E’ stato pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge 67/2014, altrimenti noto come l’ennesimo decreto carceri 2014, che conferisce al governo la delega sulla materia dei penitenziari, nello specifico sulle pene alternative. Spariscono molti reati dal codice penale e si trasformano in illeciti amministrativi.

La legge prevede il conferimento all’esecutivo della facoltà decisionale tramite appositi decreti in materia di pene alternative non carcerarie. Il governo avrà 18 mesi di tempo, a partire dal prossimo 17 maggio, data in cui, cioè, la disposizione normativa diventerà effettiva come disposto dal ddl.

Nello specifico, andranno modificate le previsioni disciplinari in materia di provvedimenti disciplinari su specifici reati; ulteriori interventi dovranno essere previsti dall’esecutivo in riferimento alle eventuali sanzioni amministrative e civili. Dunque, una delega piena in fatto di pene e sanzioni, dal penale, al civile all’amministrativo.

Quindi, è in programma, secondo quanto stabilisce la legge, anche un piano di modifica delle facoltà in capo all’imputato di un processo di chiedere la sospensione del processo e invocare la messa alla prova.

Secondo le previsioni del ddl, poi andranno trasformati in illeciti amministrativi tutti quei reati che siano punibili con la sola multa o l’ammenda, con esclusione delle materie di edilizia, ambiente, alimenti, salute, sicurezza, scommesse, armi, elezioni e finanziamento pubblico, proprietà intellettuale e brevetti.

Per quei reati che verranno trasformati, per effetto del ricorso alla delega conferita al governo, in semplici illeciti amministrativi, andranno, naturalmente, previste pene congrue alla gravità, all’eventuale violazione delle libertà, e all’eventualità di recidiva, con pagamento di una somma che sia compresa tra i 5mila e 50mila euro.

Sarà consentito, negli esempi in cui saranno erogate le sole sanzioni pecuniarie, di provocare la fine del procedimento tramite il pagamento, anche a rate, della metà dell  dovuto.

Secondo le disposizioni della nuova legge, questi saranno i reati destinati a scomparire dal codice penale:

Falsità in atti (escluso art. 491)

Ingiuria (art. 594)

Sottrazione di cose comuni (art. 627)

l´usurpazione, deviazioni di acque

Danneggiamento (art. 635)

Appropriazione di cosa smarrita (art. 647)

Immigrazione clandestina (art. 10-is testo unico immigrazione)

La messa alla prova, invece, produrrà, se accolta, l’affidamento dell’imputato ai servizi sociali, mantenendo inalterate le garanzie di risarcimento del danneggiato.
Vai al testo definitivo del ddl


CONDIVIDI
Articolo precedenteEsodati, ancora meno di una pensione su tre domande accolte dall’Inps
Articolo successivoDenigrare per professione i servizi pubblici per l’impiego

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here