Continua la riforma carceri e, con essa, le novità nell’ordinamento giudiziario. Oggi il Senato ha dato via libera al provvedimento 1232 che riforma la custodia cautelare con 208 voti favorevoli, 12 no e un astenuto.

Il testo, modificato prima in commissione e poi in aula, tornerà alla Camera dei deputati per ottenere il via libera definitivo e diventare legge a tutti gli effetti.

La misura riguarda le novità nei termini di custodia cautelare, disponendo i termini per l’adozione del provvedimento restrittivo solo in caso di eventualità concreta e attuale nei presupposti di reiterazione, inquinamento delle prove o pericolo di fuga.

Al di fuori di questo alleggerimento della possibilità di ricorrere alla custodia cautelare in via del tutto eccezionale, vengono posti, però, alcuni reati di particolare pericolosità e allarme sociale, come terrorismo e mafia, per i quali, dunque, continuerà a vigere l’ordinamento attuale.

A fare aperto ostruzionismo, sia in commissione che in aula, al provvedimento, è stata la Lega Nord, che ha fatto appello all’esigenza di maggiore sicurezza da parte dei cittadini: il testo approvato potrebbe, a loro avviso, seriamente compromettere la tranquillità della popolazione, lasciando fuori dalle strutture di detenzione pericolosi criminali.

Di tutt’altro avviso, invece, i rappresentanti di Forza Italia, che hanno dato l’ok al provvedimento, allargando sensibilmente il margine della maggioranza intorno a questa proposta di legge, ormai alle battute finali del suo iter parlamentare.

Questa la formulazione del nuovo istituto di custodia cautelare:

“Quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui agli articoli 270, 270-bis e 416-bis del codice penale è applicata la custodia cautelare in carcere…Nel disporre la custodia cautelare in carcere il giudice deve indicare le specifiche ragioni per cui ritiene inidonea, nel caso concreto, la misura degli arresti domiciliari”.

Insomma, la custodia cautelare all’interno dei penitenziari assume i connotati di extrema ratio e non più – esclusivamente – di misura preventiva, al fine di ridurre la pericolosità dell’indagato, in relazione alla sua eventuale fuga o intralcio al corso della giustizia.

Vai al testo del ddl sulla custodia cautelare


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