Niente da fare. Nuovo rinvio per sapere il destino di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò rinchiusi nelle carceri indiane di News Delhi. In queste ore, si sarebbe dovuta tenere l’udienza, forse, decisiva, per le speranze di rimpatrio dei due fucilieri, ma la Corte Suprema ha rimandato nuovamente la decisione alla prossima settimana.

Sono partite alle ore 6 le operazioni della Corte Suprema indiana, che, esaminando una serie di casi,  doveva affrontare quello dei due ufficiali italiani per secondo, dunque in tempi abbastanza ristretti.

Confermat le dichiarazioni degli ultimi giorni, dopo le richieste della Procura: dovrebbe essere scongiurato il ricorso alla pena di morte, così come confermato dallo stesso ministero degli Interni indiano. Resta, però, contrapposta ai due fuciliari di Marina, la legge antipirateria, che, di fatto, manda alla sbarra Latorre e Girone nella qualità di terroristi e imputabili anche in caso l’eventuale crimine sia stato commesso in acque territoriali.


“È un’accusa che ci fa molto male non solo come militari, ma anche come genitori e uomini –  queste le parole dello stesso Latorre – Come militare professionista italiano che combatte la pirateria, questo mi rammarica molto”.

Il caso, è noto: il 15 febbraio del 2012 Latorre e Girone sono stati bloccati dalle autorità indiane per l’accusa di omicidio di due pescatori indiani. Da allora, è iniziato un lunghissimo tira e molla tra le due diplomazie, compreso l’atto di forza italiano, poi rientrato con conseguente figuraccia, a cavallo tra 2012 e 2013, di trattenere i due ufficiali in licenza per le festività natalizie.

Al rientro dei due fucilieri in India, poi, si è cercato di sveltire le pratiche per arrivare in giudizio, implorando, al contempo, il ricorso alla pena di morte per i due militari: “Ci dispiace per la perdita di due vite umane, ma non ci sentiamo assolutamente responsabili”, ha affermato l’altro marò, Salvatore Girone – “È un dispiacere umano, ma siamo innocenti”.

Nelle ore più calde da quando la vicenda è iniziata, esattamente due anni fa, dunque, il pensiero dei due ufficiali va, ovviamente, alle famiglie, ma anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “È una grande gioia avere il suo pensiero quotidiano – ha dichiarato Latorre nei giorni scorsi – e come militari ne siamo riconoscenti. L?affetto degli italiani, poi, ora è davvero incontenibile”.


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