Un destino crudele quello che accomuna le anime delle due storiche case di moda italiane, e che costringe Gianni Versace e Franco Moschino a dire addio a quel mondo fatto di bellezza, notorietà e lusso.

Forse troppo presto.

Gianni Versace, muove i primi passi nel mondo della moda nell’atelier di famiglia e a venticinque anni, determinato e convinto di arrivare, decide di abbandonare l’amato Mezzogiorno per realizzarsi come stilista nella capitale italiana del fashion. Nella memoria enciclopedica della storia della moda, ricordato come il grande maestro della creatività.


Franco Moschino, milanese, una passione per l’arte e la pittura, una laurea all’Accademia delle Belle Arti di Brera, ma una forte vocazione per la sartoria. Sarà l’allievo di Versace e l’inventore di creazioni già esistenti, con l’aggiunta di un tocco di stile ironico e personale che caratterizza il marchio da sempre.

Origini diverse, percorsi differenti, ma un solo e unico obiettivo al centro dei rispettivi pensieri: dare vita a creazioni frutto di una continua volontà di sperimentazione e di una geniale creatività. E la determinazione, la passione e il talento hanno fatto si che tutto questo si realizzasse, connotando i due stilisti fra i nomi più importanti del made in Italy e le loro ‘creature’, indiscutibilmente tra le più ammirate nella storia del panorama della moda italiana e internazionale.

Erano gli anni ’80 quelli che vedono il boom del fenomeno Moschino e il fascino per la Medusa,  musa ispiratrice di Versace e simbolo della Maison. L’epoca dell’eccesso e della follia dove i colori fluo, la pop music, i jeans a vita alta e i capelli cotonati catturavano le scene.

Osare e provocare, con audacia, originalità e creatività, queste le parole chiavi dello stile inconfondibile dei due geni dell’arte di creare e fare moda.

Lui, Gianni, alla costante ricerca del bello e una passione smodata per l’arte da cui trae ispirazione per le sue creazioni, fa delle sue sfilate eventi spettacolari con modelle bellissime e abiti meravigliosi. Fu proprio lui, il primo a trasformare le mannequin in top model, celebrando la bellezza anni ‘90: da Cindy Crawford, Linda Evangelista, Naomi Campbell a Claudia Schiffer, Eva Herzigova e Kate Moss. L’altro, Franco, alla costante ricerca di un sogno onirico, passionale e incantato.

Ironia, divertimento, improvvisazione e libertà alla base dello stile Moschino.

Ispirazione e accostamento di epoche artistiche opposte, sperimentazione, innovazione, originalità, invece, sono i principi ispiratori alla base della filosofia creativa di Versace.

Per uomini e donne sicuri di sé, eccentrici, all’avanguardia, che non amano passare inosservati e che desiderano trasmettere con gli abiti che indossano uno stile unico, particolare, fatto di colori vivaci e tessuti innovativi, abbinati con gusto, armonia e perché no, anche con un po’ di coraggio.

Quel coraggio che non viene dall’incoscienza e dalla casualità, o magari dalla voglia di emergere, ma dal talento, dalla passione, dalla cultura e dalla volontà di continuare, in modo coerente, quello che hanno iniziato, impeccabilmente, sotto il nome della maison.

Perché in fondo, come è giusto e più appropriato dire in questi casi, ‘la classe non è acqua’.

Dopo la prematura scomparsa di Moschino lo stile è rimasto, reinterpretato magistralmente da Rossella Jardin, Direttore Creativo di Moschino, che durante l’ultima sfilata primavera-estate 2014 di Milano Moda Donna, in occasione della celebrazione dei 30 anni della Maison, ha omaggiato il ricordo del fondatore, Franco Moschino, reinterpretando temi iconici che hanno ispirato sempre la sua visione estetica, in maniera estremamente ironica e spettacolare, coinvolgendo con entusiasmo e originalità l’intero parterre.

L’intento è riuscito, aggiungerei come sempre… far sorridere e provocare! E Moschino, in questo, è il genio per eccellenza.

Nello stesso modo, grazie a una buona dose di energia, caparbietà nonché una forte eredità familiare, l’eccentrica stilista Donatella Versace, sorella del famoso Gianni, ha saputo prendere perfettamente le redini dell’omonimo impero della moda, contribuendo, con professionalità e abilità, a fare dello stile e della moda made in Italy un segno distintivo nel mondo.

E anche lei, l’amica di Elton John e della pop star Lady Gaga, continua a rimanere in prima fila nel  cosiddetto e tanto chiacchierato Fashion System.

Donatella, ad ogni sfilata riesce a dare lezioni di stile italiano, lezioni e esempi da seguire in tutto il mondo, lezioni che stupiscono per i colori, la ricercatezza, sensualità, eccellenza dei materiali; un esperienza unica.

La recente sentenza emessa dal tribunale di Los Angeles, che ha condannato un produttore locale che distribuiva capi di abbigliamento sotto il marchio della medusa contraffatto, conferma l’ipotesi: dietro qualunque capo, dietro un jeans, una camicia, una cravatta o altro vi è uno stile inconfondibile; uno stile che è proprio dello stilista e che deriva da una particolare cultura, sensazioni, immagini, professionalità e creatività.

I colori, le immagini, i tagli non sono delle ispirazioni, ma sono il genio creativo di stilisti che hanno la capacità di farci sognare, accompagnandoci in quel mondo onirico da cui, forse, non siamo  mai andati via…


CONDIVIDI
Articolo precedenteI partiti pagheranno l’Imu: le novità del decreto sul finanziamento
Articolo successivoLe SU sulla responsabilità del magistrato: i rinvii anche eccessivi non sono scarso rendimento

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here