Legge di stabilità 2014, siamo al rush finale in commissione, anche se si teme un nuovo slittamento per i troppi emendamenti. Il calendario prefissato a palazzo Madama, infatti, indica in lunedì il giorno dell’ingresso in Aula della finanziaria, ora in discussione alla commissione Bilancio, dove dovrebbe essere licenziata entro questa sera.

In realtà, l’elevatissimo numero di modifiche – oltre tremila – potrebbe richiedere qualche giorno i più per le votazioni finali delle proposte arrivate nelle ultime settimane a completare il testo originale proposto dal governo.

Non è escluso, dunque, che l’arrivo in aula della legge di stabilità al Senato si verifichi martedì o mercoledì, in leggero ritardo rispetto alla tabella di marcia della maggioranza per l’approvazione del provvedimento chiave per i prossimi tre anni.


Intanto, molti emendamenti vengono respinticome accaduto a quello sulla vendita delle spiagge, così come all’allargamento della no tax area a 12mila euro, dichiarati inammissibili– e il testo definitivo dovrebbe essere più snello di quanto annunciato. Così, nella speranza di arrivare a un testo unificato, si inizia a intravedere anche il profilo della legge aggiornata alle proposte del Senato.

Tra le novità più attese, come noto, c’è il comparto fiscale. Se il Tuc sembra destinato a prendere il posto del Trise, che, a questopunto non dovrebbe mai vedere la luce, si ragiona anche sulle compensazioni degli arretrati con il fisco, che potrebbero portare a qualche bonus inatteso.

Sul fronte cartelle esattoriali, del resto, non è tabù parlare di condono fiscale, ma, a seguito delle previsioni introdotte con il decreto 69, altrimenti noto come decreto del Fare, sia parere delle forze di governo un limite alla rottamazione va comunque trovato per non scavalcare di netto le previsioni di legge. Per questa ragione, si sta pensando di introdurre un emendamento in grado di assicurare lo sconto sugli interessi a chi verserà l’80% del dovuto. Se questa soglia dovesse essere giudicata troppo bassa, possibile che salga al 100%, sempre includendo il bonus sugli interessi.

Altro ambito molto caldo è quello delle sigarette elettroniche: ha ricevuto l’ok un emendamento che accoglie la proposta dei rappresentanti di categoria per abbassare le imposte sulle e-cig al 25%, che dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio, in sostituzione dell’imposta al 58,5% definita nei mesi scorsi. La decisione, dovrebbe arrivare a ruota dell’emendamento al decreto istruzione divenuto legge, dell’esponente Pdl Giancarlo Galan, che ha ristabilito la possibilità di svapare nei luoghi pubblici, scuole escluse.

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1 COOMENTO

  1. leggo la proposta sen d’alì sulla rottamazione cartelle esattoriali. Senza entrare nel merito degli abbattimenti delle snzioni interessi e quant,altro, mi sembra che la soluzione non agevoli i titolari di partita iva, morosi per necessità, infatti chiedendo il pagamento in tempi brevi, ed in unica soluzione, colori i quali non hanno liquidità e non possono accedere al credito bancario sono esclusi benefici. Sarebbe quindi sensato, accompagnare la rottamazione con una rateizzazione , che permetta ai contribuenti morosi di poter pagare le tasse arretrate dovute. Bisognerebbe far saper ai ns, politici, molto spesso disattenti e lontani dalla gente queste considerazioni. spero leggere qualcosa in merito

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