Riforma pensioni, le innovazioni più pesanti restano per ora al palo. Ancora, non si conosce il testo ufficiale della riforma della pubblica amministrazione, e con esso i dettagli relativi ad assunzioni e turnover, ma di certo le misure sui prepensionamenti sono state momentaneamente cassate. Intanto, per esodati e Quota 96, spunta la speranza: lunedì il testo sarà finalmente in aula.

Sono state settimane concitate per il governo Renzi, con la maggioranza in fibrillazione per i dissidenti al Senato e la presentazione della duplice riforma della PA, compresa tra decreto e disegno di legge portati in Consiglio dei ministri, ma ancora fermi ai box nel cammino di conversione in legge.

Nel frattempo, però, alcuni passi avanti significativi sono stati fatti per le categorie più bistrattate: esodati e Quota 96 della scuola vedranno approdare alla Camera lunedì mattina la proposta firmata da Cesare Damiano, che unifica i vari accorgimenti arrivati in commissione nei mesi scorsi e poi mai tradotti in un testo da sottoporre all’assemblea. Trovano dunque conferma le parole del ministro Poletti, che aveva preannunciato come le mancate salvaguardie fossero la priorità dopo le elezioni europee.

Finalmente, stavolta, sembra davvero che qualcosa si stia muovendo. Dall’avvento della riforma Fornero, infatti, oltre 4mila addetti nella pubblica istruzione – docenti e personale Ata – si sono visti strappare il diritto maturato alla pensione per una svista dei legislatori, mai riparata. Allo stesso modo, il cambio di requisiti adottato con la legge del governo Monti continua a produrre la marea di esodati, nonostante le varie misure che i vari governi, da Monti a Letta fino a Renzi, hanno cercato di apporre.

Per la pubblica amministrazione, sembra sfumata la possibilità dei dipendenti con 57 anni e 35 di contributi maturati, che, secondo il progetto iniziale, avrebbero dovuto lasciare il lavoro tramite pensione contributiva, prevedendo, per favorire l’abbandono, una decurtazione dall’importo mensile inserito nell’assegno. “Abbiamo valutato questa ipotesi – ha dichiaratoo il ministro Madia – ma l’abbiamo tolta”. Naturalmente, il problema resta sempre quello delle coperture, malgrado le sigle di rappresentanza dei dipendenti pubblici abbiano rivendicato come il ritiro anticipato nulla chiederebbe alla collettività per il riconoscimento dell’assegno.

Sicuramente, se ne saprà di più quando il testo sulla riforma della PA sarà diramato in forma ufficiale, così come avverrà in termini di esuberi, i quali, ha rassicurato sempre il ministro Madia, non saranno attuati, almeno a breve termine. Certo è che, se 15mila giovani dovranno entrare negli organici, per mantenere gli equilibri nel personale dovrà essere agevolata l’uscita di altrettanti, se non di più, dipendenti a fine carriera.

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14 COMMENTI

  1. LASCIARE COMMENTI A COSA SERVE E SOLO UNA MANIERA PER COMMENTARE QUALCOSA CHE NON CAMBIA ,ANCHE IO SCRIVENDO QUESTO MI SON FATTO PRENDERE LA MANO CHE SENSO HA. AHAHAAAHH

  2. Scusate quota 96 per i pubblici,ma quota 96 e oltre per le altre categorie che non siano insegnanti ,non siano statali…pero lavorano in miniera in fabbrica ecc. ecc non parlate mai e non trattate come gli altri?.Capisco sono lavoratori privati ,ossia carne da macello non interessa niente a nessuno.

  3. quando si parla di nati nel ’53 (e con 40 anni di servizio? non si leva nessuna voce. Siamo i più penalizzati di tutti!

  4. Su iniziativa della Lega Nord, c’è stata una raccolta di firme per indire il referendum per l’abolizione della legge Fornero: che fine ha fatto quell’iniziativa? Mi pare che non se ne parli più.

  5. Come al solito siamo alla guerra tra poveri. Però fino a questo momento nessuno di chi si lamenta si è impegnato veramente contro la legge Fornero-Monti. Adesso, forse, ma non ci credo per qualcuno si apre uno spiraglio, e tutti gridano all’ingiustizia. Ma dove eravate quando c’era da manifestare contro la Fornero. andate afare in culo tutti cari italioti.

  6. Condivido pienamente l’arrabbiatura di Pasquale;
    mia moglie (QUOTA 101) e’ nata nel ’52 con 39 anni di contributi che, pur essendo insegnante del settore pubblico (ente locale e non statale), e’ costretta a lavorare fino al mese di febbraio del 2018 !!! Cari parlamentari per quale motivo un’insegnante statale ha dei privilegi diversi da un’insegnante (sempre del settore pubblico: scuola dell’infanzia) assunta da un Ente Locale??
    A parita’ di mansioni ci sono trattamenti completamente diversi sia in termini economici che in termini di possibilita’ di andare in pensione!!
    E’ sicuramente una vera ingiustizia sociale!!
    Siamo in Italia ed ormai non ci si stupisce piu’ di nulla.

  7. ANDATE A GIOCARE CON I VOSTRI SIMILI CON LA VOSTRA FAMIGLIA CON ME’ NON GIOCHERETE NON SONO UN BAMBINO DELLA 1º ELEMENTARE CHE LO POTETE CONDIZIONE A VOSTRO PIACIMENTO.

    DIMINUITE GLI STIPENDI A TUTTI I PARASSITI CHE CI SONO NELLA COMUNITA’ EUROPEA SPARSI CHE PAPPANO UNO STIPENDIO DA INVIDIARE PERCHE’ NON LI ABBASSATE QUESTI STIPENDI.

  8. QUESTI DANNO LA PENSIONE A 4000 MILA ESODATI A QUEI 4 GATTI DI QUOTA 96 POI IL FATTO DELLA GERMANIA DICE 76 ANNI TUTTO UNA PAPPA PRONTA COSI DICE L’ITALIANO SI METTE PAURA ASPETTA FINO A 66 ANNI 7 MESI NON ROMPE PIU’ COSI LA PENSANO LORO
    ÑON FARANNO NIENTE PER LA GENTE CHE ABBIAMO 63 ANNI DI ETA’ NON ABBIAMO UN LAVORO, NON ABBIAMO UNA PENSIONE, NON ABBIAMO UN REDDITO
    MA IO VI FREGO PERCHE VENGO DALL’ESTERO MI PORTO LA RESIDENZA DI NUOVO IN ITALIA MI PRESENTO A UN UFFICIO INPS MI DOVETE DARE DA MANGIARE DORMIRE IN PIU’ L’ASSEGNO SOCIALE SE NO’ VI SFASCIO L’UFFICIO POI VADO AGLI ARRESTI DOMICIALIARI NON CI SONO PROBLEMI MA QUALCUNO LO MANDO ALL’OSPEDALE.

  9. Noi italiani siamo unici al mondo…abbiamo un Paese con una falsa democrazia..false riforme sociali…falsi conti pubblici…falsi parlamentari che blaterano e più lo fanno più incassano consensi e quattrini..falsa giustizia..etc..etc.. L’unica cosa vera che abbiamo, ma ancora x poco, e’ una diffusa meschinità e mediocrità.. dalla quale non possiamo aspettarci ancora soprusi solo sui più deboli.. Punto.

  10. Ma vi sembra normale che dopo 40 anni di lavoro indipendentemente dall’età ,un lavoratore non possa andare in pensione.Ma non vi viene il dubbio che la sua pensione se la sia gia guadagnata e strapagata?Chi ha incominciato a lavorare a 15 anni continuativamente ha il diritto di poter finalmente riposare! Mi rivolgo ai politici e ai sindacati,fatevi un esame di coscenza e ricordatevi tutte le lotte per migliorare le condizioni di lavoro edi vita fatte negli anni passati, si parlava di qualità della vita, questo sarebbe il risultato!Ma a quacuno non viene il dubbio quando i politici parlano di far quadrare i conti a quali conti si riferiscono? Sicuramente ai loro stramaledetti interessi, enon a chi li ha mantenuti per 40 anni di lavoro sudato.Per finirla ,dovete dare la prova che conoscete il significato della parola giustizia, equità e responsabilità .E’un dovere che avete verso chi ha contrbuito al mantenimento dello stato,i soldi se volete li trovate!!!!

  11. i quota 96 ormai sono anche loro quota 101,ma con in più la ingiustizia di una legge che solo per loro è stata , incostituzionalmente, retroattiva!

  12. Se gli italiani invece che urlare per il calcio utilizzassero i forconi per rivendicare diritti acquisiti ma non riconosciuti (a differenza dei vitalizi dei politici del Trentino Alto Adige), forse troverebbero anche i soldi per le pensioni. Chi lavora seriamente, dopo 35-40 anni è sfinito e ha diritto di godersi un po’ di vita che gli rimane. Quindi cari politici il sistema dove recuperare i soldi c’è: abbassatevi gli stipendi (del resto cosa fate più di un operaio? Cosa fate più di una donna che deve lavorare e magari assistere genitori e nipoti?) e investiteli nelle pensioni della gente che lavora.
    Gli italiani vi ringrazieranno e cominceranno a credervi (io per il momento no)

  13. Scusate ma siete rimasti indietro, la PDL 224, entrerà in aula solo il 30/06/14, per il solito problema, perchè il DG dell’INPS Nori e la RgS continuano a fornire dati errati che ammontano a 47 mld i fondi per finanziare l’approvazione della PDL. Tant’è che oggi ho risposto sul blog dell’onorevole Damiano presidente della Commisssione lavoro della Camera in questo modo:
    Dott. Damiano buongiorno sono Paola Filippelli, mi scusi sa, ma dal 7 maggio 2014, giorno in cui è stato tenuto il 1° tavolo e alla sera, verso le ore 19,30 siete usciti dallla riunione in piazzale Flavia, è assurdo che non siate riusciti a far cambiare idea a Nori e al Ragioniere dello Stato, riguardo ai numeri dei 15 enni che da soli per essere salvaguardati, sarebbero costati € 36 mld, dei 47 riportati sul prospetto INPS che aveva in mano l’Onorevole Gnecchi. E’ veramente da bestie alla stregua dei nazisti, continuare a calpestare in questo modo gli italiani che hanno sottoscritto accordi di mobilità, sottoscritte e inviate in Regione, Provincia, Inps, DTL, tutti organi dello Stato. Damiano questo non può essere uno stato di diritto questo è uno stato che perpetra dei soprusi nei confronti dei propri cittadini. Renzi in primis per pagarsi la sua campagna elettorale, assegnando € 80,00 al mese per tanti mesi a venire, a 10.000.000 di italiani che ha indotto quindi a votarlo il 25 maggio. Questi soldi sono stati sottratti al pagamento di un debito che veniva prima, ossia 31/12/11, rispetto al 25 maggio 2014, e Renzi vuole che ritorniamo ad aver fiducia nelle istituzioni ? Da lui impariamo ad anteporre l’interesse personale o del partito rispetto al bene e al servizio degli italiani, e a non onorare i debiti. Comunque tutto questo male i politici a Dio la pagheranno agli esodati no! Ma dalle mani di Dio non vi salverete.

  14. in tutto questo marasma non ho ancora capito per quale motivo per i quota 96 se ne parla ma per i quota 101 (non quelli della carica) ma quelli come lo scrivente che nato il 17/09/1953 dopo 40 (quaranta ) anni di contributi devo attendere ulteriori due anni ed alcuni mesi prima di giungere al traguardo pensione!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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