L‘Inps ha presentato il Bilancio sociale 2012 e, come ormai d’abitudine, osservati speciali sono, insieme ai pensionati, anche i dipendenti pubblici. Che le due categorie non attraversino il periodo più florido degli ultimi anni, è risaputo piuttosto bene dai diretti interessati, ma, ora, anche i dati della previdenza nazionale attestano una situazione da allarme rosso per pensioni e dipendenti dello Stato o degli enti periferici.

I dipendenti pubblici, per effetto delle misure di riduzione del personale finalizzata al contenimento della spesa, sono diminuiti di oltre 130mila unità nel corso dell’anno. Allo stesso modo, le entrate dell’ex Inpdap ora inglobato nel SuperInps, sono calate dell’8%. A pesare, anche il turnover applicato, in realtà, più a senso unico, come il recente decreto sui precari ha testimoniato. LEGGI LA NUOVA CIRCOLARE

Sui pensionati, invece, il quadro drammatico è quello di quasi un pensionato su due che vive con meno di mille euro al mese; nel complesso, oltre 7milioni di ritirati dal lavoro incassano mensilmente meno di mille euro. Di questi, oltre due milioni non arrivano a 500 euro. Trend inverso per i 650mila che invece possono godere di un assegno superiore ai 3mila euro.


Altro campanello d’allarme risuonato con la presentazione del Bilancio sociale Inps, è quello del saldo per ammortizzatori, schizzati a più 19% rispetto all’anno precedente, per un esborso pari a 22,7 miliardi di euro. Il capitolo di spesa più gettonato, purtroppo, è quello relativo alla disoccupazione, con 13,811 miliardi di uscite, contro gli 11 dell’anno precedente.

Niente di buono anche per le famiglie, che in questi giorni hanno visto presentare il nuovo Isee da parte del govenro: il potere d’acquisto è sceso al 4,9%. LEGGI LE NOVITA’

Il disavanzo complessivo dell’Inps sale a 9,8 miliardi: anche qui, a pesare, come già sottolineato recentemente dal presidente Antonio Mastrapasqua, è l’esborso richiesto dai trattamenti ex Inpdap.

 


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