Tutti ne abbiamo sentito parlare almeno un paio di volte in questi mesi… Ma, cos’è Horizon 2020?

Horizon 2020 rappresenta lo strumento principale dell’Unione europea per il finanziamento della ricerca in Europa per il settennio 2014 – 2020 che prevede un budget totale di circa 80 miliardi di euro.

Istituito l’11 dicembre 2013 grazie all’adozione da parte dell Parlamento e del Consiglio europeo del regolamento n.1291/2013 H2020 si differenzia dai precedenti programmi per la semplificazione della sua struttura. Per la prima volta infatti, i finanziamenti per la ricerca e l’innovazione del 7° programma quadro, il Programma Competitività e Innovazione (CIP) e quello dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) sono diventati una cosa sola.

Horizon2020 ha tre obiettivi fondamentali, i cosiddetti “pilastri” che sono:

1. Eccellenza scientifica che ha lo scopo di elevare il livello della base scientifica europea sostenendo le idee migliori, favorendo lo sviluppo e la crescita dei talenti in Europa, permettendo ai ricercatori l’accesso a infrastrutture di alto livello e rendendo l’Europa un luogo attraente per i migliori ricercatori del mondo.

2. Leadership industriale che mira a rendere l’Europa un luogo più attraente per gli investimenti sulla ricerca e sull’innovazione, promuovendo attività strutturate dalle imprese. Le attività maggiormente supportate e auspicate sono quelle legate alle tecnologie industriali chiave. Le imprese europee verranno sostenute con livelli adeguati di finanziamento e le PMI verranno spinte e aiutate a inserirsi nel panorama mondiale.

3. Sfide sociali. Questo terzo e ultimo pilastro,  nasce per affrontare le grandi preoccupazioni condivise dai cittadini di tutto il mondo.
Il suo obiettivo è principalmente quello di stimolare la collaborazione e la condivisione di risorse provenienti da diversi settori. 

I programmi a disposizione sono numerosi così come, allo stesso tempo, numerose sono le regole e i requisiti per la partecipazione. Il primo punto delicato, ad esempio, riguarda il coinvolgimento nei progetti presentati di almeno 3 soggetti giuridici, ognuno dei quali dev’essere stabilito in uno Stato membro o in un paese associato.

Per dirne un’altra poi, i siti istituzionali danno nel 98% dei casi informazioni in lingua straniera (inglese, francese o tedesco) e, ammettiamolo, anche avendo una buona conoscenza delle lingue, il linguaggio tecnico-giuridico non è alla portata di tutti!

Malgrado le numerose difficoltà in cui si potrebbe incappare, è innegabile la potenza dello strumento Horizon e le ripercussioni che questo potrebbe avere sulla nostra società per cui, se avete qualche idea e siete sicuri che si tratti di una buona idea fatevi avanti, questo è il vostro momento e soprattutto questo è il momento per lasciarci alle spalle la crisi che ha piegato in due il nostro paese.


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