Riforma pensioni 2014, siamo alle battute iniziali di un confronto che potrebbe davvero portare a una modifica della legge Fornero di fine 2011, ancora oggi fonte di numerosi disagi, soprattutto tra le categorie lasciate scoperte da tutele.

Si avvierà domani il tavolo di confronto a palazzo Chigi tra esponenti del governo e delle parti sociali, con obiettivo la riscrittura della legge che regola accesso e riconoscimento dell’assegno pensionistico.

Dopo i tanti proclami lasciati cadere nel vuoto, dunque, ora si inizia a fare sul serio. Dalle parti dei pensionati e dei loro organismi di rappresentanza, però, c’è una generale cautela – e in qualche caso anche diffidenza – nei riguardi dell’operazione governativa.

Tra chi accusa l’esecutivo di non voler attuare misure concrete, e chi, invece, sente odore di spot elettorale, rimane però la possibilità, per la prima volta dall’insediamento di Matteo Renzi e della sua squadra, di trattare il tema delle pensioni con entrambe le parti in causa. Agli incontri, dovrebbe partecipare anche una delegazione Inps, ora a guida del commissario Vittorio Conti dopo l’addio di Antonio Mastrapasqua.

Quel che più preme alle parti sociali, però, è di trovare una soluzione alle due grandi question lasciate insolute negli ultimi tre anni, con i tre governi che si sono succeduti: gli esodati e i Quota 96.

I primi, sprovvisti di contratto di lavoro e di assegno alla pensione, hanno visto sfumare la possibilità di accedere al trattamento pensionistico in seguito al cambiamento dei requisiti introdotto con la riforma 2011, mentre i secondi sono lavoratori – principalmente del comparto scuola – che sono rimasti a piedi poiché la legge del governo Monti dimenticò di includere i lavoratori che chiudono l’anno al 31 agosto anziché al 31 dicembre, proprio come quelli del mondo dell’istruzione, insomma.

Nei giorni scorsi, poi, si è tornato a parlare con forza di pensionamento anticipato a seguito della presentazione della riforma della pubblica amministrazione, che dovrebbe portare all’assunzione di migliaia di nuovi precari, molti dei quali vincitori di concorsi mai entrati in ruolo. Opzione sul tavolo, è sempre quella dello scivolo con 5 anni di anticipo, in casi determinati, che può essere sovvenzionata anche dagli stessi lavoratori: una finestra che il successore di Elsa Fornero ed Enrico Giovannini, Giuliano Poletti, ha lasciato aperta.

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7 COMMENTI

  1. ho 62 anni e 41 di contributi ad Agosto 2012 avevo 60 anni e 39 di contributi però sono un dipendente privato.
    quindi vuol dire che c’è una netta differenza tra i dipendenti pubblici e i dipendenti privati
    uindi non siamo tutti uguali davanti alla legge.
    Pensate che i dipendenti privati erano in INPDAP che non aveva più soldi per pagare le pensioni così quella tipa li ha inseriti tutti nell’INPS così oggi loro andranno in pensione e noi dovremo continuare a pagare o se vuoi andare ti penalizzano.
    Ho sempre votato per PD ma da oggi giuro che non voterò mai più per loro , ne io ne le persone della mia famiglia.
    Saluti a Renzi e a tutti i suoi , complimenti

  2. Penso che con 40 anni di contributi e 62 anni di età una qualsiasi persona possa ragionevolmente andare in pensione, si tratterebbe di avere un po di buon senso e mettersi nei panni di coloro che aspettano da anni un più che meritato riposo; anche se la specialità del momento sembrerebbe il rinvio ad oltranza.

  3. Carissimi Italiani dato che siamo tanti ad avere più di sessanta anni e ad avere raggiunto i 40 e più anni di lavoro è arrivato il momento di ricordarsi con le votazioni a chi votare.
    Ricordarsi di chi ci ha tolto il diritto alla pensione e alla liquidazione dopo che l’hanno data a cani e porci.
    Ricordarsi che i signori parlamentari, giornalisti, bancari ecc hanno potuto godere della pensione senza fare niente e ora vogliono che a pagare siano sempre i soliti fessi che oltre che avere lavorato anche per loro non devono neanche prendere il proprio maturato quando c’è chi ha preso non si sa bene da quante altre parti.

  4. Lavoro dal 1973 , sfruttato dai “preti” malpagato e non messo in regola per molto tempo.
    Ho raggiunto i 40 anni nel 2013 , sono uscito dal lavoro con accordi nel dicembre 2010 ed ora che ho 58 anni , l’INPS mi ha detto che con la riforma di quella tipa devo pagare ancora 2 anni e 6 mesi , perché la legge è retroattiva . MA DA QUANDO ESISTE QUESTA REGOLA ? I PATTI E LE LEGGI FATTE NON SI VANNO A RIPRENDERE E CAMBIARE , SEMMAI A MIGLIORARE .Ho mia moglie 100% invalida devo assisterla giorno e notte ,viviamo con la sua pensione e in più se devo muovermi devo pagare qualcuno che stia con lei . Avevo calcolato di aspettare la pensione dei 40 anni con quasi 1.000 euro al mese ed ora me ne tocca pagare quasi 60.000 in 2 anni e 6 mesi .
    Ora non so cosa fare e spero che il governo si decida ad abolire lo scempio compiuto da quella tipa messa li per puro caso che è stata capace di mettersi a piangere in pubblico . VERGOGNA . La notte non so come riesce a dormire e semmai si dovesse guardare allo specchio dovrebbe tirarsi uno sputo in faccia . Basta .Scusate del mio sfogo . Auguri a tutti noi .

  5. Devo ritenermi sfortunata di essere nata ad ottobre invece che entro il 31 agosto? Lo Stato mi ha sfruttato da 41 anni ma siccome i primi 2 anni non mi pagava d’estate ai fini pensionistici ne risultano 39 . Quest’anno compio 62 anni e sono STANCA!!!!!

  6. In base alle notizie pervenute non capisco come verranno trattati casi come il mio . Personalmente ho superato abbontantemente quota 96(sono a quota 105 ottenuto da 64 anni di eta + 41 di contribuzione) ma non potrò andare in pensione, a meno di penalizzazioni sostanziose. Infatti le norme,attuali, sulla totalizzazione dicono che potrò essere collocato a riposo solamente con almeno 42 e rotti di contribuzione e l’applicazione del calcolo contributivo (a meno che non usufruisca della pensione di vecchiaia). Ergo: Chi dovrà ricongiungere periodi contributivi o appartiene ad Amministrazioni pubbliche prive di esuberi sarà sempre discriminato! Spero di no. Saluti

  7. rimango dell’ opinione che comunque chi abbia raggiunto 42 ANNI DI VERSAMENTI REGOLARI … anche se non ha ancora 68 anni abbia il DIRITTO DI ANDARE IN PENSIONE. perchè martellare chi ha iniziato a lavorare da giovane ? esempio a 17 anni ?
    ciao

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