Era solo il 13 dicembre 2013, quando il nostro Governo annunciava, in un comunicato stampa emanato al termine del consiglio dei Ministri n. 40, l’introduzione di misure restrittive a tutela del diritto d’autore:”disposizioni di tutela del diritto d’autore quale strumento per la soluzione delle controversie derivanti dall’utilizzo dei contenuti giornalistici da parte dei motori di ricerca o di aggregatori di notizie al fine di contemperare l’esigenza della circolare dell’informazione anche sulle piattaforme digitali con la garanzia del rispetto dei principi in materia di tutela del diritto d’autore”;

Da li a poco, il DECRETO-LEGGE (n. 145 del 23 dicembre 2013), fu pubblicato e delle misure sopra accennate non se n’è saputo più nulla.

Di contro, la Corte di Giustizia Europea, chiamata in causa per una presunta violazione del diritto d’autore, con sentenza C-466/12 del 13 febbraio 2014, ha stabilito che non c’è violazione del diritto d’autore per chi linka verso opere liberamente disponibili su un altro sito Internet e che non è necessaria l’autorizzazione dell’autore dei titolari del diritto d’autore.


Qualora, invece, il link consenta di accedere a contenuti protetti o riservati ad abbonati e di eludere, quindi, qualsiasi tipo di restrizione, l’autorizzazione del titolare è necessaria.

La Corte, inoltre, ha precisato che: “L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29 deve essere interpretato nel senso che osta a che uno Stato membro possa stabilire una maggiore tutela dei titolari del diritto d’autore, includendo nella nozione di comunicazione al pubblico più forme di messa a disposizione di quelle disposte da tale articolo”.

Recentemente, il Presidente Agcom Angelo Marcello Cardani, che ha tenuto un’audizione davanti alle Commissioni riunite, VII e IX della Camera, ha ricordato che il 31 marzo 2014 entrerà in vigore il Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70.


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