stati pensati penalizzano solo gli insegnanti che lavora in classe (la vera forza della scuola italiana) umiliandoli ulteriormente e rendendo fortemente iniqua la retribuzione tra docente. Giudicare il lavoro di un docente lo si può fare solo alla fine della carriera e cioè andando a vedere quanti alunni sono diventati ottimi cittadini magari laureati o ricercatori di cui l’Italia ha veramente bisogno e non da quanti progetti, magari stupidi, ha saputo fare.
    La così dette nuove tecnologie come la LIM il TABLET ecc.. negli istituti che sono state usate hanno portato solo una riduzione delle capacità e competenze degli alunni e non a un miglioramento in quanto non si è capito che è il docente il vero perno della scuola e su questo bisogna puntare incentivandolo.
    Una riforma non si può pensare per aver sentito dire occorre aver lavorato per molti anni per capire i punti di forza e di debolezza dell’istituzione scuola. Evitiamo un altro fallimento e gratifichiamo un po’ i docenti con una giusta retribuzione e non con un assegno vitalizio.

  6. Sono un dipendente scolastico ATA, oggi a quota 96. Queste del governo sono solo parole, parole, parole. La scuola ha bisogno di altro .
    Dovrebbe parlare di scuola , chi la scuola la conosce. Purtroppo in Italia i maestri di mandolino sono diplomati in tromba.

    Valentino Roiatti

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here