Ora è ufficiale: Silvio Berlusconi andrà ai servizi sociali. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta del procuratore generale per l’affidamento in prova in una struttura per anziani, nella vicenda presa in esame a partire dallo scorso giovedì 10 aprile.

Dunque, la storia giudiziaria di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset per frode fiscale, che lo ha visto condannato a quattro anni di cui tre scontati grazie all’indulto, ha conosciuto così il suo epilogo nell’ok della Corte milanese, disposta a concedere la pena alternativa al carcere come nelle attese.

Secondo le disposizioni del Tribunale di Sorveglianza, le misure applicate nei confronti dell’ex Cavaliere riguardano l’obbligo di prestare assistenza nella struttura per anziani che verrà selezionata un giorno a settimana, con divieto di lasciare la Lombardia, pur potendosi recare a Roma per continuare la sua attività politica.

Nei giorni scorsi, il pg Lamanna aveva detto no alla richiesta dell’ex premier di poter scontare la sua pena alternativa in una struttura di proprietà famigliare, nella residenza fino a poco tempo fa occupata da Veronica Lario a Macherio. Ora, invece, il Tribunale, accogliendo la richiesta del procuratore, ha negato definitivamente questa proposta del condannato, inviandolo, di fatto, in un’altra struttura, che dovrà frequentare, comunque, per meno di un anno.

Così, la struttura destinataria del lavoro socialmente utile del leader di Forza Italia sarà quella indicata dall’Uepe, l’Ufficio esecuzione penale esterna, che lo obbligherà a prestare opera per una volta a settimana per 4 ore consecutive. Sarà inibito dal lasciare la Lombardia, ma potrà recarsi a Roma “presso il domicilio da lui indicato, dal martedì al giovedì, con rientro al suo domicilio in Lombardia, entro le ore 23 del giovedì stesso”.

Ciò, per effetto della riduzione dei 45 giorni dopo i primi sei mesi, potrebbe durare per i prossimi 10 mesi: di fatto, a febbraio dell’anno prossimo Silvio Berlusconi potrebbe tornare un comune cittadino.


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