E’ il giorno della “marcia su Roma”. Oggi, il movimento volgarmente definito dei “Forconi”, che nei canali ufficiali preferisce farsi chiamare “9 dicembre“, data simbolo che ha dato il via alle proteste, si ritrova nella Capitale per quello che si preannuncia come l’atto più eclatante di questi giorni di presidi da nord a sud dello Stivale.

Come al solito, in questi casi, il rischio è che, all’interno del corteo che si ritroverà a piazza del Popolo, si inseriscano degli infiltrati con l’obiettivo di far degenerare la manifestazione.

A tal proposito, negli ultimi giorni il clima, anche all’interno del movimento, si è surriscaldato per la diserzione della marcia da parte del fondatore dei veri “Forconi”, quel Mariano Ferro che ha dato i natali al movimento in terra siciliana, prima di esportarlo in continente, attirando sigle di autotrasportatori, cittadini oppressi dalle tasse, professionisti, allevatori, artigiani e liberi imprenditori.


Insieme a tutti questi cittadini, però, hanno già annunciato la propria adesione alla sfilata di oggi per le vie di roma anche gruppi apertamente politici come Casapound, con il vicepresidente Simone De Stefano che ha ricevuto proprio nelle ultime ore una condanna a 3 mesi per aver sostituito una bandiera dell’Unione europea con una dell’Italia.

Tornando a Ferro, il patron dei forconi ha annunciato che porterà avanti la sua personalissima protesta domenica in piazza San Pietro, dicendo di ispirarsi alla figura di papa Francesco come esempio di sollevazione pacifica. Le divisioni all’interno del movimento che ha originato le proteste delle ultime settimane, sarebbero dovute alla disponibilità di una frangia riconducibile allo stesso Ferro di aprire un tavolo con il governo“Bisogna essere onesti con la gente, non si tratta con il governo” ha attaccato il leader in Jaguar del movimento, Danilo Calvani, dopo lo spargersi di indiscrezioni secondo cui una parte del popolo dei forconi sarebbe stata disposta a incontrare rappresentanti del premier Letta per trovare un accordo. E tra questi, evidentemente, gli oltranzisti della protesta vedono proprio il portavoce siciliano Ferro.

Meno tranquillizzanti le voci che piovono dai social network da opera della pancia del movimento che, per oggi, a Roma, ha assicurato che “succederà l’inferno”. Il sindaco della Capitale Ignazio Marino non si è mostrato eccessivamente preoccupato, assicurando che il lavoro per consentire l’espressione del dissenso con la Prefettura sarebbe a buon punto, bocciando, però, gli accampamenti notturni in città.

Oggi, dunque, la protesta che negli ultimi giorni ha occupato binari, svincoli autostradali, confini di Stato e sedi di Equitalia, arriva per le vie di roma Capitale. Le anime del movimento così variegate non consentono di azzardare previsioni sull’esito della manifestazione: la prima, vera incognita è il livello di partecipazione. Dall’adesione alla protesta si capirà molto degli obiettivi dei forconi, per la prima volta a pochi passi dai Parlamento. Difficilmente, oggi, in una situazione così tesa, i poliziotti e le forze dell’ordine potranno arrivare a togliersi il casco, che si tratti di solidarietà oppure di semplice procedura.

Ecco chi sono i Forconi e i loro leader

 


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