Riforma pensioni 2014? Forse no, ma il governo tenta di iniziare con le prime, annunciate misure sul welfare. I prossimi sforzi, dovrebbero riguardare la situazione degli esodati, come avvio alle modifiche della normativa, mente non è ancora tramontata la speranza dei Quota 96 di poter andare in pensione il prossimo primo settembre.

Continua a ritmo serrato il dibattito intorno al welfare, dal giorno delle elezioni europee che hanno visto trionfare il partito democratico e il premier Matteo Renzi. Se, fino alle urne, il tema dei pensionati era rimasto un po’ ai margini dell’azione di governo, ora sembra finalmente che i ministri dell’Economia e del Lavoro intendano ragionare sullo stato sociale in Italia, in particolare per i meno giovani.

Prima delle elezioni, infatti, c’era stato il bonus 80 euro, con le riduzioni Irpef connesse, che non hanno riguardato gli iscritti alla gestione Inps, diversamente, invece, da disoccupati, lavoratori in mobilità e cassintegrati, che, a precise condizioni, si vedranno riconoscere la quota dal sostituto d’imposta.


Quindi, si era detto, ogni discorso in fatto di pensioni sarebbe passato al periodo seguente il voto. E, con un mandato così forte arrivato dal responso delle urne, ci si attende che il governo Renzi faccia la sua parte, specialmente per risolvere le emergenze reali.

Mentre il premier si trova in Asia in visita ufficiale, Poletti ha risposto alle dichiarazioni di Padoan sull’età pensionabile. Nei giorni scorsi, infatti, era trapelata l’intenzione, da parte del successore di Fabrizio Saccomanni alla guida del Mef, di innalzare nuovamente l’età pensionabile. Dunque, esattamente l’opposto di ciò che migliaia di lavoratori over 60 si attendono, dopo l’avvento della legge Fornero. Anzi, sarebbe proprio quest’ultima norma a dettare i tempi di ritiro dal lavoro, pur in presenza di qualche modifica all’età del primo assegno pensionistico.

Di contro, ieri è stato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a smentire questa ricostruzione, mettendo in chiaro che, al momento, non è allo studio nessuna modifica dell’età pensionabile. Ciò che il governo sta cercando di mettere in pratica, ha specificato Poletti, è infatti un intervento corposo nella questione esodati. A questo proposito, ci si attende qualche provvedimento di allargamento delle salvaguardie, dopo che, per i primissimi esclusi dal welfare, quelli creati dalla riforma Sacconi, è entrato in vigore il decreto che prolunga l’intervento di sostegno al reddito.

Infine, continua l’attesa dei Quota 96, anche se diminuiscono le loro speranze: ancora, nessuna novità rilevante, mentre i giorni passano e l’ultima campanella dell’anno scolastico è suonata ormai dappertutto. Entro questa settimana, dovrebbe arrivare una risposta alla risoluzione presentata alla Camera sul limbo di docenti e Ata. Se anche questa scadenza verrà disattesa è possibile che la questione arrivi in sede comunitaria.

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3 COMMENTI

  1. Bravo Angelo, sono pienamente d’accordo con te!
    Quando Poletti, invitato a Ballarò, veniva intervistato in diretta e non, diceva cose completamente diverse da ciò che dice oggi. Ecco un altro che quando raggiunge la
    poltrona, dimentica tutto e diventa più realista del re. Il Padoan, poi, vuole elevare ancora di più l’età pensionabile per farci morire direttamente sul posto di lavoro. Stanno tutti imitando i Cinesi i quali dormono sotto il tornio dell’officina o sotto il tavolo da lavoro, come avviene in Cina e nelle piccole enclave cinesi in Italia (vedasi Prato). Si lavora, si mangia e si dorme nello stesso ambiente, malsano, perchè ormai con il taglio degli stipendi e dei salari, in tasca rimangono pochissimi soldi e non si può più affittare nemmeno un monolocale. Auguri a Renzi , a Padoan, a Poletti e anche, poverino, a Miccichè (ForzaItalia) perchè secondo lui è difficile andare avanti con € 4.000 netti al mese! Noi, invece, comuni mortali, dobbiamo andare avanti con meno della metà. Non sono masochista perchè io non li ho votati e non voterò mai più!
    Saluti a tutti e buon inizio anno scolastico 2014/2015.

  2. anche i parlamentari dovrebbero percepire la pensione in base ai contributi che hanno versato. Abolire vitalizio e la nomina di senatore a vita. Perché tutti questi privilegi? Quando un comune mortale potrà iniziare a vivere e a godersi la famiglia? dopo 35 anni di lavoro e sacrifici non si ha il diritto di andare in pensione e lasciare spazio ai giovani! Date almeno la possibilità a un lavoratore di scegliere| Vergogna| Vergogna|

  3. Questo commento è rivolto a tutti gli ultrasessantenni fregati dalla riforma Fornero che alle ultime elezioni Europee hanno votato PD.
    Vi chiedo: ma non vi siete ancora resi contro che tutti i giorni l’attuale governo vi sta prendendo per il culo?
    Vi siete dimenticati forse che nell’ultima campagna elettorale per le politiche, il PD di Bersani aveva comunque messo in agenda la riforma della legge Fornero?
    Non avete ancora capito che il caro Renzi, né i suoi principali Ministri, Padoan e Poletti in particolare, non sono stati né votati, né eletti con il nostro voto e che pertanto si sentono nel diritto fi fare ciò che vogliono, fregandosene altamente degli impegni assunti dai candidati eletti, e prendendo decisioni inique sulla nostra pelle?
    Ma come fate a essere così masochisti e premiare con il vostro voto chi vi tratta a pesci in faccia?
    Svegliatevi e ribellatevi almeno con il voto! Ve lo chiede un sessantenne incazzato che per raggiungere il posto di lavoro, non servito con mezzi pubblici, e guadagnarsi la pagnotta, quotidianamente percorre in macchina 240 kilometri, che oltre alle 7,5 ore giornaliere di lavoro, significano altre 3 ore di guida (oltre al costo).

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