Sembra arrivata l‘ora della tregua a Kiev, tra il governo del presidente Viktor Yanukovich e i ribelli asserragliati nelle piazze della capitale dell’Ucraina. O, forse, tra le opposizioni politiche e il presidente.

Ieri, al culmine degli scontri avvenuti dall’inizio delle proteste, lo scorso mese di novembre, all’indomani del no al trattato di collaborazione con la Ue, le vittime registrate ufficialmente sarebbero state un centinaio. Di questi, molti manifestanti ma anche diversi membri delle forze dell’ordine, in una Kiev ridotta a campo di battaglia. QUI LE RAGIONI DELLA PROTESTA

Le violenze sono esplose dopo che il Parlamento ha rinviato la discussione di un pacchetto di riforme che avrebbe dovuto ridurre i poteri del presidente. Una decisione che ha gettato benzina sul fuoco della protesta, già piuttosto virulenta per via del riavvicinamento alla Russia di Putin.


Ieri, insomma, si è toccato il vertice di violenza e tensione nella ribellione in atto in Ucraina, con lotta e spari strada per strada, in una battaglia senza quartiere che ha portato il Paese in ore drammatiche di vera e propria guerra civile.

Così, in serata si sono riaperte con la massima urgenza le trattative tra le parti in causa, anche a seguito delle pressioni internazionali, sopraggiunte in particolare da parte del Cancelliere tedesco Angela Merkel, e dall’amministrazione Usa di Barack Obama.

A quanto si è appreso nelle ultime ore, il tavolo aperto tra Yanukovich e le opposizioni, avrebbe portato a un’intesa su alcuni punti chiave, allo scopo di interrompere immediatamente gli scontri.

In particolare, il contestato presidente si è impegnato su pochi ma significativi punti:

_ elezioni anticipate

_ formazione di un governo di coalizione

: ritorno alla Costituzione del 2004 che prevede poteri ridotti per il presidente

Dopo l’annuncio dell’accordo, da una parte i rappresentanti politici ostili al presidente in carica, guidati dall’ex pugile Vitali Klitschko, hanno confermato di voler firmare il patto con il capo dello Stato.

Dalla piazza, però, i rivoltosi non si dicono soddisfatti, e puntano a ottenere le dimissioni di Yanukovich con effetto immediato. I video, le foto e i racconti della piazza di Kiev, ieri, hanno fatto il giro del web.

Simbolo di queste ore di sangue nella capitale dell’Ucraina, il tweet dell’infermiera 21enne Olesya Zhukovskaya,  che, prima, ha scritto “Sto morendo” e poi, dopo un’operazione durata diverse ore, è riuscita a comunicare al mondo di essere ancora viva.


CONDIVIDI
Articolo precedenteSigarette elettroniche, ministero e Tar Lazio salvano la supertassa
Articolo successivoEcco i ministri del governo Renzi. La squadra al completo: tutti i nomi

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here