E’ proprio vero che in tempi di “spending & review” non bisogna buttare proprio nulla.
E’ quello che avranno pensato anche i nostro parlamentari, a proposito delle notifiche dei verbali al C.d.S. tramite PEC, quando il 9 agosto u.s., hanno approvato in via definitiva il provvedimento di conversione del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (v. legge n. 98/2013, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 20 agosto 2013), recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia (c.d. “decreto del fare”).

Con una mossa a sorpresa, infatti, si è provveduto a riciclare, in toto, il vecchio art. 4 del ddl C. 5361 Valducci (che nel frattempo si era arenato alla commissione trasporti della Camera), ed a introdurre la norma nella legge di conversione n.98/13, all’ art. 20, comma 5 –quater, che testualmente recita:
Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sono disciplinate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, tramite posta elettronica certificata nei confronti dei soggetti abilitati all’utilizzo della posta medesima, escludendo l’addebito delle spese di notificazione a carico di questi ultimi”.

A onor del vero, di notifica tramite PEC si era parlato e straparlato per lungo tempo, anche dopo l’uscita del DECRETO-LEGGE 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge 17 dicembre 2012, n. 221, che all’art.4, aveva espressamente previsto il domicilio digitale del cittadino, ed ancor prima, con l’uscita della L. 22 febbraio 2010, n. 24, che a sua volta, aveva introdotto l’art. 149 bis del C.P.C (ulteriormente modificato dall’art. 16,comma 5 quater, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con L. 17 dicembre 2012, n. 221),


Tuttavia, malgrado comincia a prendere piede l’ Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), del decreto interministeriale in parola, sembrerebbe se siano perse le tracce.


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