Via libera ai risarcimenti per carcerati. La Camera ha approvato in prima lettura il nuovo decreto carceri, altrimenti noto come “decreto detenuti”, con 305 voti a favore e 110 contrari. Ora il testo passerà al Senato dove andrà convertito entro il prossimo 28 agosto, quando scadranno i termini per tramutarlo in legge.

Favorevole tutta la maggioranza, mentre un no secco a quello che è stato definito un ennesimo “svuotacarceri” è arrivato dal MoVimento 5 Stelle, che ha votato compatto in maniera contraria al provvedimento che stabilisce misure si rimborso monetario per quei detenuti che abbiano vissuto almeno un giorno secondo quelle che le dichiarazioni internazionali descrivono come “condizioni inumane e degradanti”.

Ecco le novità del decreto detenuti

Un giorno in meno di detenzione ogni 10 trascorsi in violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea

In caso di situazioni inferiori ai 15 giorni, viene disposto un risarcimento giornaliero di 8 euro, che, dunque, potrà arrivare a un massimo di 120

Possibilità di richiedere lo steso genere di risarcimento per chi abbia subito i maltrattamenti in stato di custodia cautelare o da chi abbia scontato la pena, entro sei mesi dalla fine della misura interdittiva

Per reati che prevedono pene fino a 3 anni, viene vietata l’ordinanza di custodia cautelare, con eccezione di alcuni reati di particolare allarme sociale come stalking, furto in abitazione, maltrattamenti in famiglia

Applicazione delle misure restrittive della libertà personale che si applicano ai minorenni, fino ai 25 anni

Scende di 703 posti l‘organico della Polizia penitenziaria, con ulteriore taglio dei preiodi di apprendimento per gli allievi vice ispettori, che passa da 18 a 12 mesi

Sì ai magistrati di sorveglianza che non abbiano ancora ottenuto la valutazione della professionalità

Sugli arresti domiciliari, le novità riguardano essenzialmente il controllo con braccialetto elettronico: per tuti i casi coinvolti, viene meno l’obbligo di scorta per raggiungere il luogo di esecuzione della pena

Vai al testo approvato

 

 


1 COOMENTO

  1. E’ certamente un tema di attualità. Come al solito il Parlamento italiano lo affronta senza tener conto delle responsabilità che pure esistono e vanno perseguite. Lo Stato è responsabile dei luoghi e delle strutture destinate alla carcerazione cautelare e definitiva, ma la giustizia ovvero chi l’amministra è responsabile dei provvedimenti e della loro esecuzione. Il giudice non può ritenere di avere esaurita la sua funzione, con l’emanazione del provvedimento, egli è tenuto ad assicurarsi che lo stesso vada a buon fine, che non significa solo disporre la restrizione del presunto colpevole o colpevole, ma deve accertarsi che il luogo della restrizione sia idoneo a garantire il rispetto delle norme di sicurezza, di protezione e soprattutto idonee alla permanenza della persona. Invece, nella quasi totalità dei casi il giudice emette il provvedimento, quasi sempre alla fine della settimana o in prossimità di festività o ferie, andandosi a godere le sue ferie o vacanze. Con il provvedimento in discussione dobbiamo prepararci ad un nuova fase di risarcimento danni, per responsabilità che sicuramente non saranno dello Stato. Nessun magistrato avrà il coraggio di bloccare il provvedimento in attesa di avere le garanzie di restrizione. Invece ognuno degli operatori disponente ed esecutore continuerà a scaricare le responsabilità sullo Stato e quindi sui cittadini incolpevoli che però pagheranno da Palermo a Milano.

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