modello 730

Siamo alle giornate “calde” per la presentazione della denuncia dei redditi: entro mercoledì 30 aprile, andrà presentato al sostituto d’imposta il modello 730 da parte di lavoratori dipendenti e pensionati.

Dunque, saranno le ampie fasce di lavoratori con contratto di subordinazione e dei soggetti che percepiscono assegno da parte dell’Inps a inaugurare gli invii delle dichiarazioni dei redditi relative al 2013, che verranno recapitate all’Agenzia delle Entrate.

Il cammino, per la verità, si annuncia lungo e nient’affatto facile, tra lo stesso modello 730, l’Unico i Caf e gli altri passaggi intermedi richiesti a ogni tipologia di contribuente, ciascuno secondo la propria provenienza, sia che si tratti di subordinati, di partite Iva, di lavoratori in somministrazione, pensionati e via dicendo.

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Come noto, però, la denuncia dei redditi offre ai contribuenti più avveduti alcune agevolazioni, se ben documentate, in base alle normative fiscali in vigore. Detrazioni, agevolazioni, deduzioni, bonus e sconti sono riservati a specifiche fasce di reddito, oppure per alcune determinate spese che dovranno essere adeguatamente giustificate.

Prendiamo, ad esempio, le spese per farmaci. Molti, almeno i più avveduti, sono soliti trattenere gli scontrini dei medicinali per rivendicare la spesa poi in sede di 730. Quello che, però, è necessario sapere è che il 19% degli euro spesi in medicinali – opportunamente accompagnati di ricetta medica, scontrino e codice fiscale – sarà restituito solo sull’eccedente di 129,11 euro spesi nel 2013.

Un altro bonus molto diffuso è quello per le detrazioni ai figli: dall’anno contabile in questioen, il 2013, è cresciuato l’ammontare delle detrazioni Irpef per chi ha figli a carico. Queste le fasce, per ogni figlio:

da 0 a 3 anni, il bonus passa da 900 a 1220 euro

oltre i 3 anni inclusi, da 800 a 950 euro

Per le assicurazioni, invece, i bonus sono in caduta libera. Con la dichiarazione 2013, il massimo entro cui può essere applicata la detrazione del 19% ammonta a 630 euro, mentre per quei canoni di affitto esclusi dalla cedolare secca, la deduzione è tagliata dal 15 al 5%.

Sempre in tema di cedolare secca, invece, viene resa più ampia l’aliquota inerente questa opzione di canone affittuario, che sale dal 15 al 19%, in linea con le politiche del governo, che ha cercato di aumentare la convenienza di questo regime di pagamento.

Ulteriori deduzioni, possono riguardare, ad esempio, gli assegni versati all’ex coniuge, i contributi per la pensione e quelli versati per una collaboratrice domestica o una badante. Per ciascuna di queste categorie, esistono limiti massimi di deduzione, elencati n3el sito dell’Agenzia delle Entrate.

In generale, comunque, se il totale dei bonus a cui un contribuente ha diritto sorpassa i 4mila euro, non verrà corrisposto direttamente in busta paga, ma sarà l’Agenzia delle Entrate a liquidarlo in una soluzione, sicuramente non prima del 2015.

 


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