Come non detto. Neanche 24 ore dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto che istituisce il nuovo Pos obbligatorio per i professionisti, e un emendamento al decreto Milleproroghe cancella da subito il calendario per la sua attuazione.

Una modifica presentata in maniera congiunta da Nuovo centrodestra e il Gruppo Autonomie, ha introdotto il rinvio a giugno 2015 della norma che obbliga tutti i privati a dotarsi di strumento per pagamento elettornico al di sopra dei 30 euro.

Insomma, la stessa maggioranza torna sui suoi passi, dopo aver approvato il decreto interministeriale che indicava tutte le scadenze da qui a giugno prossimo, verso l’arrivo già annunciato del pagamento elettronico negli studi professionali e commerciali. Il testo pubblicato in Gazzetta ufficiale questa settimana, stabiliva, infatti, che, a partire dal 28 marzo 2014, i pagamenti sopra i 30 per servizi o prestazioni offerte, avrebbero dovuto contemplare anche il pagamento tramite Pos.


Questa previsione, con l’arrivo della primavera, era diretta a studi ed esercizi che fatturino non meno di 200mila euro l’anno, anche se, a partire dalla fine di giugno, si sarebbe allargata a tutte le attività, anche le più ristrette.

Ora, salta tutto, almeno per un altro anno. L’emendamento inserito nel decreto Milleproroghe, infatti, accoglie le proteste dei professionisti, che il decreto pubblicato in Gazzetta sembrava spegnere definitivamente: “Abbiamo ritenuto oportuno dare più tempo ai professionisti – ha dichiarato Bruno Mancuso, primo firmatario della modiofica, al quotidiano Italia Oggi – l’obbligo del decreto comporta non solo dei costi ma anche degli adempimenti significativi da parte dei soggetti interessati e il decretointerministeriale è arrivato troppo tardi”.

Tanto che, da parte della maggioranza, si è manifestata piena concordia sulla presentazione dell’emendamento risolutivo, che accontenterà migliaia e migliaia di studi professionali, già entrati nell’ottica di inserire nei propri uffici il terminale per bancomat e carta di credito, e, ora, improvvisamente ritornati alla normalità, almeno per altri 15 mesi. “Ci siamo trovati tutti d’accordo. Non ci sono state discussioni. Inizialmente si pensava di prorogare fino al prossimo gennaio, poi si è deciso di prolungare il termine altri sei mesi”, ha puntualizzato Mancuso.

 


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