Addio al reato di immigrazione clandestina. Il Senato, nella giornata di martedì, ha cancellato il reato penale relativo all’ingresso in Italia senza regolari documenti, accogliendo la proposta del governo. Così, di rilevante a fini di giustizia, sull’immigrazione clandestina, da questo momento rimane punibile solo in caso di recidiva, oltre alla condotta imputabile a illecito amministrativo.

E’ stato il governo a presentare all’assemblea di palazzo Madama, martedì in tarda mattina, un emendamento incentrato sulla proposta di depenalizzare il comportamento di chi entra nei confini italiani, senza adeguato permesso di soggiorno. La proposta di modifica, relativa al ddl 925 sulle depenalizzazioni e la messa alla prova nel giudizio penale, è stata accolta con 182 sì, 16 no e 7 astenuti.

Numeri ampi, per questa decisione, ben al di sopra della risicata maggioranza che, attualmente, sorregge l’esecutivo di Enrico Letta al Senato. A questo proposito, il margine largo che ha portato all’ok, deriva dalla posizione assunta nei giorni scorsi dal MoVimento 5 Stelle.


Come si ricorderà, infatti, il partito guidato da Beppe Grillo aveva indetto, un po’ a sorpresa, una referendum online tra gli iscritti, per conoscere l’opinione predominante in merito al reato di immigrazione clandestina. Così, i partecipanti alla consultazione avevano sancito che anche gli eletti grillini si sarebbero dovuti attenere alla posizione predominante nel governo, ossia quella di eliminare il reato di immigrazione clandestina.

Fatto, infine, puntualmente avvenuto oggi, alla prima occasione disponibile quando, chiamati a esprimersi in materia di clendestinità, i senatori dei vari schieramenti non hanno avuto dubbi sull’eliminazione di questo reato.

Del tema, si è cominciato a discutere in maniera pressante all’indomani della tragedia di Lampedusa, lo scorso 3 ottobre, quando oltre 300 migranti morirono in seguito al naufragio di un’imbarcazione stracolma di extracomunitari, in cerca di ingresso nel nostro Paese. Da allora, dalle parti del governo, e in particolare tramite il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, era emerso con forza il desiderio di alleggerire le pene e le sanzioni per chi entra illegalmente sul territorio italiano. Il primo provvedimento è stato preso e, con ogni probabilità, altri dello stesso tenore seguiranno. Intanto, il disegno di legge torna alla Camera per l’ok definitivo.

 


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