L’ex moglie può vivere con il nuovo compagno nella casa dell’ex marito? Che cosa comporta la nuova convivenza sotto il profilo economico?

Questi interrogativi mi vengono frequentemente posti da chi si rivolge al mio studio per ottenere la separazione personale.

E’ bene precisare che il nostro ordinamento non prevede alcuna disposizione che vieti all’ex moglie di far entrare un nuovo compagno nella casa familiare. Questo perché entrambi i coniugi dopo la separazione hanno diritto di rifarsi una vita conoscendo una nuova persona e iniziando, addirittura, una convivenza. Convivenza che può stabilirsi nella casa familiare che il Giudice, per ragioni di tutela, in presenza di figli minori, ha assegnato alla ex moglie.
Sul punto i Giudici di Piazza Cavour, con sentenza n. 23786, hanno stabilito che “non potesse essere imposto alla ex moglie di non convivere con il nuovo compagno nell’abitazione assegnatale perché si verificherebbe una illegittima restrizione della sua libertà personale”.

Ma è possibile opporsi all’ingresso di questa nuova persona nel nucleo familiare?
La risposta è positiva. Ci si può opporre solo nell’ipotesi in cui l’ingresso di questa nuova persona arrechi pregiudizio al minore, pregiudizio che deve essere dimostrato e documentato in giudizio. Se il Giudice, alla luce di quanto provato, ritiene che, concretamente, la vicinanza con il nuovo compagno della madre sia pregiudizievole per il minore può modificare le condizioni della separazione vietandone il contatto con quest’ultimo.

Sotto il profilo economico, ovvero la corresponsione dell’assegno di mantenimento nei confronti dell’ex moglie, è bene precisare che la presenza costante di questa nuova persona determinando una convivenza e, quindi, costituendo un nuovo nucleo familiare può consentire di diminuire o, addirittura, eliminare l’assegno di mantenimento nei confronti dell’ex moglie.
In conclusione, con questa pronuncia, la Suprema Corte riconosce ai coniugi la piena libertà di rifarsi, dopo la separazione, una nuova vita sul presupposto che non sussiste più per entrambi l’obbligo di fedeltà coniugale.


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4 COMMENTI

  1. Salve. mi aggiungo come compagno di sventura. Abito in una paese della provincia di Messina e mia moglie vuole la separazione e lasciare la casa coniugale per portare con se i miei due figli di 8 e 10 anni per trasferirsi a Torino per andare a convivere con una persona conosciuta in chat. E’ possibile che non si possa evitare questo orrore? E’ Possibile che una madre per puro piacere egoistico e forse non so per quale vendetta possa per legge sdradicare i figli dal loro ambiente nativo e portarli via a 1200 km lontani dagli affetti dei nonni e del padre?

  2. Dal giorno dopo la data della prima udienza separazione giudiziale è andata a vivere nella casa dell’amante perche è sul mare e non nella casa coniugale assegnata dal tribunale, con un bambino di 4 anni.

    il bambino sta avendo gravi disagi.

    avvocato che mi dice lascia stare, il tempo sistema tutto.
    anche ex moglie dice di non provare a contraddirla che mi denuncia per violenze, violenza minore, stalking (inesisteni)

    dal altro canto era 3 anni che accudivo io il bambino perche era gia andata via di casa con un’altro uomo.

    il bimbo soffre per la mia mancaza e la violenza dell’immisione di quest’uomo, tra l’altro sposato senza figlio, e con molti vizi……

    viva italia dittatoriale pro donna

  3. Condivido appieno Giovanni!! Non potrei trovare parole migliori, quello che mi disturba maggiormente è che I giudici applicano criteri di 40 anni fà… e nessuno si prende la briga di applicare una legge esistente da 10 anni!!!

    diego #

  4. IN PRIMIS SU QUALE OGGETTIVA FORMULAZIONE E’ SCRITTO CHE IL MINORE DEBBA STARE CON LA MADRE, VIOLANDO QUELLO CHE E’ IL PRINCIPIO COSTITUZIONALE PER CUI NON DEBBA ESSERCI DIFFERENZA DI TRATTAMENTO BASATO SU UNA DISCRIMINAZIONE SESSUALE. COME DIRE CHE UNA DONNA NON PUO’ FARE IL MECCANICO IN QUANTO DONNA ED UN UOMO NON PUO’ ACCUDIRE UN BIMBO IN QUANTO MASCHIO. SIAMO FERMI CULTURALMENTE A 40 ANNI FA RISPETTO AD ALTRI PAESI. SECONDO: E’ ETICAMENTE CORRETTO CHE UNA PERSONA CHE VIVI IN PIANTA STABILE NELLA CASA DELLA NUOVA CAMPAGNA DEBBA STARE A SPESE DELL’EX MARITO DI QUEST’ULTIMA? E’ VERO LA MOGLIE HA IL DIRITTO DI RIFARSI UNA VITA MA SPESSO CAPITA A SPESE DELL’EX MARITO SFRUTTANDO IL FATTO CHE IL “MINORE” SIA CON LEI , PRIVILEGIO CONCESSO MAGARI SENZA NESSUN MERITO GENITORIALE MA SOLO IN QUANTO DONNA. SPERIAMO CHE SI ARRIVI COME IN PAESI PIU’ EVOLUTI: MANTENIMENTO DIRETTO, PARITA’ DI TEMPI DI AFFIDO E PARITA’ DI TRATTAMENTO. ALLORA POTREMMO DIRE CHE SARA’ APPLICATA VERAMENTE IL PRINCIPIO DI BIGENITORIALITA’ INTRODOTTO DA UNA LEGGE MAI APPLICATA (DLG 54/2006) E COSI’ MOLTI UOMINI POTRANNO RIFARSI UNA VITA E NON ANDARE ALLA CARITAS INGRASSANDO ANCHE ESTRANEI. SALUTI.

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