La seconda rata Imu si avvicina paurosamente, ora che il decreto è slittato in maniera ufficiale per la seconda volta in meno di una settimana. All’avvio del Consiglio dei ministri, questa mattina, è infatti arrivato un nuovo stop al testo che avrebbe dovuto abolire definitivamente la seconda rata dell’Imu, la cui approvazione era ormai scontata in Cdm.

Proprio il provvedimento più atteso, insomma, è stato rinviato, per adesso a martedì 26 novembre, quando, cioè, dovrebbe tenersi il prossimo incontro tra i rappresentanti del governo, anche se non è escluso che il decreto possa slittare fino al termine della prossima settimana. E il pagamento della rata incombe al prossimo 16 dicembre come scadenza finale.

Insomma, la seconda rata Imu resta un fronte apertissimo proprio nei giorni decisivi in cui la legge di stabilità dovrebbe finalmente entrare in Parlamento al Senato, con tutti i suoi oltre 500 emendamenti da discutere e votare.


Ma cosa ha provocato il rinvio del decreto sullo slittamento della seconda rata Imu, ormai scontato nella sua formulazione? A causare il necessario ripensamento delle coperture previste per il gettito mancante, sono state le proteste degli agricoltori e, in particolare, delle loro associazioni di rappresentanza, intervenute personalmente presso il Ministero delle Politiche agricole. 

Come si era già capito ieri sera, infatti, il governo avrebbe lasciato senza copertura un totale di 900 milioni di euro sui quasi 3 miliardi necessari a scongiurare il pagamento della rata Imu di dicembre. Così, si era pensato di escludere dall’esenzione le proprietà agricole, già salvati dalla rata di giugno insieme alle prime case.

Peccato, però, che l’esecutivo abbia elaborato i propri calcoli in base al gettito atteso dai Comuni come ripiano delle mancate entrate derivanti dall’Imu, in deficit di 500 milioni, più i 400 richiesti agli agricoltori per il pagamento dei terreni agricoli.

Secondo le indiscrezioni, il ministro per le Politiche agricole De Girolamo sarebbe personalmente intervenuta per porre un freno all’approvazione del decreto sulla cancellazione della rata Imu mancante, prima che le modifiche in via di presentazione in legge di stabilità 2014 arrivino a mandare in soffitta definitivamente la tassa sugli immobili, sostituita, però, dal Trise o dalla new entry Tuc.

 


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