Nei mesi scorsi è stata al centro di una vera e propria battaglia, sia dal punto di vista normativo che fiscale. La sigaretta elettronica: grande conquista oppure un bluff? Le posizioni continuano a dividersi, e, intanto, lo Stato non ha perso la speranza di aumentare gli introiti grazie al successo degli svapatori, in realtà mitigato dai macigni fiscali scagliati nei tempi recenti.

Ora, però, tra operatori dei tabacchi 2.0 e governo italiano, sembra tornato il sereno. Nel prossimo Consiglio dei ministri, infatti, dovrebbe arrivare un decreto legislativo che potrebbe riportare in auge le e-cig, grazie all’introduzione dei nuovi modelli ancora ignoti sul mercato italiano.

Il provvedimento in preparazione, infatti, consentirà il consumo delle sigarette elettroniche di ultima generazione anche all’interno dei luoghi pubblici, proprio una di quelle norme che, nei mesi alle spalle, avevano contrassegnato il braccio di ferro tra rappresentanti del settore ed esecutivo.

Ma come sarà la nuova sigaretta elettronica?

La conformazione resterà quella classica, che ha garantito la diffusione delle e-cig nei mercati di tutto il mondo. All’interno, si troveranno due sezioni:

il dispositivo caricabatterie Usb, con uno stick al cui interno verrà posizionata la sigaretta

la sigaretta vera e propria, con filtro e tabacco, che dovrebbe evitare la combustione edunque risultare innocua per chi la consumerà

tra la batteria e la sigaretta di troverà una fonte di calore in grado di attirare il sapore del tabacco all’inspirazione

Insomma, la vera novità sarà che la sigaretta elettronica non sarà il gingillo digitale, con la lucina che si accende al momento del “tiro”, ma conterrà al proprio interno una vera “bionda”, che però non brucerà, ed eviterà danni sia ai consumatori attivi che a quelli passivi.

Nonostante questa conformazione, il decreto in arrivo dovrebbe considerare la nuova sigaretta elettronica come un prodotto da inalazione e non da fumo, come gli articoli precedentemente finiti sul mercato.

I divieti attualmente in vigore sia per le bionde classiche da pacchetto, che per le e-cig in vendita un po’ ovunque, ossia il bando da locali pubblici e da inserzioni pubblicitarie, dovrebbero cadere in ragione della comprovata assenza di nocività. Ma sulle reali conseguenze che questo prodotto potrà avere per i fumatori, emergono già le prime divisioni, con i medici che si affrettano a ricordare come i fumi si libereranno ugualmente dall’utilizzo. Sul reale impato nel mercato delle nuove sigarette elettroniche, comunque, il responso arriverà entro breve: la messa in vendita è in programma per i primi mesi del 2015.


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5 COMMENTI

  1. Incredibile…….dopo che hanno fatto chiudere qualche migliaio di negozi e ridotto il settore ad una giungla normativa a danno dei produttori e distributori adesso lasciano strada alle lobby.

  2. Un modo legale per dire: continuiamo a vendervi tabacco! E continuerete a pagare le tasse! Pensate davvero che non sia dannoso???
    Informatevi!!! Le lobby vincono sempre

  3. Ma non si capisce: i produttori della sigaretta elettronica per adeguarsi dovranno quindi produrre anche loro questa forma di sigaretta elettronica oppure non potranno?

  4. Davvero interessante. MA In realta molto fantasioso. Comunque credo che la sigaretta elettronica che contiene tabacco sarà prodotta dalle grandi lobby gia esistenti. Inoltre non credo che i governi rinunceranno aglinintroiti della vendita del tabacco.e alla ricotta sulle cure mediche

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