E’ il gran giorno del governo Renzi. Dopo quasi due settimane di attesa, dal giorno in cui l’incarico è stato consegnato a Matteo Renzi, quest’oggi l’esecutivo dell’ex sindaco di Firenze si presenta alle Camere per chiedere la fiducia del Parlamento.

QUI LA SQUADRA INTERA DI RENZI

Toccherà, prima, ai senatori e poi, domani, alla Camera, esprimersi sul sostegno all’esecutivo del segretario del Partito democratico, nato dopo lo strappo consumato in direzione tra lo stesso Renzi e l’ex premier Enrico Letta.


Alle ore 14, si spalancheranno le porte di palazzo Madama per ospitare il battesimo del neonato esecutivo di Matteo Renzi, che stilerà il programma per i prossimi mesi, in previsione del semestre europeo di presidenza a Bruxelles. Poi, domattina il copione si ripeterà a Montecitorio.

Come confermato dallo stesso Renzi, infatti, l’orizzonte principale del nuovo governo è proprio quello del prossimo luglio, quando la presidenza italiana subentrerà in sede europea, dove vorrà portare sul tavolo riforme fresche sui settori cardine dell’economia e della società italiana.

Secondo il cronoprogramma stabilito dal presidente del Consiglio, infatti, il mese di febbraio ormai verso la conclusione servirà per gettare le basi delle riforme costituzionali, collegate alla legge elettorale, mentre, da marzo in avanti, in successione dovrebbero arrivare novità sul fronte del lavoro, della pubblica amministrazione, del fisco e della giustizia.

Oggi, nei discorsi alle due Camere, il presidente del Consiglio, oltre a chiedere la fiducia, dovrà chiarire ulteriori aspetti del suo piano di governo, elencando aspetti più concreti delle sue prossime riforme.

Sul piano del lavoro, il quadro è già abbastanza chiaro, a seguito della presentazione, avvenuta lo scorso dicembre, del “Jobs act”, la traccia che appena insediato segretario Renzi aveva sottoposto al governo Letta. Ora che lo stesso Renzi si è sostituito a Letta in prima persona, ci si attende che i propositi del documento vengano seguiti e approfonditi.

Quindi, sul fronte delle pensioni, c’è da chiarire non poco: in Parlamento giacciono diverse proposte di riforma, mentre sullo stesso trattato inerente il lavoro, Renzi ha dichiarato di voler accrescere i prelievi sulle pensioni d’oro.

Una delle vere partite, poi, sarà certamente quella fiscale: dalle prime indiscrezioni, pare che il nuovo esecutivo voglia intervenire per aumentare il potere di acquisto dei redditi più bassi, in modo da assicurare una “mezza tredicesima” in più. Certo, anche sul versante delle imposte, molto andrà chiarito da parte dello stesso Renzi: oggi, il primo atto ufficiale da premier dopo il giuramento.


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