La domanda, nell’era di internet, è sempre la stessa: ce n’è davvero bisogno? Non siamo costantemente bombardati di informazioni, input di ogni genere, a cui abbiamo aggiunto anche i social network, che, con tutti i loro pregi e difetti, devono essere assimilati a media ormai centrali nel dibattito? Perché dovremmo ritenere l’esistenza di siti come Leggioggi indispensabile?

Dal momento della sua nascita, questa testata ha allargato sensibilmente la sua area di competenza: non più, in maniera esclusiva, organo di informazione giuridica, ma giuridico-politico-economica. Del resto, basta osservare come i vari ambiti, tra loro, siano sempre più intersecati per comprendere, come, in realtà, questa trasversalità – non generalità – della linea informativa di Leggioggi era già presente in nuce ai primi palpiti della sua storia.

Vista la sovrabbondanza di siti web, voci, di messaggi che costantemente riceviamo, allora, è necessario trovare, nel turbinio quotidiano qualche piccola isola felice, dove, probabilmente, il nostro umore non cambierà, ma ne usciremo più consapevoli e meno ciecamente indignati.


Raccontare la crisi economica dalle voci dei nostri blogger, professionisti, esperti, lavoratori, che vivono sulla propria pelle giorno dopo giorno le storture del diritto, il peso di un fisco sempre più complesso e opprimente, le tortuosità di una burocrazia che non accenna a diminuire, una scuola allo sfascio, è allora l’esempio più vivo e tangibile di quel citizen journalism che non può e non deve essere costituito solo da video caricati su YouTube tramite smartphone.

Dal canto nostro, come redazione, l’impegno con i lettori rimane quello di informare in maniera puntuale, cercando sempre l’obiettività, evitando la facile trappola dei sensazionalismi tanto di voga in rete e, soprattutto, fornendo resoconti completi e puntuali. Un punto di riferimento per barcamenarsi in questa era piena di opportunità, ma afflitta dal morbo della bulimia comunicativa: questo è il nostro auspicio, che solo voi lettori con le vostre dovute correzioni, la vostra attenzione e la vostra fiducia potete aiutarci a raggiungere.


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1 COOMENTO

  1. La risposta alla domanda “ce n’è davvero bisogno? ” con cui si apre l’editoriale è: sicuramente SI.
    Perché?
    Per la serietà e la competenza con cui si scelgono e si propongono gli articoli.

    Ad maiora!

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