Quella di oggi, lunedì 14 aprile 2014, è una data che resterà scolpita nella storia delle lotte per i diritti e per l’affermazione della possibilità di riconoscere il matrimonio tra omosessuali anche nel nostro Paese.

Il Comune di Grosseto, infatti, ha riconosciuto l’unione certificata a New York il 6 dicembre 2012 tra Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci, a conclusione di un iter non proprio senza ostacoli. In prima battuta, infatti, gli ufficiali di Stato civile del Comune avevano respinto la richiesta di notificare l’atto di matrimonio tra i due uomini.

Poi però, l’ente è sceso più a miti consigli, dal momento che nel codice civile non è presente la prescrizione di eterosessualità per la convalida di atto di matrimonio. Questo, infatti, è il presupposto alla base del ricorso presentato dalla coppia di omosessuali nello scorso mese di marzo, presso il Tribunale civile della città toscana: un procedimento nel quale il Comune ha preferito non presentarsi in giudizio. 

Come risultato, lo scorso 3 aprile, giovedì, il tribunale ha inviato agli uffici del municipio l’ordine di attuare il riconoscimento del matrimonio stipulato negli Usa ala fine del 2012. Così, l’atto certificato quest’oggi realizza la richiesta avanzata dallo stesso Tribunale, che aveva accolto l’esposto presentato dai due cittadini, con data di notifica allo scorso venerdì 11 aprile.

A saltare all’occhio, nel registro delle unione del Comune di Grosseto, la dicitura del tutto inedita per il nostro Paese di “sposo” e “sposo”, come parti riconosciute stipulanti l’atto.

Giuseppe e Stefano si sono recati questa mattina in Comune a Grosseto per ottenere copia del certificato di matrimonio e l’aggiornamento istantaneo della carta d’identità, che, per entrambi,  passerà da celibe a “coniugato”.

La vicenda, però, potrebbe non essere finita: nei giorni scorsi, infatti, la sentenza del Tribunale civile di Grosseto è stata impugnata dal procuratore capo locale, “Una sentenza della Cassazione – specifica il pg Francesco Verusio – dice chiaramente che non si può fare. Stiamo predisponendo le motivazioni della nostra impugnazione in appello che sarà fatta il prima possibile”.

Intanto, il sindaco della città toscana ha precisato di volersi attenere alla disposizione del Tribunale, dunque completando il riconoscimento delle nozze tra i due uomini, ma metendo in chiaro che “manca una legge, il Parlamento deve occuparsene in fretta”.


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1 COOMENTO

  1. Penso che sia giunta l’ora di chiedere agli Italiani di esprimersi sul fatto delle nozze gay e sulla possibilita di adottare bambini da parte loro.

    E assurdo che un Tribunale si sostituisca alla legge(cosa grave) e anche che un parlamento non sia in grado di decidere

    E L’ORA DEL REFERENDUM

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