L’ex moglie può vivere con il nuovo compagno nella casa dell’ex marito? Che cosa comporta la nuova convivenza sotto il profilo economico?

Questi interrogativi mi vengono frequentemente posti da chi si rivolge al mio studio per ottenere la separazione personale.

E’ bene precisare che il nostro ordinamento non prevede alcuna disposizione che vieti all’ex moglie di far entrare un nuovo compagno nella casa familiare. Questo perché entrambi i coniugi dopo la separazione hanno diritto di rifarsi una vita conoscendo una nuova persona e iniziando, addirittura, una convivenza. Convivenza che può stabilirsi nella casa familiare che il Giudice, per ragioni di tutela, in presenza di figli minori, ha assegnato alla ex moglie.
Sul punto i Giudici di Piazza Cavour, con sentenza n. 23786, hanno stabilito che “non potesse essere imposto alla ex moglie di non convivere con il nuovo compagno nell’abitazione assegnatale perché si verificherebbe una illegittima restrizione della sua libertà personale”.

Ma è possibile opporsi all’ingresso di questa nuova persona nel nucleo familiare?
La risposta è positiva. Ci si può opporre solo nell’ipotesi in cui l’ingresso di questa nuova persona arrechi pregiudizio al minore, pregiudizio che deve essere dimostrato e documentato in giudizio. Se il Giudice, alla luce di quanto provato, ritiene che, concretamente, la vicinanza con il nuovo compagno della madre sia pregiudizievole per il minore può modificare le condizioni della separazione vietandone il contatto con quest’ultimo.

Sotto il profilo economico, ovvero la corresponsione dell’assegno di mantenimento nei confronti dell’ex moglie, è bene precisare che la presenza costante di questa nuova persona determinando una convivenza e, quindi, costituendo un nuovo nucleo familiare può consentire di diminuire o, addirittura, eliminare l’assegno di mantenimento nei confronti dell’ex moglie.
In conclusione, con questa pronuncia, la Suprema Corte riconosce ai coniugi la piena libertà di rifarsi, dopo la separazione, una nuova vita sul presupposto che non sussiste più per entrambi l’obbligo di fedeltà coniugale.

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9 COMMENTI

  1. Sono tre anni ormai che sono separato con sentenza giudiziale con un bambino di 5 anni.
    La casa, di mia proprietà e donatami, molto prima del matrimonio da mio padre, dopo una vita di sacrifici insieme a mia madre, l’ho dovuta lasciare dopo 30 giorni dalla data della sentenza, con tutto quello che c’èra dentro, tranne i miei effetti personali ovviamente.
    Il giudice gli ha assegnato la casa, per via di mio figlio, gli verso 500,00 euro al mese, le spese io al 75% senza che lei abbia un mutuo, senza un affitto ed avendo l’affido condiviso con il pernotto, (anche per quello ho dovuto sudare sette camice…) mi sono dovuto scapicollare a trovare una casa in affitto con un contratto regolare e tutte le relative spese.
    Lei attualmente frequenta un uomo ma, la storia tra loro è nata gia da qualche tempo, prima diceva di essere solo un amico ma, non veniva quasi mai a casa (di mia proprietà), adesso lo chiama compagno e viene sempre più spesso, pernottando tranquillamente con mio figlio. Lui ha casa in un’altra regione, ma ormai sta quasi sempre qui.
    In tutto questo, anche mio padre 80 anni, nè soffre molto perchè giustamente vede che dopo tanti anni di sacrifici per dare una casa al proprio figlio, ora vede un’altra persona estranea, entrarci dentro come se nulla fosse.
    Sono d’accordo che ognuno è libero di rifarsi una propria vita ma, credo che ognuno poi debba provvedere a rimboccarsi le maniche e crearsi una vita propria senza recare danno all’altro.
    Ora, ditemi voi se tutto questo è giusto…

  2. salve a tutti e da subito evidente che una coppia che incammina la strada di una separazione l’uomo in quanto tale ,la legge non lo tutela come la donna .Questo succede perché l’ordinamento e ancora obsoleto e quindi va riformato.Chi può fare questo!!! siete proprio voi padri .Se vi unite e portate una unica voce potete ottenere il cambiamento.Quindi uniti si può cambiare.

  3. Sgomento rammarico,nn solo costretto a lasciare la mia casa pagata con immensi sacrifici,ma sopportare il sorrisino dell’amante.lui entra in casa mia,lei lo sostituisce alla mia figura paterna.ma nn mi arrendo,ho deciso contro tutti di far entrare gli assistenti sociali,così possono valutare il comportamento di mia figlia nei miei confronti che nn passa una festa natalizia,oppure Pasquale con me da due anni.

  4. Leggendo i commenti mi consolo pensando che non sono l unico ad essere vittima di una donna che si fa scudo con i figli per rifarsi una vita nella casa pagata da me. Merito di leggi scritte per tutelare solo la donna e che la ex moglie, che tanto diceva di amarmi, non ha il minimo scrupolo nell avvalersene.
    Forza uomini! Il tempo ci darà ragione

  5. trovo assurdo che la legge consenta di far vivere in una casa che io ho contribuito al 50% a costruire e sto ancora pagando il mutuo , e arriva trullo trullo un estraneo che non ha piu’ pagato il suo mutuo , pertanto e’ sotto pignoramento , facendo da pseudo padre a mia figlia , e non mi e’ stato consentito di chiedere in sede giudiziaria , la corresponsione di un pagamento a costui che calpesta una mia proprieta’ , la mia ex consorte non vuole assolutamente vendere la casa e io continuo a vivere nella completa indigenza , grazie italia solito paese arretrato in materia di diritto.

  6. Salve. mi aggiungo come compagno di sventura. Abito in una paese della provincia di Messina e mia moglie vuole la separazione e lasciare la casa coniugale per portare con se i miei due figli di 8 e 10 anni per trasferirsi a Torino per andare a convivere con una persona conosciuta in chat. E’ possibile che non si possa evitare questo orrore? E’ Possibile che una madre per puro piacere egoistico e forse non so per quale vendetta possa per legge sdradicare i figli dal loro ambiente nativo e portarli via a 1200 km lontani dagli affetti dei nonni e del padre?

  7. Dal giorno dopo la data della prima udienza separazione giudiziale è andata a vivere nella casa dell’amante perche è sul mare e non nella casa coniugale assegnata dal tribunale, con un bambino di 4 anni.

    il bambino sta avendo gravi disagi.

    avvocato che mi dice lascia stare, il tempo sistema tutto.
    anche ex moglie dice di non provare a contraddirla che mi denuncia per violenze, violenza minore, stalking (inesisteni)

    dal altro canto era 3 anni che accudivo io il bambino perche era gia andata via di casa con un’altro uomo.

    il bimbo soffre per la mia mancaza e la violenza dell’immisione di quest’uomo, tra l’altro sposato senza figlio, e con molti vizi……

    viva italia dittatoriale pro donna

  8. Condivido appieno Giovanni!! Non potrei trovare parole migliori, quello che mi disturba maggiormente è che I giudici applicano criteri di 40 anni fà… e nessuno si prende la briga di applicare una legge esistente da 10 anni!!!

    diego #

  9. IN PRIMIS SU QUALE OGGETTIVA FORMULAZIONE E’ SCRITTO CHE IL MINORE DEBBA STARE CON LA MADRE, VIOLANDO QUELLO CHE E’ IL PRINCIPIO COSTITUZIONALE PER CUI NON DEBBA ESSERCI DIFFERENZA DI TRATTAMENTO BASATO SU UNA DISCRIMINAZIONE SESSUALE. COME DIRE CHE UNA DONNA NON PUO’ FARE IL MECCANICO IN QUANTO DONNA ED UN UOMO NON PUO’ ACCUDIRE UN BIMBO IN QUANTO MASCHIO. SIAMO FERMI CULTURALMENTE A 40 ANNI FA RISPETTO AD ALTRI PAESI. SECONDO: E’ ETICAMENTE CORRETTO CHE UNA PERSONA CHE VIVI IN PIANTA STABILE NELLA CASA DELLA NUOVA CAMPAGNA DEBBA STARE A SPESE DELL’EX MARITO DI QUEST’ULTIMA? E’ VERO LA MOGLIE HA IL DIRITTO DI RIFARSI UNA VITA MA SPESSO CAPITA A SPESE DELL’EX MARITO SFRUTTANDO IL FATTO CHE IL “MINORE” SIA CON LEI , PRIVILEGIO CONCESSO MAGARI SENZA NESSUN MERITO GENITORIALE MA SOLO IN QUANTO DONNA. SPERIAMO CHE SI ARRIVI COME IN PAESI PIU’ EVOLUTI: MANTENIMENTO DIRETTO, PARITA’ DI TEMPI DI AFFIDO E PARITA’ DI TRATTAMENTO. ALLORA POTREMMO DIRE CHE SARA’ APPLICATA VERAMENTE IL PRINCIPIO DI BIGENITORIALITA’ INTRODOTTO DA UNA LEGGE MAI APPLICATA (DLG 54/2006) E COSI’ MOLTI UOMINI POTRANNO RIFARSI UNA VITA E NON ANDARE ALLA CARITAS INGRASSANDO ANCHE ESTRANEI. SALUTI.

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